Anno 7°

lunedì, 18 novembre 2019 - Recte agere nihil timere

Facebook Twitter YouTube

lagazzetta_prenota

Ce n'è anche per Cecco a cena

Giornali stampati su carta da cesso: ultima trovata per frenare la perdita di copie

giovedì, 8 agosto 2019, 20:51

di aldo grandi

Pare che giri sul web o da qualche altra parte la notizia, clamorosa se vera, che alcuni Maestri della libertà di stampa e dell'ambientalismo estremo avrebbero trovato la soluzione al male che affligge, da anni, gli editori ossia l'emorragia inarrestabile di copie perdute. Ebbene, i Soloni del pensiero a una dimensione hanno deciso che, nel futuro più o meno prossimo, i giornali saranno stampati su carta da cesso con inchiostro ecologico. In sostanza il lettore e i suoi familiari, una volta spulciate le pagine e apprese le ultime novità dal globo terracqueo, potranno utilizzare la carta per pulirsi, letteralmente, il fondoschiena e, così facendo, risparmiare sul costo della carta igienica. Una trovata pazzesca che, se confermata, potrebbe risollevare le sorti ormai segnate di un settore, quello della stampa cartacea, giunto alla frutta se non, addirittura, al conto. Ovvie le rimostranze di numerose cartiere produttrici di rotoli di carta igienica le quali, nell'apprendere la cosa, hanno subito visto dimezzare i propri guadagni visto che la carta da cesso è, sostanzialmente, uno degli articoli irrinunciabili per le masse notoriamente cacone oltre ogni limite. Noi che, fortunatamente, non spendiamo da tempo immemore un solo euro per acquistare pagine scritte, non siamo rimasti sorpresi né, tantomeno, allarmati. In fondo i giornali cartacei sono, nella loro grandissima maggioranza, tutti a senso unico ed è per questo che, forse, non vendono più niente. Sdraiati sulla linea degli editori leccaculo della Sinistra con il Rolex e radical chic-choc, hanno nel Dna gli ingredienti generazionali che hanno partorito il '68, il '77, il movimento studentesco, i gruppi della sinistra extraparlamentare i cui dirigenti, oggi, sono divenuti in buona parte i principali esponenti del capitalismo d'assalto e dei soldi prima di tutto.

Se, poi, andiamo a leggere i contenuti, ci rendiamo perfettamente conto che il linguaggio utilizzato è quello dei preti, diplomatico, falso e ipocrita oltre ogni limite, cosiddetto politically correct, ma umanamente scorretto. Ci hanno sfracellato i coglioni, noi che sono trent'anni che facciamo questo mestiere, con il giornalismo britannico e all'americana dove il giornalista non manifesta la propria opinione, ma si limita a osservarla senza intervenire. Peccato che questo tipo di giornalismo appartiene alle classi spocchiose degli intellettuali progressisti, ai circoli privati dei grandi organismi sovranazionali, alle élites che disgovernano il mondo mentre la gente comune, quella che, spesso, mangia come parla anzi, parla come mangia - e non necessariamente male - vorrebbe una scrittura comprensibile non soltanto alla casalinga di Voghera - ma a Voghera esistono ancora casalinghe? - ma anche al porco che, magari, tutto quel tempo a disposizione per comprendere l'incomprensibile a volte non ce l'ha.

Dice, ma anche voi del web... Giusto, anche noi del Web, a volte, facciamo pena, ma c'è una differenza fondamentale: chi ci legge non paga niente anzi, guadagna, a volte, nel cambio, parecchio e risparmia 1,50 euro al giorno e scusate se è poco. Perché, poi, dovrebbe spendere questi soldi quando le notizie che legge sono eguali dappertutto, asettiche, inutili, falsamente obiettive, prive di qualsiasi elemento stimolativo della riflessione. Tutti i lettori sono solo volatili passivi da alimentare via becco. 

Se i nostri lettori sapessero che, con 1 euro a testa e all'anno una tantum potrebbero permetterci di far crescere un esperimento unico nel suo genere, forse metterebbero mano al borsellino. Un euro ogni 365 giorni è veramente una inezia anzi, ancora meno. Già: le Gazzette potrebbero fare un giornale rompiscatole molto più e meglio di tutti gli altri e, soprattutto, potrebbero assumere persone capaci non solo di pensare, ma, in particolare, scrivere con la propria testa.

