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Ce n'è anche per Cecco a cena

Ai giornali (bambini) buoni i soldi (la dolce Euchessina) della Regione, a quelli cattivi, un c...o (che spingano)

mercoledì, 9 ottobre 2019, 00:08

di aldo grandi

Oggi pomeriggio è arrivato in redazione un articolo speditoci dall'agenzia di stampa della Regione Toscana con cui l'assessore Vittorio Bugli, ovviamente del Pd, annunciava di aver stanziato oltre due milioni e mezzo di euro per l'informazione locale, televisiva, cartacea e on line. Al suo fianco, in conferenza stampa, un ex collega che avevamo al quotidiano La Nazione di Firenze il quale, seduto nei comitati di redazione perennemente sindacalizzati a sinistra, in occasione di uno sciopero dei giornalisti al quale noi, ovviamente, non aderimmo, ci telefonò dicendoci che era inutile lavorare, tanto l'editore non avrebbe mai fatto diventare inviato speciale il sottoscritto. Chi scrive, con dodici volumi pubblicati da Einaudi, Rizzoli, Mursia, Sperling&Kupfer, Baldini&Castoldi, l'inviato speciale lo avrebbe dovuto essere per meriti, in un giornale, la Nazione, dove i meriti, a quanto ci risulta, non hanno mai trovato realizzazione. Tornando al presente, abbiamo letto che tra i vincitori del bando ci sono due testate della provincia di Lucca notoriamente a corto di soldi: la televisione Noi Tv, di proprietà della famiglia Marcucci e Lucca in diretta, giornale on line diretto dall'amico e collega Enrico Pace al quale siamo debitori di stima e considerazione sin dai tempi passati, che annovera tra i suoi soci il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro. Noi non abbiamo preso un euro, ma nemmeno abbiamo partecipato al bando di assegnazione perché, udite udite, non avevamo e non abbiamo i requisiti.

Sono dieci anni che questo pennivendolo di provincia porta avanti le sue Gazzette, unica voce indipendente e rompicoglioni di tutta la provincia e non solo spaziando anche oltre i confini regionali, solamente con i contributi della pubblicità, nella stragrande maggioranza, oltre il 95 per cento, esclusivamente di carattere privato. E', in sostanza, il giornale di imprenditori, liberi professionisti e commercianti che la mattina, invece di avere la poltrona sotto il culo garantita, alzano la serranda o aprono gli uffici in cerca di maggior fortuna.

Abbiamo fatto nascere decine di giornalisti pubblicisti e anche una professionista, molti dei quali - gli unici tanto per intenderci - hanno trovato lavoro nel settore non perché raccomandati, come è accaduto in altri casi, ma perché i migliori, in tutto e per tutto. Potremmo buttare giù un elenco di nomi per dimostrare che alla nostra scuola sono cresciuti giornalisti con la dote unica che serve ad un giornalista: ragionare con la propria testa. 

Ebbene, tuttavia ci siamo resi conto che mai, con la sola pubblicità privata, avremmo potuto fare il salto di qualità e impiantare una redazione vera e propria assumendo giornalisti con i contratti previsti dall'ordine nazionale dei giornalisti che sembra vivere sulla luna invece che sulla terra.

Così chi scrive si è informato su quali fossero i requisiti per prendere parte al bando regionale di oltre 2 milioni di euro. Ci è stato risposto, candidamente, che per partecipare bisognava avere dei giornalisti professionisti, part-time o praticanti regolarmente assunti e per i quali si era in regola con la posizione contributiva. In sostanza, solo chi già aveva una struttura redazionale poteva beneficiare dei soldi regionali. Ergo, alla fine il denaro andava sempre ai soliti noti, coloro che già lo avevano preso in passato e che già in passato avevano assunto con i soldi pubblici salvo, poi, mandare a casa quando i soldi erano finiti.

Ci siamo permessi di domandare perché quelli come noi, che non hanno mai chiesto un euro pubblico, non potessero accedere al bando proprio per poter anche loro cominciare ad avere una redazione di professionisti, praticanti o part-time secondo i contratti previsti dall'ordine professionale. Ci è stato risposto che non era possibile perché sono troppi quelli che, con la scusa di fare questo mestiere, prenderebbero i contributi e non porterebbero avanti una sega.

Inutile dire che cosa abbiamo risposto e che cosa abbiamo pensato. Querele ne abbiamo già prese tante, esposti a decine, sempre e solo per aver detto quello che è sotto gli occhi di tutti ma che gli ipocriti farisei del pensiero unico dominante fanno finta di non vedere. Viviamo in un mondo - e noi lucchesi in una città - dove i milioni di euro vengono distribuiti con troppa facilità, ma a chi si spacca il fondoschiena per fare qualcosa di innovativo e di diverso nemmeno un grazie.

Noi ci troveremo a fronteggiare la concorrenza, ad esempio, semplicemente facendo conto sui nostri soldi e su quelli che i lucchesi ci danno ed ecco che, orgogliosamente, la Gazzetta di Lucca è, a tutti gli effetti, il giornale dei lucchesi. Ovviamente non lo è della giunta Tambellini, della sinistra a un tanto al chilo, del volontariato che prende decine di migliaia di euro - vedi Festival del volontariato che si porta a casa 60 mila euro (2018) dalla fondazione Cassa di Risparmio di Lucca (ma che volontariato è se gli servono 60 mila euro non si sa bene per cosa?) - di tutti quelli che si sciacquano la bocca per il semplice motivo che ce l'hanno bella piena.

Allora colui che scrive oggi pomeriggio ha voluto chiamare l'assessore Bugli per poterlo intervistare e chiedergli che senso ha aprire bocca e dare fiato quando appare evidente a tutti che i soldi, alla fine, fanno sempre lo stesso giro e che per i nuovi, quelli che aspirano a cambiare qualcosa, ci sono soltanto esposti, provvedimenti disciplinari e calci in bocca?

Ci risponderà l'assessore post comunista? 

Mah, chissà se vorrà domande concordate, cosa alla quale noi siamo assolutamente refrattari per dignità professionale.

 

 


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