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Ce n'è anche per Cecco a cena

Ieri Barsanti, oggi Colombini: il gioco sporco della Sinistra lucchese

mercoledì, 28 aprile 2021, 13:58

di aldo grandi

Sono sempre gli stessi. Non cambieranno mai. Pur di raggiungere i loro scopi non guardano in faccia a nessuno. Sono capaci di strumentalizzare anche i cadaveri, se necessario, pur di riuscire a delegittimare l'avversario, figuriamoci i vivi. Quello che è accaduto in questi giorni a Lucca dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, il bassissimo livello di cultura storica e l'elevatissimo, al contrario, di ignoranza, supponenza, ipocrisia raggiunto dai soloni verniciati di rosso e anche di bianco di questa città indecifrabile dove tutti vanno a letto con tutti e nessuno va a letto con se stesso: eunuchi a basso costo. Cinque anni fa, come ci aveva candidamente confessato l'inviato-commissario del Pd regionale vicino a Matteo Renzi il boy-scout di infausta e nefasta memoria politica, il centrosinistra lucchese che se la stava facendo sotto per paura di perdere la città a beneficio di Remo Santini, aveva lanciato l'allarme in camicia nera gridando e andando a suonare i campanelli e chiedendo alla gente se voleva che i fascisti tornassero a palazzo dei Bradipi. Tutto ciò perché Fabio Barsanti, sicuramente non un antifascista, ma persona degna e seria, aveva acciuffato al primo turno una robusta percentuale di voti che, presumibilmente, avrebbe potuto versare nel contenitore comune del centrodestra. Sappiamo tutti come andò a finire, con la vittoria di Tambellini per 361 preferenze, la bandiera degli zingari - e denunciateci un'altra volta - a palazzo dei Bradipi, con Colucci che abbraccia il neosindaco in piazza S. Miche e e adesso gli fa la guerra, con la Buonriposi che, ci auguriamo anche se le vogliamo bene, questa volta se ne starà a casa evitando di fare danni e via di questo passo.

In politica, per carità, spesso è come in un'aula di tribunale: niente è come appare e tutto può essere ribaltato. Ma c'è o, almeno, ci dovrebbe essere un limite dettato, quantomeno, da quella onestà intellettuale e da quella sincerità e affidabilità che, soprattutto a sinistra, i politicanti di questa sfasciata repubblica pretendono di possedere. Ebbene, lanciare l'allarme fascismo non è solo da scorretti, ma, in particolare, da idioti. Solo gli studentelli che cantano Bella Ciao e hanno ancora il latte sulle labbra, che hanno i genitori che gli proteggono il c..o quando tornano a casa la sera e non sanno cosa vuol dire la vita, possono ancora credere agli imbecilli che gridano al ritorno di Mussolini. Ma la Sinistra, da sempre, è brava a mandare avanti i più sprovveduti e giovani purché servano al loro disegno più o meno destabilizzante a seconda se sono al Governo oppure no.

In questo anno di disgrazia 2021, dopo 14 mesi di Covid spinto e di misure coercitive ridicole e decisamente più adatte ad un gregge di pecore che a degli esseri umani, ecco che all'orizzonte di questa Repubblica ormai non più indipendente da un pezzo, spunta un uomo, Andrea Colombini, che da solo e senza parenti in paradiso, dice quello che pensa su questo circo di buffoni che ha distrutto e sta distruggendo non solo l'economia, ma anche la vita sociale e affettiva di molti di noi che, purtroppo, non torneranno più come prima.

Un uomo, Colombini, che oltre ad essere un provocatore, è anche uomo di cultura, fine musicista, innamorato di Puccini, direttore di un festival a lui dedicato e, perdonateci, ma a Lucca, in trent'anni che ci viviamo, è stato l'unico a produrre qualcosa di concreto e scusate se è poco per una città che Puccini mandò a quel paese come sempre fa e ha fatto con i suoi figli migliori.

Adesso, però, dopo che è diventato, suo malgrado, un influencer da oltre 100 mila followers e dopo che attacca un giorno sì e l'altro pure questa follia che ci sta devastando l'anima e non soltanto, ecco che il centrosinistra lucchese senza che nessuno glielo abbia chiesto, insorge e grida al fascista. Incredibile, dopo Barsanti, addirittura, Colombini colpevole di aver partecipato alla festa di domenica al campo Balilla, appunto il nome Balilla ha suscitato nelle geniali menti della sinistra lucchese la paura di una nuova marcia su... Lucca.

Se dovessimo esprimerci come siamo soliti fare, la querela sarebbe matematica. Eviteremo, quindi, non senza prima sottolineare l'ignoranza, questa davvero insopportabile, di chi definisce Andrea Colombini un fascista potenziale. Una ignoranza che meriterebbe di essere presa a calci nel fondoschiena perché non è ammissibile non conoscere la realtà. E questa parla di un Colombini lontano anni luce dal fascismo e da sempre, all'opposto, permeato da quella cultura anglosassone che lo ha fatto diventare un perfetto ambasciatore di Sua Maestà, quella vera, però, non i Savoia, a Lucca.

Per gli imbecilli che non conoscono il Ventennio e si abbeverano alla fontana della demenza, specifichiamo che la Gran Bretagna è stata la sola potenza europea che ha sconfitto il nazifascismo senza piegarsi ad alcun compromesso. E fa bene Colombini a stare da quella parte, gente con molti difetti, come tutti, ma, a differenza nostra, con la schiena dritta.

Bene, detto questo, eccoti che il centrosinistra lucchese invita il centrodestra a prendere le distanze da Colombini. Non si capisce perché e non lo capiscono nemmeno i Santini, i Pardini, i Martinelli, i Minniti i quali, giustamente, hanno compreso il gioco sporco che fa la Sinistra: cercare di rompere un possibile incontro politico anche alla luce delle dichiarazioni di Colombini che ha detto chiaro e tondo che appoggerà Mario Pardini.

A Sinistra, ovviamente, sono stati colti da un attacco violentissimo di diarrea. Tutti sulla tazza del cesso a meditare come stroncare sul nascere questa temibile alleanza. E allora cosa fare? Sparare menzogne, inventarsi pericoli inesistenti, gridare, appunto, al nuovo fascista. Saranno così scemi e creduloni i lucchesi da credere ancora a queste menzogne?

I bradipi senza identità hanno capito che Colombini può spostare qualche... centinaio - magari migliaio? - di voti e hanno paura della sua popolarità dettata dal semplice fatto che la gente comincia a ragionare con la propria testa e delle bandiere arcobaleno, della Greta - l'unica Greta a cui riconosciamo il diritto di essere ricordata è Greta Garbo e scusate la differenza - e di tante altre inutili scemenze se ne frega essendo consapevole che ne va di mezzo la propria vita. Di gente che lavora. Quanto ai parassiti, sanno bene dove trovare rifugio.

Quindi, per concludere, il fascismo, mettetevelo, possibilmente, laggiù dove, salvo improvvise catastrofi geofisiche, non batte il sole.  


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