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Cronaca

"Non uccidete gli orsetti di Alice"

martedì, 14 agosto 2018, 12:12

Si arriva in via San Giorgio al civico 15 e ci imbattiamo con Roxana Voinescu, colei che, nel 2014 ha avuto la straordinaria idea di produrre dei peluche artigianali interamente fatti a mano che sono l'esatta riproduzione di cani, gatti o altri animali le cui fotografie i padroni inviano per ottenerle. All'interno del locale, 18 metri quadrati sfruttati al massimo, si respira l'atmosfera di chi sta lavorando per produrre ciò di cui si occupa. E' anche un viavai continuo di persone che si informano, chiedono, plaudono, di bambini che vedono cani e gatti di peluche straordinariamente simili alle immagini ricevute. Roxana Voinescu è finita nel mirino di molti clienti che si lamentano di ritardi e mancate consegne e che si sono stancati di aspettare. 

Roxana Voinescu, come e quando nasce l'idea degli Orsetti di Alice?

Nasce perché io ero incinta di mia figlia Alice. Durante la maternità ho pensato di regalarle un orsetto perché sono sempre stata appassionata di Teddy Bear. Così ho cominciato a cucirne uno cercando di rubare qua e là sul web le tecniche per farlo non avendolo mai fatto. Mi si è aperto un mondo e ho cominciato a crearne diversi appassionandomi a questa arte. Li ho postati sul mio profilo facebook e le persone hanno cominciato a chiedermeli. gli orsetti. Una cliente a cui era morto il cane, mi ha chiesto se provavo a fargli una riproduzione del suo cagnolino e dopo averlo pubblicato sono iniziate ad arrivare altre richieste.

L'idea è geniale: riprodurre in peluche gli animali in carne ed ossa. Come fa a farli identici o, quantomeno somiglianti? In sostanza come funziona il meccanismo?

Ovviamente ogni cane ha la sua specificità. Per ogni razza ho creato dei cartamodelli appositi che vengono disegnati e cuciti su tessuti che variano dal sintetico al Mohair, Alpaca e viscosa. Il cliente mi invia le fotografie dell'animale e in seguito a queste vengono scelti i tessuti e il cartamodello da usare. Poi vengono rifiniti e dipinti come se fossero quadri, è per questo che sono uguali.

Ma lei lo sa che si è inventata un business?

Non me lo sono inventato perché è una cosa che all'estero esiste da tempo. Ci sono vari artisti che lo fanno.

Scusi lei si considera un'artista o un'artigiana?

Le rispondo con questa frase di San Francesco d'Assisi: chi lavora con le sue mani è un lavoratore, chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano, chi lavora con le sue mani, la sua testa e il suo cuore è un artista.

In sostanza tutte quelle persone che volevano avere una copia da accarezzare in peluche del proprio cane o anche del proprio gatto o di qualsiasi altro animale, potevano rivolgersi a lei per ottenerla. Una bella responsabilità che va a toccare anche il lato affettivo delle persone.

Sì, è proprio così. Colpisce il lato emotivo perché quello che faccio è emozionante. Tanti magari fanno giocattoli generici che riproducono animali, mentre io cerco di dare loro un'anima. Se così non fosse anche quelle persone che acquistano uno dei miei lavori non lo farebbero se non riuscissi a trasmettere quello che il loro stesso cane trasmette.

Quand'è che questa passione diventa una vera e propria attività commerciale?

L'attività ha preso avvio nel maggio del 2017.

Dove avevate la sede?

A Segromigno, comune di Capannori.

Gli affari sono subito andati a gonfie vele?

Gli affari sono andati a gonfie vele ed è per questo motivo che ho deciso di aprire una partita Iva.

Come avete fatto a farvi conoscere in tutta Italia?

Inizialmente la pagina facebook che ho creato lavorava con il passaparola dei clienti che avevano comprato il peluche. Poi ho deciso di fare dei Giveaway, ossia regalavo un manufatto in cambio di pubblicità. Quindi le persone dovevano taggare amici per questo concorso facendoli partecipare e poi veniva fatta una estrazione del vincitore che gratuitamente prendeva uno dei miei manufatti. In seguito ho scoperto le sponsorizzate di Facebook che ti danno la possibilità di farti conoscere a pagamento in tutto il mondo.

