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Arredi antichi ex profumeria Ristori, un altro pezzo di Lucca che se ne va

giovedì, 4 giugno 2020, 22:15

di aldo grandi

Qualcuno potrebbe dire che, di fronte alla pandemia economica dovuta a questo Governo di impediti e ai morti causati da un virus che, adesso, a quanto sembra, ha scelto di abbandonarci, gli arredi della ex profumeria Ristori in via Fillungo, seppur antichi e originali, non contano nulla. Potrebbe anche avere ragione, ma il fatto è che andando avanti di questo passo, si sta distruggendo la memoria non soltanto di questa città, ma di tutto un intero tessuto sociale ed economico che, purtroppo, non sembra interessare più nessuno. Tuttavia sulla vicenda che riguarda la cioccolateria appena dismessa da parte dei gestori a causa del Covid-19 e delle ristrettezze in cui ha gettato decine di commercianti, è necessario approfondire. Partendo da questa mattina, quando abbiamo ricevuto, da alcuni lettori, sia le immagini sia alcune informazioni su quanto stava avvenendo in via Fillungo dove un gruppo di operai stava smantellando e portando via dal negozio gli arredi originali della ex profumeria Ristori, uno dei negozi storici tutelati dal comune e dalla soprintendenza. Da sottolineare che quest'ultima, sempre pronta a tutelare anche un filo d'erba del campo Balilla, a volte sembra non accorgersi di ben altre violazioni. Comunque, abbiamo deciso di fare un servizio e Barbara Ghiselli ha egregiamente assolto al compito. Niente male anche le foto che documentavano l'asportazione dei mobili. Abbiamo provato a contattare la soprintendente Angela Acordon, ma non ci ha risposto e solo in serata l'abbiamo raggiunta.

Ci ha spiegato che non aveva letto la notizia essendo stata impegnata tutto il giorno, ma che, comunque, la soprintendenza ha voce in capitolo sul pubblico mentre sul privato, può fare ben poco, soprattutto, se si tratta di beni non sottoposti a tutela. 

Eppure alcuni imprenditori innamorati di Lucca ci hanno manifestato il loro stupore e la loro indignazione: "Ma come, portano via smantellandoli gli arredi di uno dei più antichi negozi e nessuno dice niente? Ma si può abbandonare Lucca in questo stato? Perché il comune sta zitto? E nessuno ha detto niente?".

Abbiamo, così, contattato uno degli ex gestori che, gentilmente, ci ha risposto dicendo che avevano contattato la soprintendenza, ma questa se ne era - testualmente - lavata le mani nel senso che aveva spiegato non esserci alcun vincolo e che, quindi, non potevano fare alcunché per proteggere gli arredi e lasciarli dov'erano.

Il commerciante e i suoi soci ci hanno anche spiegato e successivamente anche attraverso una lettera, che gli arredi sono stati spostati per proteggerli, ma la domanda che ci poniamo è: poiché i soci della cioccolateria erano solo degli affittuari e gli arredi, quindi, appartenevano alla proprietà, come mai hanno potuto portarli via come se niente fosse senza suscitare le proteste del proprietario del fondo? 

A meno che i tre gestori non avessero acquistato gli arredi oltre a prendere in affitto l'immobile e allora si spiegherebbe la decisione di portarseli via. O magari vantavano un credito nei confronti della proprietà. 

Di certo c'è che a detta dei tre soci la soprintendenza non ha preso alcuna responsabilità lasciando ogni decisione ai tre affittuari.

Possibile che la soprintendenza abbia abbandonato questi arredi così importanti sotto il profilo turistico e storico? Cosa vuol dire tutto ciò? Ma qualcuno, sindaco Tambellini in testa e giunta subito dietro, si rendono conto che, invece di pensare alla ristrutturazione della ex manifattura tabacchi, un obbrobrio edilizio e architettonico che sarebbe stato bene buttarlo giù con l'esplosivo, dovrebbero vigilare su quel poco che, ormai, resta di unja Lucca che fu e che non esiste quasi più?

 

 


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