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Mallegni ha sbagliato e il centrodestra se pensa di strumentalizzare la Fondazione Carilucca non ha capito alcunché

sabato, 16 gennaio 2021, 19:48

di aldo grandi

Ci mancava il Mallegni Massimo da Pietrasanta a venirci ad insegnare a queste latitudine che lui ha capito tutto e noi, al contrario, nulla. (S)Forza Italia non ci ha mai convinto e per questo disgraziato Stivale ha fatto più danni della grandine. A noi piaceva molto di più il Mallegni che era tornato a fare il sindaco dopo il brutto periodo che aveva attraversato. L'aria di Roma, a nostro avviso, lo ha reso ancora più egocentrico che mai aumentando a dismisura i suoi difetti e limitandone, perché ne ha, i pregi. Ma torniamo a Lucca e alla sua uscita secondo cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca sarebbe una sorta di braccio secolare del partito democratico che sarebbe riuscito a influenzarne l'azione infilandocisi dentro non si sa bene come. Il tutto prendendo spunto da un convegno sulla rigenerazione urbana targato Regione Toscana, quindi Pd e sponsorizzato dal Baccelli futuro candidato a sindaco di Lucca con al seguito le truppe cammellate del partito di Marcucci. Le dichiarazioni di Mallegni si sono portate dietro, come conseguenza, il plauso di Fabio Barsanti che non si capisce più bene dove sia finito e cosa stia facendo e di SiAmo Lucca di Remo Santini che, a dire il vero, la sua teoria sulla Fondazione pervasa di rosso l'aveva già portata avanti da un pezzo. E proprio questa uscita di Mallegni ha prodotto un incontro (nella foto) tra gli esponenti della lista civica e i vertici di (S)Forza Italia, un partito che conta quanto il due di coppe a briscola quando regna bastoni, ma che vorrebbe contare molto di più.

Manovre in vista delle elezioni amministrative del 2022: il centrodestra comincia ad appattumarsi in vista di scegliere o di appoggiare un eventuale candidato. Appare evidente che il futuro candidato a sindaco dovrà godere inevitabilmente del gradimento anche di (S)Forza Italia: evidente per tutti, forse, ma non per noi che pensiamo fortemente alla necessità di un candidato svincolato dalle pressioni dei partiti che cominci un suo percorso in cerca di quel contatto ravvicinato con la gente di Lucca che, a quanto pare, nessuno, a destra o a sinistra, sta cercando.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, quindi, il polmone verde nel senso dei soldi della intera provincia di Lucca, sarebbe o starebbe per diventare un feudo del partito democratico e, nella fattispecie, del solito Andrea Marcucci con sorella e fratello annessi? E questo solo perché il presidente Marcello Bertocchini e il suo staff hanno commesso una leggerezza ossia non sono andati a vedere chi erano i relatori del convegno che avrebbero ospitato in San Francesco? Bertocchini ha commesso un errore, ma sulla sua assoluta estraneità ai giochi politici rossi o neri saremmo pronti a giurarci. Del resto è cresciuto alla scuola del suo predecessore al quale le pressioni, chi anche ha provato e se ha provato a farle, ci ha guadagnato solamente uno schiaffo sulla guancia.

Certo, la Regione ha chiesto di ospitare il convegno probabilmente su iniziativa dell'assessore regionale Stefano Baccelli il quale, anche lui per una leggerezza, non ha pensato ad invitare Massimo Mallegni né qualche altro esponente del centrodestra e Mallegni, si sa, non solo è permaloso, ma anche rancoroso e non gliel'ha perdonata. In fondo, soltanto lui ha protestato per un convegno al quale nessuno, almeno tra quelli che ci capiscono qualcosa, ha preso in considerazione. Bertocchini ha semplicemente concesso l'utilizzo dell'auditorium né più né meno di come ha fatto altre volte.

Certo, le voci di una consistente verniciatura di rosso in San Micheletto ci sono da tempo e, se anche non vere nella forma, potrebbero dare adito a sospetti di sostanza: le conversazioni in San Micheletto sono quasi sempre a senso unico, si invitano sostanzialmente intellettuali o pseudo tali che appartengono alla sinistra e anche i temi trattati sono tutti cari al Pensiero Unico Dominante. Guai ad invitare qualche provocatore o sovranista che dir si voglia. Il braccio esecutivo nonché braccio destro e sinistro di King Arthur al secolo Arturo Lattanzi e anche adesso di Bertocchini, è quel Franco Mungai che per dieci anni è stato sindaco di centrosinistra a Massarosa e che non ha mai fatto mistero delle sue simpatie politiche. La sua competenza e la sua professionalità sono, però, al di sopra di ogni sospetto e se a Lucca sono stati realizzati impegni gravosi e di forte impatto per la ristrutturazione della città, il merito è anche, se non soprattutto, suo. Però è di sinistra, vicino al Pd e siamo sicuri che anche all'ultima campagna elettorale per le regionali non ha sicuramente appoggiato il centrodestra. Il progetto Coima per la ex manifattura è appoggiato quasi esclusivamente dal Pd ed osteggiato da tutti o quasi centrodestra compreso. Coincidenze? Probabilmente.

Tra i soci della fondazione e anche tra i componenti del consiglio di indirizzo non ci sono o meglio, non ci sarebbero voci fuori dal coro, anzi, tutti ossequiosi e tutti pronti a battere le mani. Vero?, falso? A noi pare che la bestemmia più grossa fatta dall'ente di San Micheletto sia stato il non riuscire a cooptare nel suo organo direttivo un personaggio di così alta moralità e di elevato interesse pubblico oltreché imprenditoriale come Luigi Lazzareschi. Roba allucinante e da non credersi.

Che poi all'interno della Fondazione regni un clima da caccia alle streghe lo sappiamo e lo abbiamo sempre saputo: anche Arturo Lattanzi non gradiva contraddittori o nemici e non ci sembra che le cose siano granché cambiate anche se, in realtà, quella che ci sembra permeare la fondazione è una specie di atmosfera priva di vivacità dove quello che conta non è ciò che si dice e si pensa, bensì ciò che si appare, ossia membri della vera e unica cassaforte cittadina. Della serie importante è essere bene in vista.

Ora, nessuno può sospettarci di simpatie per la fondazione al punto che, per poterci permettere di criticare abbiamo anche rinunciato e rifiutato a quel poco di pubblicità che ci veniva fatta ogni anno. Quindi, nessun problema a dire quel che pensiamo. E pensiamo che il Pd non si è ancora impadronito della fondazione Carilucca per il semplice motivo che nella vita non si fa quel che si vuole, ma si fa qual che si può e Marcello Bertocchini piuttosto che sposarsi con un partito, qualunque esso sia, si getterebbe dalla finestra.

Sbaglia Mallegni e sbaglia il centrodestra a cercare di strumentalizzare politicamente un dissenso legittimo dalle scelte adottate dalla Fondazione medesima a cominciare dal progetto Coima che, ribadiamo, noi osteggiamo soprattutto perché i soldi per noi hanno un odore e quelli che provengono dal Qatar, socio più o meno di maggioranza  in Coima, a noi non piacciono.

Quindi, almeno per noi, la fondazione continua ad essere superpartes anche se gli esseri umani hanno le loro simpatie e le proprie debolezze e possono commettere, anche involontariamente, qualche leggerezza. Da qui, però, a farne un caso o, come ha fatto Mallegni, una crociata, ce ne corre. Ecco, il futuro candidato a sindaco di Lucca, Mario Pardini, dovrà essere bravo a non  lasciarsi trascinare nel fango. E guardare avanti ragionando, soprattutto, con la propria testa.


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