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Cronaca

Passeggiando in bicicletta accanto a te...

mercoledì, 13 febbraio 2019, 21:43

Qualche anno fa in Olanda è passato uno spot pubblicitario riguardante un prototipo di bici che si guida da sola. Nelle immagini, la guida automatica permetteva una conduzione sicura purtroppo la bicicletta era solo un pesce d’aprile ben strutturato. Però questa idea che ha il sapore della fantascienza, un giorno, potrebbe realizzarsi veramente.

Probabilmente potrebbe sbarcare anche in molte città italiane, dubitiamo possa accadere a Lucca. Fintanto che alcuni ciclisti lucchesi non accolgano di uniformarsi alle semplici regole di condotta per pedalare sicuri.

Considerando la città potremmo, poeticamente associarla a un paio di strofe di una nota canzone: “Passeggiando in bicicletta accanto a te. Pedalare senza fretta…Lungo i viali silenziosi insieme a te con gli occhi allegri e accesi…” (R. Cocciante).

Disgraziatamente, la realtà è ben diversa: trovare qualcuno a Lucca che pedala senza fretta è come cercare l’oro in un fiume in secca. Sfrecciano tutti come fossero al velodromo e per di più non si staccano dal cellulare, alcuni lo tengono saldamente in mano altri hanno le cuffie nelle orecchie, insensibili ai rumori della strada. Almeno che non si passi per i viali alle 4 del mattino, è un po' dura che questi siano silenziosi!

Quando parliamo di ciclisti lucchesi, ovviamente non intendiamo i professionisti. Quest’ultimi riconoscibili da splendide tutine e dal fatto che pedalano in riga indiana (probabilmente gli sfugge che dovrebbero mettersi in fila indiana) chiacchierano amabilmente in relax come nel salotto di casa e sono impassibili di fronte alle maledizioni degli automobilisti infuriati.

Quando parliamo di ciclisti lucchesi, invece, intendiamo quell’esercito silenzioso che ogni giorno esce di casa e inforca la bici facendo slalom fra buche, tubi di scarico, piste ciclabili occupate da auto, furgoni e pedoni che dovrebbero passeggiare sul marciapiede. In questa massa ce ne sono diversi che sembra abbiano dimenticato i prìncipi base per limitare i pericoli.

Una delle regole per pedale sicuri è indubbiamente dare un’occhiatina all’abbigliamento. Vestirsi con abiti scuri, di sera, significa che dall’altra parte si deve possedere la vista di Superman per evitarti. Magari, se non si vuole cambiare look sarebbe pratico indossare un giubbotto catarifrangente. Un’altra regola che può sembrare banale, sono le luci posteriori e anteriori. Sarebbe il caso di accenderle oppure se mancano è possibile acquistarle nei molti negozi sparsi per la città dopodiché è utile montarli e alla fine attivarli. Poi, per andare in bici potrebbe essere indispensabile moderare l’andatura e comunicare in anticipo le intenzioni della svolta utilizzando le braccia. Una gentilezza ben gradita a chi è dietro di voi e spesso è obbligato ad attendere una vostra segnalazione che non arriverà mai. Infine, sarebbe pericoloso pedalare contromano, se poi a bordo della bici c’è un bambino, sarebbe proprio da evitare!

E con questo ce n’è abbastanza da far alzare più di un sopracciglio tuttavia concludiamo con il campanello. Questo accessorio in dotazione sulla bici si può utilizzare, fortunatamente, per segnalare il proprio arrivo ai pedoni “addormentati” che sono di intralcio nelle piste ciclabili con passeggini e affini.

annalisa ercolini


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