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Ce n'è anche per Cecco a cena

Lucca Crepa, metteteci la faccia prima di tutto (o almeno nome e cognome). Come tutti i lucchesi, prima lanciate il sasso e poi tirate indietro la mano. Si chiama paura se non peggio

mercoledì, 6 novembre 2019, 19:38

di aldo grandi

Mario Pardini, presidente di Crea e di Lucca Comics & Games, nella interSvista rilasciata al sottoscritto ha detto, papale papale, che la colpa delle basse paghe per i cosiddetti felpati non è della società partecipata del Comune - e ha ragione - ma di altri, sindacati in primis. Lo ha ribadito anche l'assessore Giovanni Lemucchi, anche lui senza peli sulla lingua e il sindacato, ovviamente, non ci sta. A proposito, la sindacalista Cgil Filcams Sabina Bigazzi dovrebbe sapere che Giovanni Lemucchi non è assessore al turismo, ma al bilancio, controllo di gestione, tributi, società partecipate prima di scrivere? O no? Non ci sta la Cgil - ma quando mai ci sta? - che chiama in causa i sindacati pirata per la firma dei contratti collettivi nazionali di lavoro. A noi, a scanso di equivoci, i sindacati hanno stancato. Fanno politica quando dovrebbero limitarsi a difendere gli interessi dei lavoratori che dicono di rappresentare. Chissà come mai sempre più operai od ex iscritti votano a destra e inneggiano a Salvini. Sarà che forse, anche loro, i sindacati, hanno perso di vista la sostanza delle cose? Tornando ai felpati, dobbiamo essere sinceri: ai tempi nostri, nella Roma degli anni di piombo e anche qualcosa di più, i giovani, probabilmente, mangiavano molta più merda di adesso, ma non ricordiamo di aver visto la nascita, ad ogni piè sospinto, di comitati, associazioni, prese di posizione e via dicendo. Se ti stava bene un lavoro, sia pure sottopagato, lo facevi, sennò, soprattutto se del tipo di quello di cui stiamo parlando, ciccia. Libro di rifiutarlo. Invece qui no. Qui si forma il comitato dei Lucca Crepa e non si capisce perché non hanno nemmeno i coglioni per metterci nome e cognome o la faccia che sarebbe meglio.

No, a quanto pare, tutto anonimo. Comunicati inviati ai giornali che, noi per primi, violano una regola fondamentale che è quella di pubblicare solo cose di cui si conosce la paternità. Qui, invece e a meno di smentite dell'ultim'ora, c'è solo un fantomatico comitato made sicuramente in Lucca, che si nasconde e non si mostra limitandosi a dire che si tratta di ex felpati. Scusate, ma quando avete firmato il contratto, lo sapevate che i soldi erano quelli o ci avete ripensato dopo come i cornuti?

Inoltre, nessuno è obbligato a fare questo lavoro per Lucca Crea o per le cooperative o aziende che si aggiudicano l'appalto tra l'altro obbligatorio. Se vi va, bene altrimenti ciccia dicono nella capitale, dove le cose funzionano ancora secondo certi, forse sbagliati, ma concreti, principi tutt'altro che campati in aria.

Sapete, cari felpati, quanto prende un collaboratore della Gazzetta di Lucca per ogni articolo che scrive: dai 3 ai 5 euro più ritenuta di acconto. Qualcuno ha un compenso fisso, chi segue il consiglio comunale prende qualcosa di pi. Sfruttamento? Gli altri giornali, quelli istituzionali, cartacei, pagano poco di più, pochissimo di più salvo contratti specifici. Cosa siamo? Di fronte a una massa di sfruttatori che godono nel vedere soffrire ragazzi e ragazze? No cari figli miei marxisti immaginari come recitava un libro di successo del secolo scorso. Grazie alla Gazzetta di Lucca e alle Gazzette in genere, decine di persone sono diventate giornalisti pubblicisti e molti di loro - molti ripeto - hanno anche trovato un lavoro a tempo indeterminato. In quei due anni o più che hanno collaborato, per carità, non si sono arricchiti, ma hanno imparato a scrivere, a stare in mezzo alla gente, a saper distinguere un assessore da un consigliere, un commerciante da un imprenditore, un bilancio da un pezzo di carta qualsiasi.

E' vero, per carità, i felpati sono pagati poco, ma si tratta, nella stragrande maggioranza, di ragazzi alle prime esperienze, che cominciano a comprendere che la vita non è la scuola né, tantomeno, i libri sui quali si pretende di costruire ciò che esiste solamente sulle pagine di carta. La vita non è questa, ci sono molti più felpati nel mondo di quanti uno possa immaginare, con la differenza, non trascurabile, che a Lucca Comics sono felpati solo per cinque giorni mentre, altrove, sono felpati per tutta la vita.

Quindi, per favore, meno seghe e la prossima edizione dei Comics, se non vi va bene, restate a casa. Vedrete che a quel punto la macchina organizzativa si fermerà. Ma voi ci credete? Ci saranno sempre altri felpati pronti a prendere poco, ma meglio di niente. Lo sfruttamento, cari ragazzi, ragazze e genitori con la puzza sotto il naso, è ben altro. Qui è esperienza e un po' di fatica o di frustrazione, chiamiamole così, non fanno male a nessuno soprattutto a chi, spesso, nemmeno sa cosa vuol dire lavorare e spaccarsi la schiena per portare a casa lo stipendio e andare avanti.

 

 

 

 

 

 

 


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