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Ce n'è anche per Cecco a cena

La Gazzetta di Lucca cerca collaboratori che abbiano voglia di imparare a... 'nuotare' da subito

martedì, 26 novembre 2019, 20:29

di aldo grandi

Chi scrive appartiene a quella generazione, purtroppo o per fortuna, che, sul finire degli anni Sessanta inizi Settanta, aveva l'età in cui adesso molti bambini e adolescenti vengono accompagnati a fare corsi di nuoto per imparare a tenersi a galla e imitare, nel migliore dei casi, i pesci. All'epoca non c'erano molte piscine anzi, in certi posti non ce n'erano affatto e, comunque, non esistevano genitori così dediti alla salute e alla formazione fisico-sportiva dei propri figli. Non che non li amassero, ma, nella maggior parte dei casi, avevano da lavorare e, se non lavoravano come molte madri di famiglia, stavano dietro alla casa e a tutto il resto. Così, per chi voleva dedicarsi a fare quel che fanno gli abitanti del mare, restava solo la possibilità, in estate, di trovare il modo di galleggiare per non fare una pessima figura con chi, vivendo nelle località balneari, nuotare sapeva sin dalla più tenera età o quasi. Al sottoscritto ci pensò sua cugina a svezzarlo, nella piscina dei bagni Lido all'Ardenza, Livorno. C'erano e ci sono ancora, in quello stabilimento balneare di quelli che esistono solo nella città labronica, due piscine: una per i più piccoli e una per i più grandi, all'epoca con tanto di trampolino e scivolo. Per farla breve un giorno, dopo tanti ripensamenti sul tuffarsi o meno, arrivò alle spalle e senza tanti complimenti ci buttò nell'acqua alta. O bevi o affoghi.

Non ricordiamo se abbiamo bevuto, allora, ma, sicuramente, non siamo affogati. Solo più tardi, tanti anni dopo, a Roma, abbiamo frequentato una piscina dove abbiamo cercato di migliorare, probabilmente invano, il nostro stile. 

Bene, a nove anni, il prossimo sarà il decimo, dalla sua nascita, La Gazzetta di Lucca cerca nuovi collaboratori poiché si è resa conto che, quasi tutti gli altri, chi più chi meno, ha trovato lavoro nel settore delle comunicazioni o anche in altri, ma, ad ogni modo, si è stabilizzato e stabilito con nostra somma felicità. Tutti coloro che hanno cominciato a scrivere con le Gazzette hanno, salvo rarissime eccezioni e non dipendenti dalla nostra volontà, conseguito il tesserino dell'ordine come giornalisti pubblicisti. Una, anche quello di giornalista professionista.

E' giunto il momento di accogliere nuovi aspiranti cronisti e giornalisti che abbiano voglia di imparare, di darsi da fare, di muoversi, di non stare a guardare, di conoscere il mondo che li circonda, sia pure un mondo limitato sotto il profilo geografico, ma, comunque, a dimensione umana più di tante metropoli.

Chi vorrà scrivere per la Gazzetta di Lucca non dovrà aspettare o attendere in qualche anticamera contando i tagliandi di eventuali concorsi su chi sia il più bravo a fare qualcosa. No, chi sbarca da queste parti viene gettato subito nella mischia dello scrivere e, quindi, avrà il vantaggio di apprendere da subito alcuni elementi fondamentali per chi vuole imparare questo mestiere. Certo, ci vorranno pazienza e perseveranza, ma per chi avrà veramente voglia di apprendere ne sarà valsa la pena. E sarà anche un divertimento perché una cosa che non si fa divertendosi e con piacere non vale la pena di farla. Da non trascurare, infine, una cosa: si impara a scrivere, a essere sintetici, a non avrete troppi fronzoli, ad abbandonare il dolce stil scolastico che tanto piace a certi insegnanti e ad altrettanti allievi che prediligono l'analisi alla sintesi.

Essere sintetici non è solo una virtù, ma una necessità, per tutti, per chi, in particolare, vuol farsi capire, come si diceva una volta, anche dalla casalinga di Voghera.

Quindi, cari giovani e meno giovani allievi, se non vi spaventa imparare a... (scrivere) nuotare, inviate la vostra richiesta di partecipazione a redazione@lagazzettadilucca.it oppure a info@aldograndi.it e attendete fiduciosi. Una risposta ci sarà per tutti.

 


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