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Ce n'è anche per Cecco a cena

Troppa pubblicità sulle Gazzette? Può darsi, ma non avendo contributi né santi in paradiso non c'è altra scelta

domenica, 19 luglio 2020, 23:39

di aldo grandi

All'inizio siamo stati zitti anche perché, visto anche il periodo non proprio roseo derivante dal Coronavirus, avevamo poca voglia e altrettanta fantasia per rispondere e spiegare. Ora, però, crediamo sia venuto il momento di dire le cose come stanno una volta per tutte. Una premessa, tuttavia, è necessaria: quello che stiamo per scrivere non è diretto a chi ci aiuta già quotidianamente con la sua pubblicità che ci ha consentito e ci consente di andare avanti. A loro ogni domanda è lecita e il rispondere molto più di una semplice cortesia, un dovere. E lo abbiamo fatto personalmente ogniqualvolta ci è stato chiesto. Ma a tutti gli altri, a quelli, cioè, che ci hanno fatto la stessa domanda senza aver mai versato un cent per il nostro giornale - né acquistandolo, ché è gratis, né facendo una piccola donazione quando abbiamo lanciato le sottoscrizioni - riteniamo sia giusto dire che non devono frantumarci i coglioni. In un mondo dove si viaggia sulle diligenze dell'assistenzialismo spinto e dove gratis si prenderebbe anche l'influenza Coronavirus compreso, sentirci dire che le nostre pagine sono zeppe di pubblicità troppo invasiva ci fa ridere, ma, soprattutto, ci fa incazzare. E' vero, abbiamo su tutti e quattro i giornali inserzioni pubblicitarie che appaiono in mezzo agli articoli, sulle pagine a destra e a manca, di qui e di là.

Si tratta di pubblicità imponente e importante che dà lustro anche al giornale, ma noi rimaniamo fedeli ai nostri clienti locali. Ciò nonostante non ce la facciamo soltanto con quello anche perché il lockdown ha ridotto notevolmente le entrate e, soprattutto, ha spinto qualcuno a non pagare quello che si era impegnato a fare e nonostante le nostre richieste, non ci ha nemmeno risposto. Non sono molti, ma qualcuno c'è e ci piacerebbe sputtanarlo ben benino, ma l'avvocato ci dice che ci beccheremmo un'altra querela per diffamazione. Incredibile, loro non pagano, noi lo scriviamo e noi ci becchiamo la denuncia. Paese di merda a tutti gli effetti.

Tornando alla pubblicità, abbiamo deciso di affidarci a una azienda che ci ha chiesto il permesso di 'invadere' i nostri giornali con i loro annunci pubblicitari. Abbiamo accettato, visto anche che poche centinaia di euro in più al mese ci fanno comodo e considerato che nell'ultima richiesta-appello di aiuto solo nove lettori diconsi NOVE, ci hanno inviato il loro contributo. Che cosa vogliono i nostri paladini dell'etica professionale? Tutto gratuitamente nonostante siano dieci anni che forniamo informazione e anche qualcosa di più divertente e interessante oltreché utile, senza beccare una lira da chi, al contrario, prima e ancora oggi se vuole leggere notizie vecchie di un giorno deve pagare 1 euro e 50 centesimi.

Addirittura un nostro amico avvocato ci ha scritto lamentandosi che dopo il titolo di un articolo sia comparso l'annuncio di un sito per adulti. Non ce ne eravamo accorti, ma non importa. Non siete obbligati a frequentarlo o a cliccarci sopra ed è solamente un caso più unico che raro. Comunque sia mettetevi le mani in tasca o nel portafoglio prima di aprire la bocca. Poi, se siete disposti a dare una mano scriveteci pure che volete l'abbonamento annuale a 12 euro l'anno, uno al mese e noi vi daremo conto. Altrimenti state zitti che è meglio. 

 


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