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Ce n'è anche per Cecco a cena

Giornali stampati su carta da cesso: ultima trovata per frenare la perdita di copie

giovedì, 8 agosto 2019, 20:51

di aldo grandi

Pare che giri sul web o da qualche altra parte la notizia, clamorosa se vera, che alcuni Maestri della libertà di stampa e dell'ambientalismo estremo avrebbero trovato la soluzione al male che affligge, da anni, gli editori ossia l'emorragia inarrestabile di copie perdute. Ebbene, i Soloni del pensiero a una dimensione hanno deciso che, nel futuro più o meno prossimo, i giornali saranno stampati su carta da cesso con inchiostro ecologico. In sostanza il lettore e i suoi familiari, una volta spulciate le pagine e apprese le ultime novità dal globo terracqueo, potranno utilizzare la carta per pulirsi, letteralmente, il fondoschiena e, così facendo, risparmiare sul costo della carta igienica. Una trovata pazzesca che, se confermata, potrebbe risollevare le sorti ormai segnate di un settore, quello della stampa cartacea, giunto alla frutta se non, addirittura, al conto. Ovvie le rimostranze di numerose cartiere produttrici di rotoli di carta igienica le quali, nell'apprendere la cosa, hanno subito visto dimezzare i propri guadagni visto che la carta da cesso è, sostanzialmente, uno degli articoli irrinunciabili per le masse notoriamente cacone oltre ogni limite. Noi che, fortunatamente, non spendiamo da tempo immemore un solo euro per acquistare pagine scritte, non siamo rimasti sorpresi né, tantomeno, allarmati. In fondo i giornali cartacei sono, nella loro grandissima maggioranza, tutti a senso unico ed è per questo che, forse, non vendono più niente. Sdraiati sulla linea degli editori leccaculo della Sinistra con il Rolex e radical chic-choc, hanno nel Dna gli ingredienti generazionali che hanno partorito il '68, il '77, il movimento studentesco, i gruppi della sinistra extraparlamentare i cui dirigenti, oggi, sono divenuti in buona parte i principali esponenti del capitalismo d'assalto e dei soldi prima di tutto.

Se, poi, andiamo a leggere i contenuti, ci rendiamo perfettamente conto che il linguaggio utilizzato è quello dei preti, diplomatico, falso e ipocrita oltre ogni limite, cosiddetto politically correct, ma umanamente scorretto. Ci hanno sfracellato i coglioni, noi che sono trent'anni che facciamo questo mestiere, con il giornalismo britannico e all'americana dove il giornalista non manifesta la propria opinione, ma si limita a osservarla senza intervenire. Peccato che questo tipo di giornalismo appartiene alle classi spocchiose degli intellettuali progressisti, ai circoli privati dei grandi organismi sovranazionali, alle élites che disgovernano il mondo mentre la gente comune, quella che, spesso, mangia come parla anzi, parla come mangia - e non necessariamente male - vorrebbe una scrittura comprensibile non soltanto alla casalinga di Voghera - ma a Voghera esistono ancora casalinghe? - ma anche al porco che, magari, tutto quel tempo a disposizione per comprendere l'incomprensibile a volte non ce l'ha.

Dice, ma anche voi del web... Giusto, anche noi del Web, a volte, facciamo pena, ma c'è una differenza fondamentale: chi ci legge non paga niente anzi, guadagna, a volte, nel cambio, parecchio e risparmia 1,50 euro al giorno e scusate se è poco. Perché, poi, dovrebbe spendere questi soldi quando le notizie che legge sono eguali dappertutto, asettiche, inutili, falsamente obiettive, prive di qualsiasi elemento stimolativo della riflessione. Tutti i lettori sono solo volatili passivi da alimentare via becco. 

Se i nostri lettori sapessero che, con 1 euro a testa e all'anno una tantum potrebbero permetterci di far crescere un esperimento unico nel suo genere, forse metterebbero mano al borsellino. Un euro ogni 365 giorni è veramente una inezia anzi, ancora meno. Già: le Gazzette potrebbero fare un giornale rompiscatole molto più e meglio di tutti gli altri e, soprattutto, potrebbero assumere persone capaci non solo di pensare, ma, in particolare, scrivere con la propria testa.

Ben venga, quindi, il giornale stampato su carta da cesso, acquistabile ovunque e facile da smaltire oltreché da trasportare. Caffè macchiato o caffellatte mentre si legge al bar quindi, visto lo stimolo immediato, tutti di corsa sulla tazza portandosi dietro un paio di pagine ovviamente non dell'unico quotidiano a disposizione.

A parte le battute, sembra che i giornali, soprattutto quelli che non servono a un cazzo - e ce ne sono parecchi - abbiano trovato anche un altro modo per fermare il precipitare degli eventi: assumere direttori giovanissimi, pare, addirittura, prelevandoli dalle scuole medie una volta ottenuta la licenza. Non servendo a nulla cultura, indipendenza di giudizio, autonomia di spirito, capacità investigativa e di provocazione, basta saper leggere e scrivere, ma, udite udite, conoscere l'utilizzo dei social e delle nuove tecnologie. C'è chi dice che, di questo passo, si potranno avere direttori di giornali anche alle elementari. Mah, osiamo dubitare anche se più niente ci sorprende e qualche esempio è già stato effettuato non si sa bene con quali risultati.

Forza gente che di questo passo noi giornalisti saremo buoni per ogni occasione a partire, tanto per restare in tema, dalla pulizia di bagni pubblici e latrine di varia natura.


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