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Cronaca

"Questo non è amore": polizia di stato nelle piazze per informare e aiutare le persone

mercoledì, 14 febbraio 2018, 16:58

di gabriele muratori

Ancora un'importante iniziativa a carattere nazionale, questa mattina in tutte le piazze d'Italia, per lanciare un messaggio contro la violenza sulle donne. Asl locale e Polizia di Stato, si sono infatti ritrovati stamani in piazza San Michele in una postazione aperta al pubblico, per informare la cittadinanza sulle varie tipologie di aiuto e di sostegno inerenti ai casi di violenza sulle donne e/o familiare. Sono stati infatti distribuiti opuscoli informativi, anche in varie lingue straniere, in cui sono riportate tutte le spiegazioni utili su cui poter fare riferimento in caso di violenza di genere, sia fisica che psicologica e un volantino riportante i contatti a cui chiedere aiuto. Presso la postazione, è stato allestito anche un box dove in forma anonima si possono inserire segnalazioni di casi di violenza di genere a cui si richiede la necessità di intervento da parte delle forze dell'ordine. Molto eclatante e significativo poi un libricino, sempre informativo, riportante nella prima parte, le statistiche di casi di omicidi volontari di donne, femminicidi, atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e violenze sessuali, avvenuti nel nostro paese negli ultimi anni, mentre nella seconda parte, la strategia adottata da parte della Polizia di Stato in ambito di violenza di genere. Ascolto protetto, Protocollo Sara, Protocollo Eva, e varie tipologie di operatività, sono alcuni delle operazioni messe in atto dalla Polizia, ad opera e per mano di personale qualificato delle squadre mobili. Suggestive sono le frasi di testimonianza illustrate nel libricino, da parte di molte donne poliziotto che hanno seguito da vicino giovani e meno giovani donne che hanno vissuto e subito il tunnel buio della cattiveria. Una profonda lettura, immedesima l'utente a comprendere da vicino tutta la brutalità e l'orrore.

"Martha arrivò nei nostri uffici nell'ottobre del 2011 dopo l'ennesima aggressione da parte del marito, che era solito violentarla e picchiarla selvaggiamente. Non aveva mai raccontato a nessuno quanto accadeva da ben 15 anni. Quel pomeriggio, la figlia più grande le si era avvicinata in bagno dopo che il padre era uscito e, nel mentre Martha cercava di coprire i segni del massacro con della cipria, le aveva detto: 'Mamma, non è che prima o poi tu muori per le botte che ti da papà?'. Collocammo Martha e le sue tre figlie in una comunità nel giro di sette ore. Martha ci affidò la sua vita e ricordo ancora come fosse oggi il lungo abbraccio prima che lei andasse via". Giorgia Minotti. Direttore Tecnico psicologo, questura di Milano. 

"Sono una poliziotta, e una mamma. Ho ascoltato i racconti degli abusi sessuali che una bambina della stessa età di mia figlia subiva da un insospettabile e affidabile amico della sua famiglia. In quei giorni, la sera, a casa, stringevo la mia bimba e di nascosto, piangevo". Federica Diamanti, Assistente Capo, Questura di Roma Fiumicino.

"Un'iniziativa, quella di oggi, che non per caso cade per il giorno di San Valentino", riferiscono gli agenti della postazione. Ma le attività contro la violenza, oltre alla repressione da parte delle forze di Polizia, hanno anche un importante compito di prevenzione. E' difatti attivo presso la Questura di Lucca, uno sportello denominato "Uomini Maltrattanti", aperto a persone che riescono a rendersi conto del male che producono e/o hanno prodotto alla compagna e/o alla famiglia, riuscendo poi a intraprendere un percorso di rieducazione per ricominciare una nuova vita con un altro animo.

Nell'anno appena trascorso, sono state oltre duecento le denunce in Questura per reati di violenza di genere: 72 per atti persecutori e 88 quelle per maltrattamenti, mentre per le violenze sessuali il numero è di gran lunga inferiore. Oltre all'opera preziosa delle forze dell'ordine, figura non meno preparato e competente anche il personale del pronto soccorso degli ospedali per la trattazione del cosiddetto codice rosa, posto tra il rosso più grave e il bianco più lieve. Esso si identifica in un percorso riservato a tutte le vittime di violenze, senza distinzione di genere ed età, bambini, anziani, disabili e immigrati. Persone che a causa della loro condizione di fragilità, più facilmente possono trovarsi in una situazione di debolezza e vulnerabilità, e quindi divenire vittime di violenza. A queste persone vengono garantite immediate cure mediche, protezione, accoglienza e sostegno. Questo percorso è assicurato da un intervento congiunto di vari enti e associazioni del territorio, come il Centro Antiviolenza di Lucca, nel fondamentale rispetto della consapevolezza della persona. Tra le strutture di sostegno presenti nel territorio locale, figurano gli ospedali di Lucca e Castelnuovo Garfagnana (Tel. 0583.9701), nonché l'Associazione Luna Onlus, centro di ascolto di San Vito (Tel. 0583.997928), oltre naturalmente a ogni stazione Carabinieri o Questura locale.

 


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