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Cronaca

Eroe per un giorno, gelatiere per la vita

lunedì, 13 agosto 2018, 17:10

Cinquant'anni e non sentirli. Piero Pacini, gelatiere da una vita - da ben tre generazioni - sposato con Caroline, una figlia ventenne, Chiara, ha una passione per il calcio e i colori rossoneri della Lucchese che segue da sempre. Personaggio spigoloso non perché antipatico, ma per la sua franchezza e il suo mal tollerare superficialità e sciatteria, Piero Pacini sostiene una filosofia di impronta tipicamente teutonica, il merito oltre tutto, l'onestà e la serietà per prime. Il suo motto è hein man, hein worth, un uomo, una parola. Alcuni giorni fa è balzato agli onori della cronaca per aver sventato uno scippo in Chiasso Barletti ai danni di una anziana turista australiana. Lo scippatore era un maghrebino, poi, arrestato dalla polizia.

Pacini, visto il colore della sua pelle in prossimità di Ferragosto, si direbbe che lei, al mare, non c'è andato?

Diciamo pure che sembro una striscia pedonale. E' chiaro che essendo particolarmente impegnato con la mia attività, avrei bisogno di giornate di circa 40 ore e non di 24. Il lavoro stagionale è un lavoro di sacrificio, di dedizione e di particolare passione. Lavoro dalle 15 alle 18 ore o in negozio o in laboratorio.

C'è altra gente che, come lei, fa questo mestiere, ma che preferisce starsene in vacanza. Non è che lei è un po' masochista?

Io ero in pancia della mia mamma che ha lavorato fino a mezzanotte nel lontano ottobre 1968 a sporzionare coni e coppette a clienti tedeschi, quando, poi, all'improvviso le si ruppero le acque. Mio padre chiuse la gelateria e portò mia mamma in ospedale a partorire. Vede che il lavoro mi è già stato trasmesso prima di venire al mondo. Per questo è una mia grande passione. Facendolo con dedizione e amore e avendole ereditate dai miei genitori e ancor più dai miei nonni, devo ammettere che la fatica la sento sensibilmente meno. 

Quindi, in un certo senso, parlando della gelateria Pacini si potrebbe tranquillamente dire che è una eccellenza lucchese?

Le devo dire che le gelaterie Pacini in Germania sono una eccellenza da tanti anni. A Lucca, insieme alla mia Caroline, abbiamo cominciato nel 2014, prima in piazza San Michele e dallo scorso anno in via Roma dove, dalla metà di febbraio fino a fine novembre, facciamo il nostro lavoro in una delle città più belle che ci sono in giro e non solo in Italia. Da via Roma chi viene a Lucca, all'andata o al ritorno, ci deve passare. Una città propensa sempre di più al turismo, una delle poche risorse che ci sono rimaste dove i complimenti che riceviamo sia per il prodotto che serviamo vale a dire il gelato, sia per la bellezza della città e del territorio. In questo periodo di alta stagione abbiamo turisti da ogni parte del mondo. Essendo ancora una piccola realtà perché i numeri che Lucca fa sono veramente bassi rispetto alle città a noi vicine, dovremmo cercare, tutte le categorie imprenditoriali, amministrazione comunale e personalità di spicco che abbiamo nella nostra comunità, di far fare alla città un passo in avanti osando in maniera dirompente la carta del turismo. In primis provando a ingaggiare un manager che reclamizzi il prodotto della città a livello nazionale, internazionale e intercontinentale perché le potenzialità ci sono veramente tutte.

A proposito: lei passa per essere uno strenuo sostenitore dell'attuale sindaco che, forse, in fatto di turismo potrebbe fare di più?

Il nostro primo cittadino è una persona preparata. Conosce la storia di Lucca come pochi, ha una visione della città che, sotto tanti punti di vista, condivido. 

Non mi sembra che quando lei parla del gran numero di accattoni presenti in città sia così complimentoso verso Tambellini.

Sono d'accordo con lei, ma non dipende dal sindaco. Sono i vigili urbani che dovrebbero cercare di intervenire in maniera pesante allontanando gli accattoni per le strade, davanti alle chiese, di fronte ai negozi di generi alimentari, i vari cantastorie sparsi in ogni angolo della città. Penso che il sindaco non sia affatto a favore di questi spettacoli.

