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Due suicidi in un giorno non tolgono... il Covid di torno

martedì, 25 maggio 2021, 22:35

di aldo grandi

Per carità. Nessuno si permette di dire, tantomeno noi, che l'incremento del numero dei suicidi in questi ultimi due anni sia stato provocato dal Coronavirus anche se il collegamento è stato già fatto e ipotizzato da gente molto, ma molto più addentro ai problemi della mente umana di noi. Tuttavia è innegabile che questo lockdown esasperato e senza limiti non solo ha causato danni irreparabili al cervello di innumerevoli persone, in particolare di quelle più fragili e suggestionabili, ma ha anche peggiorato oggettivamente quelle situazioni e quelle condizioni che erano già in crisi avanzata. Oggi, a Lucca, due persone, un uomo e una donna, un ragazzo di 26 anni e una donna di 50 hanno deciso di farla finita e lo hanno fatto allo stesso modo ossia lanciandosi dalle scale antincendio dell'ex ospedale di Campo di Marte e dalla terrazza di un palazzo in via Alcide De Gasperi a S. Anna. Nel primo caso la vittima era in attesa di una visita oncologica e pare che fosse già malata gravemente. Nel secondo il ragazzo, classe 1995, era in cura psichiatrica per una forte depressione. Il Covid, a quanto pare, non c'entra niente, ma è indubbio o, quantomeno, ci sorge il dubbio che quanto ci è stato imposto da due anni a questa parte abbia, se non altro, contribuito a esasperare certe difficoltà e, in particolare, la capacità di ognuno di noi di reagire ad esse. Non è un caso che la psicologia e la psicologia sociale siano considerate, dalle dittature di ogni colore e, in particolare, da quelle comuniste, come un prodotto della società borghese e, quindi, pericolose e da estirpare.

Per chi, come noi, è, però, attento da sempre agli aspetti motivazionali che spingono gli esseri umani a comportarsi in un modo o nell'altro, certi aspetti non possono passare inosservati ed è assolutamente evidente che questa presunta pandemia che viaggia a velocità, fortunatamente, ridotta, sia stata affrontata con metodi che definire allucinanti e privi di logica e raziocinio è un eufemismo. Se solo si pensa che, ad esempio nella giornata di oggi, 25 maggio, su 252 mila tamponi effettuati i positivi sono risultati 3 mila 224 (poco più dell'1 per cento), si ha chiara l'idea di come nel nostro paese e non soltanto il panico e il terrore di una morte molto più rara di come vogliono farci credere, abbiano prevalso sulla logica e sulla lucidità nell'affrontare il problema. Ma è inutile citare i dati perché i virologi e gli infettivologi o anche i semplici medici di famiglia per non parlare di quelli che lavorano in corsia, mai e poi mai accetteranno l'evidenza o verità che dir si voglia. Meglio gridare al lupo e sperare che il lupo non muoia mai.

Ciònonostante il bombardamento nazionale e locale delle tv e dei quotidiani mainstream, hanno agito in profondità spingendo le persone di qualunque età ad aver paura di vivere per non correre il rischio di morire. Capita, così, ogni giorno, di assistere a scene che sembrano tratte da un film di Ridolini - se siete troppo giovani o troppo ignoranti informatevi su chi fosse - con uomini o donne che guidano l'auto a finestrini ermeticamente chiusi e con indosso la mascherina uccidi-polmoni e togli-il-respiro o che camminano all'aria aperta in perfetta solitudine, ma coprono il viso con il 'mezzo burqa' convinti che nell'aria ci sia chissà quale germe nefasto e infausto.

Che tutta questa gente si sia bevuta il cervello è evidente, che ad alcuni più fragili di altri il dover stare in casa, la didattica a distanza, lo smart-working, l'assenza di vita sociale, la scarsa esposizione alla luce, l'altrettanto ridotto moto individuale, abbiano frantumato labili certezze e sicurezze apparenti, altrettanto. Cosicché la paura ha generato un mostro che avvolge nel buio la vita di troppa gente incapace di ribellarsi e di adottare una scelta consapevole nell'opporsi alle regole senza senso che ci devastano e ci distruggono proprio per la loro illogicità. 

Certo, è possibile anzi, probabile, che le due vittime di oggi a Lucca si sarebbero ugualmente tolte la vita anche senza la presenza del virus, ma nessuno può negare perché lo ha sperimentato e lo sta sperimentando su di sé, che diventa sempre più arduo affrontare una quotidianità lontana anni luce da quella che eravamo abituati a vivere e che, questi bastardi senza gloria, continuano a dirci che non tornerà più. Ecco, la nostra rivincita e la nostra ribellione sta proprio qui, in questa convinzione che, al contrario, tutto dovrà tornare esattamente come prima, magari con un po' più di attenzione al mondo che ci circonda, ma stando bene attenti a quella che è la realtà concreta e alle sue mille sfaccettature e non, come vorrebbero, ad una realtà virtuale che esiste solamente nelle loro menti deformate dalla presunzione di poter governare la vita degli altri.


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