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Ei fu: Renata Frediani racconta Napoleone Bonaparte a 200 anni dalla morte

lunedì, 28 giugno 2021, 18:23

di aldo grandi

Ce la facevano imparare a memoria e mai memoria fu sana e utile per quell'universo di ragazzi e ragazze che si affacciavano alla vita con, ancora, le labbra bagnate di latte. Eppure chi non ricorda l'ode manzoniana dedicata a Napoleone Bonaparte nel giorno della sua morte, quel 5 maggio 1821 che segnò un'epoca? Quest'anno, anno di (dis)grazia 2021, ricorre il duecentesimo anniversario della scomparsa del Grande Corso e al di là delle pompose e costose celebrazioni accademiche, anche la Gazzetta di Lucca e le sue sorelle, hanno deciso di ricordare una delle personalità più straordinariamente importanti che la Storia, quella con la s maiuscola, ricordi. Lo fa, però, a modo suo, non certo chiedendo pareri o giudizi o estratti firmati da storici più o meno autorevoli, studiosi più o meno eruditi, pubblici amministratori più o meno coinvolti. Sarà una persona normale, una come noi, una grande, forse tra le più grandi, collezionista di cimeli napoleonici, lucchese doc che sin da adolescente si è dedicata all'anima dell'imperatore, a farci da guida in questo percorso così tortuoso e affascinante allo stesso tempo, così lontano eppure incredibilmente ancora vicino. Renata Frediani è unica, la sua dedizione all'Uomo pressoché totalizzante, il suo impegno, la sua determinazione nel cercare nei meandri dei secoli non conoscono confini. Basterebbe conoscere il suo passato per restare colpiti dal suo presente ed essere disposti ad investire, in tutti i sensi, sul suo futuro.

La rubrica che Renata Frediani curerà sulle pagine delle Gazzette si chiamerà Passioni napoleoniche e avrà una cadenza settimanale o quasi. Questa donna cresciuta nel costante tentativo di riavvicinarsi, temporalmente e spiritualmente, al condottiero che conquistò il mondo, racconterà con le sue parole la sua storia, quella con la s minuscola, di donna innamorata di un mito reale che comincia presto a dedicarsi al collezionismo e alla raccolta di tutto ciò che risale a quel periodo. E lo ha fatto in maniera disinteressata, spendendo a destra e a manca per trovare e accaparrarsi i pezzi più pregiati per poi prestarli a istituzioni o, addirittura, regalarli per arricchire l'orgoglio di una città. 

Oggi Renata Frediani può essere considerata, a tutti gli effetti e senza esagerazioni, una delle massime conoscitrici del periodo napoleonico e della figura dell'imperatore. Peccato solo che in troppi, a livello ufficiale, se ne dimentichino o facciano finta che tutto sia dovuto e scontato quando, sappiamo bene, a questo mondo di dovuto e scontato non c'è alcunché.

Noi abbiamo chiesto a Renata Frediani di raccontarci Napoleone attraverso i suoi occhi e la sua passione di persona che si è imbattuta in un personaggio che le ha indirizzato, cambiato e determinato la vita. Attraverso le sue parole scopriremo molto più di quanto i libri degli accademici possono regalarci in termini di emozioni e colpi al cuore.


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