Ben venga, quindi, il giornale stampato su carta da cesso, acquistabile ovunque e facile da smaltire oltreché da trasportare. Caffè macchiato o caffellatte mentre si legge al bar quindi, visto lo stimolo immediato, tutti di corsa sulla tazza portandosi dietro un paio di pagine ovviamente non dell'unico quotidiano a disposizione.

A parte le battute, sembra che i giornali, soprattutto quelli che non servono a un cazzo - e ce ne sono parecchi - abbiano trovato anche un altro modo per fermare il precipitare degli eventi: assumere direttori giovanissimi, pare, addirittura, prelevandoli dalle scuole medie una volta ottenuta la licenza. Non servendo a nulla cultura, indipendenza di giudizio, autonomia di spirito, capacità investigativa e di provocazione, basta saper leggere e scrivere, ma, udite udite, conoscere l'utilizzo dei social e delle nuove tecnologie. C'è chi dice che, di questo passo, si potranno avere direttori di giornali anche alle elementari. Mah, osiamo dubitare anche se più niente ci sorprende e qualche esempio è già stato effettuato non si sa bene con quali risultati.

Forza gente che di questo passo noi giornalisti saremo buoni per ogni occasione a partire, tanto per restare in tema, dalla pulizia di bagni pubblici e latrine di varia natura.


Questo articolo è stato letto volte.


tambellini


bonito400


BF Cristiana Francesconi


brico


auditerigi


prenota grande  - Dimensioni 400 x 120 px


il casone


prenota grande  - Dimensioni 400 x 120 px


Altri articoli in Ce n'è anche per Cecco a cena


brico


giovedì, 14 novembre 2019, 19:29

Opposizione stanca, ma è difficile perdere sempre e non godere mai

Ormai anche i cani e i gatti sanno che a noi la Sinistra sta sulle scatole per i suoi principi ancor più che per le persone anche se, ricorderà chi ha visto quel bellissimo film di Sidney Pollack con Barbra Streisand e Robert Redford in cui lei dice che 'Gli...


sabato, 9 novembre 2019, 21:43

Ex Manifattura Tabacchi, i soci della Fondazione Carilucca chiamati a raccolta per ascoltare la presentazione del progetto

La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca fa sul serio. Nonostante non siano poche le perplessità manifestate un po' qui e un po' là sulla effettiva convenienza economica di un investimento di oltre 60 milioni di euro per la ristrutturazione di una parte della ex Manifattura Tabacchi, i vertici di...


prenota medio - Dimensioni 220 x 140 px


mercoledì, 6 novembre 2019, 19:38

Lucca Crepa, metteteci la faccia prima di tutto (o almeno nome e cognome). Come tutti i lucchesi, prima lanciate il sasso e poi tirate indietro la mano. Si chiama paura se non peggio

Mario Pardini, presidente di Crea e di Lucca Comics & Games, nella interSvista rilasciata al sottoscritto ha detto, papale papale, che la colpa delle basse paghe per i cosiddetti felpati non è della società partecipata del Comune - e ha ragione - ma di altri, sindacati in primis.


mercoledì, 30 ottobre 2019, 19:54

Censura Facebook, la Sinistra rifiuta la solidarietà a Barsanti, noi, al contrario, gliela diamo volentieri

Ora, che all'interno delle sedute di consiglio comunale a Palazzo Santini, cugino di quello dei Bradipi di via S. Giustina, si sia soliti affrontare le questioni politiche e sociali legate ai massimi sistemi, è cosa nota.


prenota medio - Dimensioni 220 x 140 px


domenica, 27 ottobre 2019, 13:35

Francesco Raspini nel mirino del centrodestra che chiama in causa la presenza del padre Gaetano nel consiglio di indirizzo della Fondazione Carilucca

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Parole sante, pronunciate da John Belushi nel film Animal House. E quando, invece, si fa sporco che, in fondo, è quasi la stessa cosa? Lasciamo perdere le citazioni sia pure memorabili di altrettanti celeberrimi films e concentriamoci sul presente...


mercoledì, 23 ottobre 2019, 12:43

Talpe, mandanti e tarponi

La nostra interSvista al presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Marcello Bertocchini ha suscitato scalpore, ma una cosa deve essere chiara: non era nostro intento mettere sotto accusa la Fondazione stessa, semplicemente fare il nostro mestiere di rompicoglioni. E, modestamente parlando, crediamo di esserci riusciti.