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Cronaca

Lucca riscopre San Davino. Importanti risultati dagli studi sul corpo

sabato, 26 maggio 2018, 16:14

di Eliseo Biancalana

Lucca riscopre la figura di San Davino sul piano religioso, storico e persino biologico. È quanto emerso dalla conferenza stampa che si è svolta stamani nella sacrestia della chiesa di San Michele, dove sono state presentate le iniziative in onore del santo pellegrino armeno, che morì a Lucca nel 1050.

Nell'occasione sarà presentato il primo studio storico moderno sulla vita del santo, realizzato dal professor Giovanni Macchia, e saranno resi noti i primi risultati dell'analisi bio-antropologica eseguita sul corpo mummificato di San Davino dall'equipe del professor Gino Fornaciari. Sembra inoltre che nell'antica veste del santo sia stato ritrovato un importante frammento archeologico. La conferenza stampa è stata presentata da don Lucio Malanca, parroco del centro storico, e ha visto la presenza del presidente del Lions Club Le Mura di Lucca, Giovanni Mei, dello storico medievista professor Giovanni Macchia, del professor Gino Fornaciari, paleontologo di fama internazionale, di don Daniele Martinelli dell'ufficio beni culturali della Curia e del presidente della Fondazione CRL Marcello Bertocchini.

Il culto di San Davino è molto antico, e risale già alla seconda metà dell'undicesimo secolo. Ancora in un passato non troppo lontano, il santo veniva celebrato con la distribuzione delle ciliegie che si teneva il 3 giugno in piazza San Michele. In tempi recenti però questo culto si è andato spengendo, e si deve ora al Lions Club Le Mura il suo rilancio. L'idea è partita da un socio del club, Luciano Giannelli, è stata abbracciata con entusiasmo da don Malanca e dal professor Fornaciari, e ha poi avuto il sostegno della Fondazione CRL. Le notizie storiche che abbiamo sulla vita del santo sono molto limitate, ha ricordato il professor Macchia. Ci sono solo due manoscritti antichi su di lui (di uno ci è arrivata solo una versione trascritta) e poi ci sono alcuni lavori del Cinquecento e del Seicento di carattere agiografico. Nel suo libro (i cui ricavi andranno in beneficienza) Macchia ha contestualizzato storicamente la vita del santo, che partì dal Regno di Armenia, visitò Gerusalemme e Roma, e arrivò a Lucca (dove un tempo c'era una comunità di armeni) dove morì prima di realizzare il suo intento di visitare Santiago De Compostela, che era da poco diventata meta di pellegrinaggi. Presto si diffuse la sua fama di santità, anche per i numerosi miracoli che gli furono attribuiti.

Il professor Fornaciari ha tracciato a grandi linee il lavoro di ricerca che è stato condotto sul corpo mummificato del santo. Un lavoro importante, dato che quello di San Davino è uno dei più antichi tra quelli conservati in Italia. Per lo studio antropologico e paleontologico del corpo è stato allestito un laboratorio nel transetto sinistro della chiesa di San Michele. Fornaciari ha spiegato che il corpo del santo costituisce un vero e proprio "archivio biologico" dal quale non solo è possibile trarre informazioni dettagliate su di lui, ma anche sull'ambiente in cui è vissuto. Questo sarà reso possibile dagli studi bioarcheologici e paleontologici, e dall'impiego di moderne tecnologie biomediche, da cui potrebbero arrivare indicazioni utili per la moderna ricerca medica. Lo studio ha già suscitato interesse nazionale, e anche la nota trasmissione televisiva Super Quark se ne dovrebbe occupare. Dal punto di vista religioso, ha spiegato don Martinelli, approfondire gli studi biologici sulla vita del santo aiuta a ricordare che i santi erano essere umani come tutti, e quindi anche gli uomini concreti di oggi possono diventare santi.

Le iniziativa in memoria del santo partono il prossimo 1 giugno. Alle 10 ci sarà l'apertura dell'urna e l'esposizione del corpo del santo e la celebrazione dell'ora media. Alle 17.30, nella sala dell'autorità del Bacino, verrà presentato il libro del professor Macchia, "San Davino pellegrino armeno". Sabato 2 giugno alle 11.30 sarà celebrata la messa in memoria del santo, con esecuzione in prima assoluta del mottetto composto dal maestro Guido Masini. Martedì 5 giugno alle 21 il biblista Carmine Di Sante rifletterà sul tema "Lo straniero nella Bibbia: ospitalità e dono". Venerdì 8 giugno alle 18, nella chiesa di San Michele, il professor Fornaciari e la sua equipe presenteranno i primi risultati della loro ricerca. Giovedì 14 giugno dalle 21, nei locali di San Paolino, ci sarà una tavola rotonda organizzata con la Caritas dal titolo "L'accoglienza dello straniero nel segno della carità: s. Davino immagine di una città aperta e accogliente".


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