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Cronaca

Santa Croce, il vescovo invita la chiesa di Lucca a esprimere affetto e stima al Papa

venerdì, 14 settembre 2018, 16:32

L'arcivescovo Italo Castellani ha presieduto stamani nella cattedrale di San Martino la solenne celebrazione eucaristica per l'odierna festività dell'Esaltazione della Santa Croce. Ecco l'omelia pronunciata dall'arcivescovo, nella quale monsignor Castellani ha invitato a esprimere affetto e stima a Papa Francesco.

La Festa Liturgica della "Esaltazione della S. Croce" per noi Lucchesi è la "Festa del Volto Santo". La 'Croce' –il "Volto Santo" del nostro Crocifisso– cosa rivela e annuncia da sempre ai cristiani, a noi Lucchesi? Essenzialmente questa verità: "Dio ha tanto amato il mondo" –come pocanzi proclamato nella pagina evangelica– "da dare il Suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv 3,16). In questo annuncio di Gesù a Nicodemo è detto tutto di Dio: "Dio ama tanto" il mondo, l'umanità, ogni persona, ogni Sua creatura!

Il 'Volto Santo' del Crocifisso rivela la luminosità dell'essere Gesù Figlio di Dio. La luce dell'Amore di Dio, del dono di sé incondizionato per la salvezza del mondo, fa dire a Gesù: "E io quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me" (Gv 12, 32). Ognuno di noi, ogni discepolo e ogni comunità, la Chiesa, si comprende davanti alla Croce, volgendo lo sguardo al Trafitto, dove coglie, in un unico istante, la grandezza dell'amore di Dio e la realtà del nostro limite: amare come ama Lui, "come io vi ho amato." (Gv 15,9) propone Gesù a chi si fa suo discepolo.

Ed ecco la sfida che ci pone ancora una volta la Festa del Volto Santo, accogliendo l'invito dell'Apostolo Paolo alla sua Comunità di Filippi: "Fratelli, abbiate in Voi gli stessi sentimenti che furono di Cristo Gesù" (Fil 2,6). Una sfida non da poco –avere gli stessi 'sentimenti di amore' di Gesù, amare come ama Lui– per noi Suoi discepoli nell'oggi della storia. Ritengo –consapevoli che la Parola di Dio costantemente ci ricorda "Non siate di quelli che dicono ma non fanno ... (cf Mt 23, 3)... Non amate soltanto a parole ma con i fatti" (cf 1Gv 3,18)– che la Festa del Volto Santo ci invita ancora una volta a una scelta di campo: condividere, sino a portarle personalmente a non scaricarle o a delegarle, le infinite croci del mondo là dove Cristo è ancora Crocifisso nei suoi figli e nostri fratelli: stando accanto con piccoli grandi gesti di amore, e di attenzione alle persone più fragili che Dio ci mette accanto nel quotidiano; non tirandoci indietro di fronte ad ogni situazione di impegno per la giustizia; raccogliendo anche solo una lacrima dal volto di un fratello, sorella provati dalla vita.

Il Volto Santo –immagine che noi Lucchesi portiamo impressa nella mente e nel cuore sin da bambini– è un'immagine potente: in essa vi si può leggere ad un tempo tutta la storia dell'umanità e la presenza di Dio in essa.

Più volte mi sono fermato –e invito anche la nostra Chiesa, ogni uomo di buona volontà a vivere questo gesto– a contemplare il "Volto Santo Crocifisso": in quel "Volto del Figlio di Dio in Croce" vedo scritta la sofferenza dell'umanità di tutti i tempi causata dall'uomo stesso. Vedo il volto dei 'crocifissi' del nostro tempo: di coloro che sono vittime, soprattutto bambini, dei focolai di guerre accese in ogni parte del globo; di coloro che subiscono pulizie etniche e affrontano viaggi pericolosissimi trovando porte e porti chiusi; dei cristiani perseguitati in ogni continente privati dei diritti, colpiti da ingiustizie, derubati dei loro beni e talvolta uccisi; dei feriti dal peccato della Chiesa provata da divisioni, chiusure, fazioni, resistenza ai doni dello Spirito e agli appelli della storia.

Nel Volto Santo del Crocifisso vedo anche i più vulnerabili di casa nostra, che sono i nostri bambini e adolescenti, palesemente privati da noi adulti di un'educazione valoriale, che per noi è la proposta educativa del Vangelo. Vedo anche i più indifesi della porta accanto, i nostri anziani, che vivono di fatto nella solitudine reale e soprattutto affettiva. Ma quando il mio sguardo si alza dalle membra sofferenti dell'umanità al Volto di Dio, vedo la santità di Dio che è amore fedele e datore di vita come confessiamo nel Credo: "Morì e fu sepolto, discese agli inferi e il terzo giorno è risuscitato". Ecco l'Opera di Dio: "Dove c'è morte egli è risurrezione! Nel Volto Santo, icona del Risorto, è la nostra speranza: il Suo sguardo penetrante esprime il mistero dell'Amore di Dio per ognuno di noi, per ciascuno di noi; le sue grandi braccia aperte sono lì ad accoglierci come nell'abbraccio di un padre.

Ieri sera, a conclusione della Luminara, ho accolto in Cattedrale i nostri giovani: li ho accompagnati personalmente, a nome di tutta la nostra Chiesa, davanti al Volto Santo perché in questo anno sinodale, che Papa Francesco ha indetto per tutti i giovani del mondo, si sentissero sollecitati a porsi il grande e fondamentale interrogativo: "Signore cosa vuoi che io faccia del dono della vita?". Il Volto Santo illumini la mente e apra il cuore dei nostri ragazzi e giovani verso risposte generose sulla via del Vangelo!

L'Opera Sociale di S. Croce, proposta come ogni anno dalla Diocesi, quest'anno è finalizzata a raccogliere offerte destinate alle "Famiglie in difficoltà con bambini e ragazzi in età scolare". Il progetto si propone di contrastare il diffondersi della povertà nelle famiglie con minori a carico e, in particolare, a contribuire attivamente a garantire il diritto all'istruzione e allo studio dei bambini e degli adolescenti attraverso un sostegno scolastico con l'acquisto di libri e quant'altro per un sereno inserimento e percorso scolastico. Confido nella generosità del popolo lucchese provocato dell'Amore gratuito di Dio di cui è icona il Volto Santo!

In questa solenne Celebrazione Eucaristica desidero rinnovare i sentimenti della nostra Chiesa verso Papa Francesco, come già ieri sera a conclusione della Luminara, facendomi voce di tutti noi per rinnovare profonda vicinanza e affetto, stima e gratitudine al Santo Padre e adesione al Suo Magistero. Mentre confermiamo per Lui la nostra preghiera quotidiana voglio gridare forte –interpretando i sentimenti di tutti i Lucchesi– "Papa Francesco Ti vogliamo bene". Con questo grido dal cuore ci impegniamo a seguire, con decisione e senza titubanze, il Magistero del Papa che, mosso dallo Spirito, c'invita a vivere la vita secondo il Vangelo. Con questo mio intervento la nostra Diocesi esprime riprovazione per tutti i tipi di attacchi, che da vari fronti si levano verso la persona di Papa Francesco, e li respinge con fermezza.

 


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