Andiamo al sodo. Lei è un commerciante che conosce benissimo la città. Qual è il suo giudizio non annacquato dalla convenienza, sull'attuale situazione del centro storico?

Il centro storico è croce e delizia. Abbiamo ereditato delle bellezze uniche e con il passare degli anni dobbiamo fare molta attenzione al percorso che vogliamo intraprendere. Una discussione animata di questi giorni riguarda la raccolta di rifiuti. Se vogliamo essere una città a dimensione turistica, vale a dire a dimensione globale e aperta, all'arrivo delle varie comitive non possiamo far loro trovare montagne di rifiuti nelle strade. Per quello che concerne Sistema Ambiente, è una squadra di persone molto volenterose, ma con dei problemi di organizzazione. Non mi riferisco solo alla raccolta dei rifiuti, ma anche agli orari in cui vanno esposti i rifiuti. Bisognerebbe fare come in Nord Europa dove i rifiuti massimo alle 8 devono essere esposti e alle 9 deve essere tutto lindo e sistemato.

Lei pretende troppo...

Può essere.

Sarà che i suoi trascorsi teutonici rischiano di farle perdere di vista cosa accade nel nostro Paese?

Il nostro è un Paese traballante da sempre. Negli ultimi anni ci abbiamo messo molto del nostro. E' inaccettabile che una nazione come la nostra venga superata dai dati turistici della Turchia. Questo vuol dire che stiamo sbagliando qualcosa. E' mai possibile che nei mesi estivi i musei in Italia siano prevalentemente chiusi? E' mai possibile che non ci siano servizi igienico-sanitari per i turisti? In qualsiasi parte del mondo il servizio di toilette costa da uno a due euro. Noi preferiamo farli orinare dietro gli angoli delle corticelle. Provi a fare una cosa del genere a Tokio e vedrà come torna a casa. I servizi come tali vanno dati, ma anche fatti pagare. Le sembra possibile che per avere un taxi, a Lucca bisogna fare almeno dieci telefonate? E' un servizio che non diamo. Le pare possibile che in una città come la nostra con quattro porte d'ingresso primarie e due secondarie, non ci sia un centro di accoglienza turistico per lo meno stagionale?

Scusi, ma queste domande perché non le fa all'attuale giunta invece che al sottoscritto?

Personalmente sono già state fatte in tempi non sospetti. Evidentemente ci sono cose ben più importanti di quelle che sto facendo osservare a lei. Nei giorni scorsi osservavo la bellezza della chiesa di San Michele e al tempo stesso pensavo alla sua decadenza. E' mai possibile che non si riesca a trovare un finanziamento pubblico e di peso per riqualificare completamente la bellezza di San Michele in Foro?

Non ci sembra che fino ad oggi il nostro patrimonio artistico-culturale sia stato degnato della necessaria attenzione. Si pensa molto più all'accoglienza che a farla nel modo migliore.

Per quello che attiene i dati sull'accoglienza, essendo un europeista convinto - senza Europa non si va da nessuna parte - mi risulta che gli immigrati sul territorio nazionale siano ben inferiori agli altri Paesi.

E' forse indispensabile dover essere 'invasi' prima di accorgersi che è troppo tardi?

Nel 2040 la Nigeria sfiorerà i 700 milioni di abitanti. In Italia e in Europa sono anni che non nascono più bambini.

Ne nascono molti di meno...

Ne nascono in maniera che fra circa 20 anni la popolazione si sarà sensibilmente ridotta come gran parte della popolazione del Nord Europa. Avremo sempre maggiori flussi di migranti, soprattutto dall'Africa.

Eppure la densità di abitanti per chilometro quadrato in Italia è tra le più alte al mondo. Non sembra che ci sia poi tutto questo spazio disponibile.