Ci può dire, a grandi linee. quanti ordini avete ricevuto nel 2017, ossia fino al momento della chiusura dell'azienda?

Circa duemila ordinativi.

Quanto costava farsi riprodurre il proprio cane?

All'inizio pensavo ad una attività artistica, quindi per un ristretto cerchio di persone. Poi c'è stato un boom di richieste e i prezzi, inizialmente un po' alti, sono stati abbassati per venire incontro alle tantissime richieste. Scelta sbagliatissima perché ti vai a scontrare con gente che non ha la percezione del valore di ciò che stai facendo. In sostanza prima producevo per collezionisti, in seguito è diventata un'attività commerciale vera e propria e mi sono scontrata con il gran numero di riproduzioni da dover fare.

Quand'è che sono cominciati i primi problemi nel soddisfare le richieste?

A Natale del 2017. Immagini di avere delle persone su cui poter contare, di aver dovuto organizzare il lavoro allestendo uno staff di collaboratori senza averne l'esperienza. Perché il più grande sbaglio è stato quello, io non sono un'imprenditrice.

Cosa vuol dire in parole povere?

Che ci sono state grandissime difficoltà ad organizzare il lavoro sulla base degli impegni che avevo preso.

Possiamo dire che avete ricevuto molte più ordinazioni di quante foste in grado di soddisfare?

All'inizio un'organizzazione c'era perché comunque so fare il mio lavoro e non sono scema. Poi le collaborazioni sono finite, le persone non rispecchiano quello che speravo, non abbiamo trovato altre persone in grado di poter svolgere questo lavoro in autonomia, i fornitori sono esteri con tutte le problematiche annesse e per Natale, ad esempio, abbiamo avuto un pacco proveniente dall'America fermo in dogana e non c'era verso di sbloccarlo. Nel frattempo continuavano a pervenire ordini e noi si continuava a lavorare. Le spiego una cosa. Sin dall'inizio noi abbiamo prodotto i nostri manufatti ricorrendo all'autofinanziamento. In sostanza, quello che incassavamo era quello che utilizzavamo per acquistare altre materie prime e pagare l'affitto, i collaboratori, le utenze e i fornitori. Poi anche il costo della pubblicità su Facebook. Non avendo alcun tipo di aiuto bancario, ho cercato di lavorare il più possibile per far fronte alle richieste della gente senza interrompere mai sia il lavoro stesso sia il flusso degli ordini. Non siamo mai spariti dalla circolazione e abbiamo sempre prodotto manufatti.

Forse avete messo in piedi un'attività che è andata oltre le aspettative e le vostre potenzialità?

Il discorso è complesso, perché le difficoltà sono state tante. Per chi non si intende di facebook ed advertising è difficile comprendere come funziona il sistema della pubblicità su facebook. Diciamo che all'inizio la nostra azienda ha ricevuto una particolare attenzione da parte del social e i clienti non mancavano. Successivamente facebook ha modificato gli algoritmi favorendo le aziende più grandi e penalizzando quelle più piccole. Per noi è stato un grossissimo danno perché di punto in bianco è diminuito drasticamente il ritorno economico. Quando avevamo la sede in via di Piaggiori a Segromigno Monte, non c'era bisogno di visibilità verso l'esterno poiché facebook provvedeva a farci da vetrina. Poi, però, ci siamo resi conto che avremmo dovuto confidare solo nelle nostre forze e abbiamo preso in affitto questo locale in via S. Giorgio 15 nel cuore del centro storico di Lucca. Chi passa davanti all'ingresso si rende conto che stiamo lavorando seriamente. Ci siamo messi addirittura in vetrina.

Perché è nato un gruppo facebook che si chiama Io non ho gli orsetti di Alice - Scrivi la tua testimonianza?

I ritardi sono cominciati ad esistere a partire da Natale per le problematiche che abbiamo già spiegato. Poi, il web è bastardo e le dico perché. Le persone hanno iniziato a dire 'perché non mi avete consegnato il manufatto?, perché siete in ritardo?' e noi abbiamo dato apertamente sulla nostra pagina le spiegazioni. Non possiamo infatti rispondere a decine di persone su facebook, al telefono, per posta, su whatsApp. Quindi io ho fatto un post pubblico più di una volta sulla pagina, firmato dalla sottoscritta, in cui spiegavo le difficoltà e le problematiche incontrate. La gente, però, evidentemente non legge o legge solo quello che vuole. A questo punto hanno cominciato a diffondere la notizia che non consegnavamo la merce. Il problema è come si dicono le cose. Io ho documentato tutto e sono stata dalla polizia postale per denunciare i fatti accaduti.

