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Cronaca

La storia di Ana, rumena di nascita, italiana per scelta e con orgoglio

venerdì, 9 ottobre 2015, 09:38

Ana Merisca, 40 anni, nata a Pascani in Romania, in Italia dal settembre 1995, sposata e con un figlio. Dopo venti anni di permanenza nel nostro paese, è finalmente riuscita a coronare il suo sogno, diventare cittadina italiana a tutti gli effetti e senza passare per la via più semplice, quella del matrimonio con un italiano.

In un momento storico in cui essere italiani sembra non costituire né un vanto né, tantomeno, un diritto e un orgoglio, ecco che lei, che italiana non è, l'altra mattina ha prestato giuramento per divenire, a tutti gli effetti, cittadina del nostro paese. Perché?

Perché era il mio sogno. Italia, significa, storia, arte e cultura. Essere italiani, comunque sia, è sempre un motivo di orgoglio.

Può raccontarci, nei dettagli, il suo viaggio della speranza dalla Romania all'Italia?

Era settembre del 1995, quando mi si è presentata l'opportunità, appunto, di realizzare il mio sogno venendo in Italia con una gita organizzata. A dire il vero il bus che trasportava una trentina di persone, me compresa, andava con il motore ad avancarica, cioè, ogni tanti chilometri bisognava scendere, tutti, e il conducente, con una manovella applicata dietro al bus, nel vano motore, girandola, caricava, non so esattamente cosa. Ciò la dice lunga sulle notevoli difficoltà di un viaggio a dir poco avventuroso. Il viaggio, è durato due notti e tre giorni. Tutto sommato, visto che so di un mio paesano che ha raggiunto l'Italia più a piedi che con i mezzi di trasporto, debbo dire che mi è andata di lusso, ma, comunque avrei affrontato difficoltà anche maggiori.

Lei è sposata con un italiano, ma per ottenere la cittadinanza ha scelto la via meno scontata ossia la procedura dei dieci anni di permanenza e tutti i requisiti necessari. Non era più semplice prendersi la cittadinanza con il matrimonio evitando formalità e percorsi più complessi?

Poiché sono abituata a raggiungere i miei obiettivi da sola, non volevo neanche per ipotesi che qualcuno potesse pensare che mi fossi sposata per avere la cittadinanza. E' stata una scelta di dignità ed orgoglio.

Molti tra coloro che lasciano il proprio paese di origine finiscono, poi, per voler tornare a casa propria. Anche lei è di questo avviso?

No, perché ormai ho realizzato la mia famiglia qui in Italia, anche se conservo dei ricordi bellissimi della mia terra.

Che cosa l'ha fatta e la fa sentire così vicina all'Italia?

Di sicuro l'accoglienza e l'affabilità degli italiani e, inoltre, i tratti latini che avvicinano i due Paesi. 

Lei è giunta nel nostro paese esattamente 20 anni fa. Ci può ricordare da che cosa fuggiva e che cosa cercava?

Erano passati solo cinque anni dalla rivoluzione e in Romania c'era ancora tanta povertà. L'Italia rappresentava la svolta della mia vita.

Sia sincera: si è mai pentita di essere venuta qui?

Assolutamente no! L'Italia mi ha dato tanto e io cercherò, con l'aiuto di Dio, di ricambiarla.

Lei avrà lasciato, in Romania, affetti e ricordi. Che cosa le è mancato di più in tutti questi anni?

Sicuramente i miei genitori e, poi, l'unità delle persone del paese.

Oggi lei ha giurato fedeltà allo stato italiano ed è, a tutti gli effetti, italiana anche lei. Si sente più italiana o rumena a questo punto?

Visto che ho vissuto per metà in Romania e l'altra metà qui in Italia, sono ai pari e non mi sento di fare alcuna discriminazione, perciò diciamo un po' e un po'. 

Che cosa ha provato quando le è stata consegnata, all'anagrafe di via S. Paolino, la bandiera italiana al termine del giuramento?

Per me è stato un momento storico e molto importante.

Lei si è emozionata quando il funzionario le ha detto i doveri e i diritti della Costituzione. Eppure a Livorno, non molto distante da qui, allo stadio hanno l'abitudine di fischiare l'inno nazionale. Cosa ne pensa?

Sì, lo ammetto, mi sono emozionata talmente tanto da riuscire a far emozionare un po' anche il funzionario. Cosa dire di questi persone che offendono in questo modo ciò che è stato conquistato con tanta fatica? Forse i giovani di oggi, ma anche i più grandi, che si sono trovati da subito in questo bel Paese libero e democratico e non si rendono conto che il loro bisnonno lo ha conquistato lasciandoci, spesso, la pelle; sarebbe più opportuno per loro fare di tanto in tanto un ripassino di storia.

Lei è cristiana evangelica e praticante. Quanto ha inciso la fede nel suo percorso ad oggi?

La mia fede è la mia grande forza, è la cosa più preziosa che ho, mi dà tantissima pace e serenità. Dopo che mia mamma è venuta a mancare, alcuni anni fa, ho cominciato a leggere la bibbia, dove ho trovato un sacco di versetti incoraggianti, versetti che parlano soprattutto dell'amore che Dio ha per tutti noi e che aiutano veramente a crescere nella fede. Il mio preferito è: "Nella mia angoscia ho gridato all'Eterno, ed egli mi ha risposto!"(Salmi 120:1). Vorrei concludere dicendo che l'Italia è un Paese fantastico e pieno di gente meravigliosa! 




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