Noi dobbiamo rivedere sensibilmente le politiche familiari. Sono decenni che la famiglia italiana è trascurata e massacrata. Queste sono riforme che vanno fatte con intelligenza, lungimiranza e amor patrio. Ho delle forti perplessità che il governo Di Maio insieme al soldatino Salvini riesca a risolvere i problemi molto seri che la nostra Italia sta attraversando. Fermare tre navi in mezzo al mare non è un segno di forza, bensì un gesto sconsiderato. Noi come nazione Italia dobbiamo andare a Bruxelles e in maniera ferma, decisa e propositiva cercare di risolvere i problemi insieme al resto d'Europa perché, come diceva Ugo La Malfa, l'Italia è con le braccia in Europa e i piedi in Africa.

Quando lei parla di manager per sviluppare il turismo a Lucca, a cosa si riferisce?

I cittadini devono eleggere il primo cittadino dopodiché la politica deve fare un passo di lato, vale a dire non possiamo assegnare incarichi di importanza vitale soltanto a chi possiede una eventuale tessera di partito. Questa, ormai, è una visione obsoleta e superata. Ci vogliono manager al turismo con una preparazione in materia così da poter sviluppare guardando al domani e cercando di avere collegamenti ovunque. Poi servirebbero manager alle infrastrutture. Le sembra possibile che nel 2018 abbiamo ancora i camion che passano a 40 metri dalle mura urbane e si continua a litigare tra un comune e l'altro?

Non c'è, poi, nemmeno da consolarsi con le vicende calcistiche cittadine. Lei in passato è stato un fervido sostenitore della Lucchese e dell'azionato popolare mentre oggi, guardando quello che succede, ha fatto benissimo a lasciare l'impresa.

Ancora non è stato stilato il calendario della prossima stagione. Con questi presupposti dove vogliamo andare? Lo sport a Lucca incontra diverse difficoltà perché non si è voluto evolvere in maniera diffusa come nel resto d'Europa. 

Ma lei ha visto in che condizioni è il campo ex Coni alle Tagliate?

Altro esempio di disfattismo nostrano. Lei ha mai sentito parlare di campionati di serie C in giro per l'Europa? No, non esistono. Ci sono le seconde squadre, ci sono le squadre di calcio femminile che noi, per anni, abbiamo snobbato e solo adesso ci rendiamo conto che possono fare comodo al movimento. In serie C non ci dovrebbe essere professionismo. Ai vari procuratori chi glielo va a spiegare? Prima dobbiamo costruire l'uomo, poi l'atleta. Qui si fa l'esatto contrario. E' un sistema che va completamente riformato. 

Scommettiamo che lei non ha visto nemmeno un concerto del Summer Festival?

Ha vinto la scommessa.

E', forse, perché lei non ama la musica?

Io ritengo che il Summer Festival sia una risorsa della città di Lucca e del suo territorio. E che Mimmo D'Alessandro sia un ottimo impresario con ampie potenzialità ancora da esprimere. Anziché contrastarlo, tutti insieme in maniera propositiva dovremmo cercare di collaborare di più. 

A Lucca ci sono una trentina di gelaterie. Non parliamo, poi, dei cosiddetti negozi di vicinato. Pare che in città non si faccia altro che masticare qualcosa. Non le pare una sorta di anarchia ristorativa?

Io sono a favore del mercato libero. Questo non vuol dire che sono liberista. In giro per il mondo chi vuole aprire una attività deve avere delle conoscenze. Da noi avviene l'esatto contrario. Un calzolaio la mattina si alza e se gli viene in mente di aprire una qualsiasi cosa di ristorazione, pronti e via, è possibile. A mio avviso ci dovrebbe essere un minimo di conoscenza su ciò che si va a fare. Qui dovremmo fare, oltreché una moratoria, anche alzare ulteriormente le richieste per le concessioni. Vuoi aprire un ristorante? Minimo 150 metri quadrati, minimo quattro dipendenti e poi canne fumarie, limitazioni del suolo pubblico, documentazione di un minimo di conoscenza di ciò che si va a fare. Lo chef dovrebbe avere un curriculum che dimostri la conoscenza del mestiere. Lo stesso vale per le gelaterie. Il gelatiere è un mestiere di tradizione, non possiamo regalarlo a catene di franchising in cui il più delle volte lo stesso prodotto lo si trova nei freezer dei supermercati. 

 

 

 

 


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