Che cosa è accaduto allora?

E' successo che sono iniziate a diffondersi voci assolutamente false sulla nostra incapacità di produrre i manufatti e di consegnarli. Erano chiacchiere e commenti su facebook, ma che indubbiamente hanno provocato che i clienti e le persone interessate si sono attaccati ad ogni mezzo di comunicazione per tempestarci di domande se era vero oppure no. Ovviamente non potevamo rispondere a tutti e questa nostra inevitabile incapacità è stata presa a spunto di una presunta volontà di non farlo e di nasconderci. Abbiamo dovuto eliminare dalla pagina i commenti diffamatori anche perché, altrimenti, nessuno avrebbe più voluto acquistare da noi. I commenti denigrativi sono, però, andati avanti e noi allora bloccavamo le persone che usavano una sorta di linguaggio 'terroristico'.

Voi avete tenuto il conto di tutti gli ordini ricevuti?

Sì, lo abbiamo tenuto. C'è un'agenda dove sono riportati, uno per uno, i nominativi delle persone che hanno acquistato un manufatto. Esiste per ogni cliente una scheda di ordinazione comprendente tutti i dati delle singole persone, anche di quelle che abbiamo bloccato perché anche loro sono a tutti gli effetti dei clienti. Io mi sono messa più volte nei panni delle persone che hanno ordinato i manufatti e che hanno paura che sia una truffa. Più di una volta, perché è umano. Però ci sono vari modi per chiedere quello che ci è dovuto. E i modi basta guardare su Internet: l'indirizzo c'è sempre stato quindi se mi vuoi chiedere qualsiasi cosa fallo, ma non delegittimare un'attività perché anche l'ispettrice della polizia postale mi diceva che certe cose non possono essere scritte e rappresentano delle offese.

Andiamo sul concreto. Roxana lei in grado di dirci quanti ordini restano da evadere?

Non lo sappiamo. Possiamo dire che degli ordini del 2017 ne saranno rimasti una ventina, ma noi non abbiamo mai smesso di prendere ordini e anche di consegnarli perché il nostro lavoro va avanti solo se la catena non si interrompe non avendo noi alcun tipo di finanziamento. In più abbiamo provveduto a rimborsare alcuni clienti che hanno preferito prendere indietro i soldi piuttosto che aspettare il manufatto.

Allora cosa si sente di poter dire a coloro i quali hanno ordinato nel 2017 e non hanno ancora ricevuto nulla?

Che facciano quello che si sentono di fare.

Scusi ma non sarebbe più semplice rimborsare tutti?

In quel gruppo facebook ci sono anche persone che hanno ordinato nel 2018 o altri che hanno anche ottenuto il rimborso o il manufatto e anche persone che non c'entrano nulla, ma fanno solo numero e confusione.

Quanto tempo serve in media per fare un manufatto?

Dalle otto alle dieci ore. 

In un giorno di lavoro quanto riuscite a produrre?

Adesso, a regime, dipende anche dal tipo di animale, sette/otto manufatti al giorno.

Ci sono persone che si definiscono vittime di una truffa. Che cosa dice a questa gente?

Che non lo è. Noi continuiamo a lavorare, non abbiamo mai smesso di farlo nonostante tutti i problemi che abbiamo avuto. E neanche vogliamo smettere di lavorare. Così facendo, però, il rischio è proprio quello di impedirci di soddisfare le richieste dei clienti.

Il 31 dicembre 2017 l'azienda a lei intestata ha chiuso i battenti. Perché?

Abbiamo scelto di dare vita a un'associazione culturale denominata Gli orsetti di Alice e che ha come presidente Alessandro Donati, vicepresidente Eloisa Biagioni e segretaria la sottoscritta. Però, per il cliente non cambia assolutamente niente. 

Alcuni clienti si lamentano perché hanno effettuato bonifici o pagamenti su carte o conti intestati a persone diverse da voi. 

Posso solo dire che non abbiamo mai truffato nessuno e che i soldi che ci arrivano corrispondono ai lavori che facciamo.  


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