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Ce n'è anche per Cecco a cena

Marcello Petrozziello no limits

venerdì, 4 ottobre 2019, 08:09

di aldo grandi

Conosciamo Marcello Petrozziello da 30 anni esatti avendo trascorso, con lui, il nostro primo capodanno a Lucca nel dicembre 1989 a Petrignano, in un rustico appartenente, allora e, forse, ancora oggi, alla famiglia Gambaro. Con noi, all'epoca, Remo Santini e Mauro Celli. Marcello suonava la chitarra ed era un ragazzo in cerca di un sentiero che aveva già scoperto irto di ostacoli. All'inizio gli volevamo soltanto bene, ci ispirava tenerezza, ma noi, che ci sentivamo i portatori della verità essendo giornalisti inquadrati in uno dei due principali e prestigiosi quotidiani esistenti a Lucca, lo consideravamo professionalmente una sorta di pupa o crisalide che non sai mai se potrà diventare farfalla. Fu con Franco Fanucchi, presidente della Camera di Commercio, che prese avvio quel suo percorso che lo condusse a diventare il miglior portavoce e addetto stampa di tutta la provincia. Con il passare degli anni Petrozziello ha assunto ruoli di prestigio diventando responsabile delle comunicazioni della Cassa di Risparmio di Lucca e, dopo, del Banco Popolare quando quest'ultimo istituto contava ancora qualcosa come banca del territorio, quindi addetto stampa della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, polmone monetario ambito grazie all'Arturo Lattanzi che vendette a 3 mila 450 miliardi a Gianpiero Fiorani i gioielli di famiglia. In mezzo a tutto ciò, le campagne elettorali seguite per i candidati del centrosinistra e del centrodestra indistintamente, segno che si era conquistato la fiducia di tutti per una professionalità indiscussa che andava di pari passo con quella guasconeria che gli derivava dalle sue origini meridionali che ne facevano, a Lucca, una mosca bianca in mezzo a tanti mosconi neri.

In una città dove, da sempre, il principale sport praticato è quello di godere delle disgrazie degli altri, l'ascesa di questo personaggio più volte bistrattato agli albori della sua carriera aveva suscitato commenti, spesso ironici, ma anche e noi siamo stati tra quelli, convinti ed entusiastici per un uomo che, finalmente e dopo tanto tribolare, aveva ottenuto il meritato riconoscimento delle proprie capacità.

Ad un certo punto della propria esistenza Marcello ha deciso di aprire una propria azienda, Clip Comunicare, una società che aveva e ha il compito di gestire la comunicazione per aziende ed enti pubblici. E' vero, inutile far finta di nulla, ci sono stati sindaci come D'Ambrosio e Andreuccetti, ma anche Tambellini e qualcun altro che si sono avvalsi, in qualche modo, della collaborazione e dei consigli di questo manager di se stesso che conosce i meandri della politica lucchese come pochi altri. E non soltanto quelli.

Capace di essere uno straordinario equilibrista in un mondo dove gli equilibristi, per lo più, fanno la fine inevitabile di chi si sfracella al suolo, ha dovuto spesso combattere tra le invidie e le gelosie di chi non gradiva quel suo saltare da un carro all'altro con la stessa facilità e naturalezza con cui la natura si riproduce ogni giorno sempre uguale a se stessa. 

Negli ultimi anni, è vero, è sempre stato una sorta di consulente per esponenti politici del centrosinistra e proprio ieri, in un comunicato delle liste civiche e dei partiti di opposizione, è stato bistrattato in quanto presunto addetto stampa ad personam dell'assessore e futuro probabile candidato a sindaco Francesco Raspini. Noi, che non abbiamo motivo di critica nei confronti del Nostro, pensiamo che sia assolutamente possibile se non probabile che un aspirante candidato come Francesco Raspini possa affidarsi alle cure, preziose e competenti, di un professionista come Marcello Petrozziello. 

E non ci troviamo niente di strano.

Il problema è come, nell'eventualità e con due anni e mezzo di anticipo rispetto alle elezioni, ciò potrebbe avvenire. Attenzione, e ci rivolgiamo a chi avrebbe voglia, magari, di contestare ciò che diciamo. Se il sottoscritto ha un pregio - che per molti può essere un difetto - è quello di metterci sempre la faccia e farlo senza bisogno di artifizi o ritocchi di qualsivoglia natura tantomeno estetica. 

Marcello Petrozziello, per quanto ci riguarda, può fare il portavoce o l'addetto stampa di Raspini anche se è addetto stampa della fondazione Cassa di Risparmio. Franco Mungai, ex sindaco di Massarosa e uomo del Pd, è stato ed è tuttora il geometra di fiducia di San Micheletto e nessuno si sognerebbe di metterne in dubbio l'onestà professionale. Stia sereno il Marcello. La sua azienda, se lo merita, ha tutto il diritto di assumere gli incarichi che ritiene di poter assolvere... ma. Appunto, c'è un ma.

E questo ma consiste nell'eventualità in cui, diventando uomo di fiducia di un assessore in carica, egli riceva un compenso per questa assistenza. Chi paga, in sostanza e come paga la prestazione professionale di Petrozziello ammesso che ci sia o ci possa essere?

Tutto il resto, per noi, sono fronzoli e stronzate. Petrozziello è il migliore sulla piazza? E allora che se lo comprino a peso d'oro anche se, indubbiamente, è vero che, come dice un proverbio lucchese, al piccione ingordo ni scoppiò il gubbio, ma, in fondo, in questa città di ipocriti, non siamo, forse, tutti piccioni?

 

 


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