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Ex Manifattura Tabacchi, i soci della Fondazione Carilucca chiamati a raccolta per ascoltare la presentazione del progetto

sabato, 9 novembre 2019, 21:43

di aldo grandi

La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca fa sul serio. Nonostante non siano poche le perplessità manifestate un po' qui e un po' là sulla effettiva convenienza economica di un investimento di oltre 60 milioni di euro per la ristrutturazione di una parte della ex Manifattura Tabacchi, i vertici di San Micheletto hanno deciso di procedere, comunque, alla realizzazione dell'opera. Tuttavia, proprio per mettere a tacere ogni eventuale diffidenza o titubanza, ecco che il 14 novembre è stata convocata, alle 17, presso la sala convegni Da Massa Carrara, una riunione nel corso della quale sarà illustrata la composizione del portafoglio finanziario della Fondazione, tanto per dare un quadro il più possibile esauriente sulle risorse a disposizione. Non solo. Durante l'incontro sarà predisposto un collegamento skype con Manfredi Catella, CEO (Chief Executive Officer) di Coima SGR Spa, la società che ha presentato una manifestazione di interesse con tanto di progetto accluso per la ex Manifattura Tabacchi di Lucca. Sarebbe interessante se, all'incontro, potessero partecipare i giornalisti, ma, ovviamente, è impossibile e nemmeno consentito. E' indicativo, comunque, che il presidente Marcello Bertocchini voglia illustrare l'operazione proprio per dissipare eventuali dubbi e arginare altrettante possibili polemiche.

L'importo complessivo del progetto è di circa 60,5 milioni di euro, comprensivi di oltre quattro milioni di spese professionali per consulenze e studi vari. Il progetto verrà presentato probabilmente in tutti i suoi aspetti, sia economici sia strutturali, con indicazione di come si concretizzeranno i lavori e a quali opere complete condurranno. Oltre al parcheggio su due livelli con tanto di piazza pubblica e collegamento rialzato con le mura di Lucca, ai 90 appartamenti di superficie media intorno ai 70 metri quadrati, ad un museo-negozio riservato al sigaro e alla sua storia, ci saranno altre utilizzazioni di carattere terziario e commerciale previste dal piano. Lo studio di fattibilità è stato affidato ad un pool di professionisti lucchesi così come sono state coinvolte aziende del territorio per altri pareri. 

L'analisi strutturale effettuata non ha mostrato criticità particolari così come l'analisi ambientale. Tetti e solai sarebbero in buono stato di conservazioni né servirebbero lavori di adeguamento sismico, ma, casomai, solo di miglioramento. 

Per quanto riguarda l'analisi del mercato immobiliare lucchese relativamente alla realizzazione delle unità abitative all'interno della ex Manifattura, la fondazione si è affidata a una azienda di intermediazione immobiliare di rilevanza nazionale e il risultato è stato che si confida in una possibilità di vendita concreta in un periodo non eccessivo successivo alla fine dei lavori per importi al metro quadrato di poco più di 3 mila euro. 

Alla fine e secondo quanto emergerebbe dal progetto, non sussisterebbero elementi tali da osteggiare in un modo o nell'altro la rendita potenziale dell'investimento, tenuti presenti, ovviamente, anche gli aspetti burocratici e amministrativi. 

La sola domanda da porsi, poiché sulla utilità di restituire una parte della città alla città stessa non sussistono divergenze, è quella relativa alla redditività del progetto e alla sua effettiva possibilità di manifestarla. I soldi, come ha detto anche il presidente Bertocchini alla Gazzetta, ci sono ed è l'unica cosa che, alla Fondazione Carilucca, non manca - beati loro verrebbe da dire - si tratta soltanto di decidere se procedere o meno.

Noi ci domandiamo e non siamo i soli, quale sia l'impatto di una presenza edilizia residenziale all'interno del centro storico e la effettiva possibilità di dare vita ad un nuovo polo commerciale-terziario laddove è situata la ex manifattura, in una zona che, effettivamente, è assolutamente lontana, si fa per dire, dal perimetro caratteristico del centro commerciale storico cittadino. Non c'è il rischio di farla diventare una cattedrale, schizofrenica, nel deserto?

 

 


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