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Ce n'è anche per Cecco a cena

Censura Facebook, la Sinistra rifiuta la solidarietà a Barsanti, noi, al contrario, gliela diamo volentieri

mercoledì, 30 ottobre 2019, 19:54

di aldo grandi

Ora, che all'interno delle sedute di consiglio comunale a Palazzo Santini, cugino di quello dei Bradipi di via S. Giustina, si sia soliti affrontare le questioni politiche e sociali legate ai massimi sistemi, è cosa nota. Anche quando, a voler essere brutali, non c'entrano una beata fava con i problemi concreti di questa città allo sbaraglio. Per cui, forse, un minimo di comprensione-attenzione l'avrebbe meritata la mozione presentata da Fabio Barsanti di CasaPound a proposito della censura patita da quella fogna a cielo aperto che è la piattaforma di Facebook dove tutti, chi più, chi meno, sono liberi di offendere, criticare, denigrare, massacrare salvo che siano in qualche modo, anche soltanto lontanamente, collegabili e collegati alla destra o, magari, al fascismo foss'anche soltanto una innocente nostalgia. Il fatto è che a Lucca, in consiglio comunale, tra destra e sinistra si stanno raggiungendo livelli di sputtanamento reciproco, spesso non del tutto fondato, da far venire i brividi. Cosicché se la destra prende a pesci in faccia la sinistra, non si capisce perché quest'ultima, a parte i legami con imam Bergoglio, dovrebbe porgere l'altra guancia. E, ovviamente, viceversa. Noi che, è risaputo, consideriamo destra e sinistra, al massimo, due deviazioni possibili ad un incrocio, ci permettiamo, tuttavia, di manifestare solidarietà a Fabio Barsanti.

Ora, dobbiamo ammettere che il suo movimento, anche se rappresentato nelle istituzioni politiche italiane, ha sicuramente simpatie e nostalgie fasciste quando, non, addirittura, teutoniche, ma non ci sembra che, almeno fino ad oggi, abbia cercato di effettuare, come il 28 ottobre 1922, una marcia su Lucca che, peraltro, troverebbe ben pochi sostenitori. In fondo, solo gli imbecilli potevano e possono credere ad un rigurgito fascista come quello ventilato in campagna elettorale, l'ultima, dalla sinistra per cercare di vincere il duello con l'avversario.

Tornando alla vicenda Facebook, chi scrive non ha problemi ad ammettere di utilizzare la sua pagina per diffondere sia gli articoli che più gli piacciono o che maggiormente rompono i coglioni, sia fotografie di momenti (personali) felici o di persone a cui si sente particolarmente legato. Vanità? Può darsi, in fondo si vive o, si sopravvive, anche di queste piccole cose e non tutti si possono permettere il panfilo attraccato a Porto Cervo o a Montecarlo, o i soldi per fare tutto ciò che si vuole e che nessuno o solo pochi possono anche immaginare.

Facebook, tuttavia, è una multinazionale del Pensiero Unico o, meglio ancora, politicamente corretto, che se ne fotte della libertà di espressione anche se va onestamente ammesso che la libertà che ha garantito ai suoi iscritti è incommensurabilmente superiore a quella che ha loro tolto.

Noi che la censura l'abbiamo misurata sulla propria pelle e, perdonateci il francesismo, anche sulle proprie palle, siamo solidali a 360° con Fabio Barsanti anche se, al posto suo, avremmo evitato di presentare, addirittura, una mozione in consiglio comunale su una questione propria. Cosa cercava del resto?, l'approvazione o la condivisione o la comprensione di chi, verniciato di rosso, ha questi sentimenti per tutti fuorché per coloro che sono verniciati di nero o anche solamente di bianco, rosso e verde?

Caro Barsanti dia retta: manca poco e fra qualche mese o anche un anno o anche poco di più, i Mattarella guardiani del potere impopolare e della inesistente sovranità italiana, finiranno con i loro servi e traditori a pulire i cessi come è accaduto alle latitudini umbre. Stanno facendo di tutto per ritardare l'avvento della volontà del buonsenso comune, ma ogni giorno che passa è un pugno in faccia che prendono. Si tratta solo di aspettare, dopodiché vedrà che alle prossime amministrative lucchesi, sarà inutile anche inventarsi la resurrezione improvvisa di Mussolini per riuscire a vincere la consultazione elettorale.


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