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Cronaca

Lucca, una città segreta

giovedì, 14 marzo 2019, 23:21

di daniela nardi

Sotto ai piedi di chi cammina nel centro storico si nasconde una Lucca segreta, inaspettata e meravigliosa, che purtroppo è destinata, almeno per ora, a rimanere nascosta.

E’ quanto emerso oggi pomeriggio alla conferenza “Strade, piazze e palazzi: un anno di scavi e di scoperte a Lucca” tenuta da Neva Chiarenza, funzionaria archeologa della Soprintendenza di Lucca e dalla nota archeologa professionista Elisabetta Abela, svoltasi a Palazzo Pretorio presso l’Accademia Lucchese di Scienze, Lettere ed Arti presieduta dal professor Raffaello Nardi, con l’introduzione del professor Michelangelo Zecchini.

Il professor Zecchini, dopo i saluti di rito ai numerosi presenti in sala (tra cui il Presidente Marcello Pera e la nuova soprintendente di Lucca la dottoressa Angela Acordon) e al team di archeologhe della dottoressa Abela (Serena Cenni e Maila Franceschini), ha rimarcato il concetto dell’importanza del radicamento dei beni culturali presso la popolazione, con l’auspicio che la cittadinanza sia sempre più partecipe e coinvolta nella divulgazione delle scoperte archeologiche effettuate nella nostra città. Il professor Zecchini ha quindi ricordato come nel 2020 saranno 2.200 anni dalla fondazione della città di Lucca, con l’augurio di celebrazioni adeguate ad un anniversario così importante.

La parola è quindi passata alla dottoressa Chiarenza, che ha spiegato come tutte le scoperte di questi ultimi mesi siano frutto della cosiddetta “archeologia preventiva”, introdotta per legge nel 2006 e ribadita poi nel 2016, che ha il fine di conciliare l’esigenza di tutela del patrimonio archeologico con le necessità operative delle attività che comportano lavori di scavo. Poiché tutto il centro storico di Lucca (spalti e Mura compresi) dal 1982 è sotto vincolo archeologico, ogni scavo condotto da qualunque soggetto pubblico o privato deve essere presieduto da un archeologo professionista con la supervisione della soprintendenza territorialmente competente, che può richiedere l’esecuzione di saggi archeologici.

La dottoressa Chiarenza ha illustrato come spesso i cittadini vivano questi scavi come un vero e proprio intralcio allo svolgimento della loro vita quotidiana, trovandosi con piazze inaccessibili, parcheggi spariti ed altre situazioni simili, ma d’altra parte la manutenzione anche ordinaria di una città può compromettere importanti reperti archeologici, per i quali una tutela preventiva è indispensabile. Gli archeologi si trovano quindi spesso in precario equilibrio tra queste due realtà contrapposte.

Sono stati dunque presentati - attraverso la proiezione di molte interessanti immagini degli scavi - gli incredibili risultati di questi saggi archeologici preventivi svolti nell’ultimo anno a Lucca, che in parte hanno confermato quanto le archeologhe si aspettavano, ma che hanno anche regalato delle vere e proprie sorprese.

Spesso l’archeologia preventiva è legata a progetti pubblici e le archeologhe lucchesi si sono trovate di frequente a lavorare con Sistema Ambiente, società per la quale hanno effettuato diversi saggi in vista del posizionamento delle isole ecologiche, come è avvenuto per quelle in piazza S. Romano.

In occasione di tali scavi, sono emerse due strutture murarie e due sepolture di epoca medioevale e tale scoperta lasciava presupporre la possibile esistenza di una chiesa. Le archeologhe sono scese quindi in profondità ed a due metri sono emersi due forni da forgia di epoca tardo antica sistemati sopra uno strato di embrici di età romana. La struttura muraria semicircolare si è rivelata essere l’abside e parte del transetto di una chiesa di epoca medioevale, sicuramente anteriore alla chiesa di San Romano che è del 1281, forse quella di San Giuliano. È stato fatto notare come queste importanti strutture murarie siano state interrotte da tubature di edifici anteriori all’archeologia preventiva, che hanno rischiato di rovinare gravemente i reperti. Il progetto di Sistema Ambiente è stato quindi modificato rispetto a quello originario per preservare questi preziosi resti, che sono stati ricoperti.

La dottoressa Abela ha ricordato anche gli scavi effettuati per la realizzazione dell’isola ecologica accanto alla chiesa di S. Maria Nera, in piazza S. Giovanni Leonardi, ove è emersa da subito una notevole stratificazione splendidamente conservata.

È stato trovato un piano stradale medievale interessato da tombe del tredicesimo secolo e, scendendo ancora, le archeologhe hanno trovato un’area cimiteriale molto più antica della chiesa, con sepolture tutte parallele secondo la tradizione germanica risalenti al sesto e settimo secolo, che erano ricavate dentro ai muri perimetrali di una domus romana trasformati per l’occasione in sarcofagi. Tale scoperta ha costituito una novità per la dottoressa Abela, che ha mostrato il buonissimo stato di conservazione di quattro ambienti della domus in cui spiccavano dei dipinti e parte di pavimenti.

La dottoressa Chiarenza ha spiegato come con l’archeologia preventiva non si possa scavare oltre allo stretto necessario per le verifiche relative al progetto in corso e per tale motivo gli scavi sono stati terminati e ricoperti, mentre sarebbe stato molto interessante nel caso di piazza S. Giovanni Leonardi poter proseguire con la ricerca.

Le archeologhe hanno illustrato anche gli scavi svolti nell’area della manifattura Tabacchi, dove sono state trovate conferme e sorprese, tra cui un tratto urbano della via Francigena in ottimo stato di manutenzione, il cui prolungamento arriva dritto sino al duomo.

La dottoressa Abela ha poi mostrato, tra l’altro, i risultati degli scavi effettuati in piazza Bernardini durante il rifacimento del manto della piazza, ove sono emersi, a livello superficiale, i resti degli edifici che sorgevano davanti a palazzo Bernardini con le torri degli Antelminelli e la chiesa di S. Maria in Via, che sono stati demoliti tra il sedicesimo e il diciottesimo secolo.

La Dott.ssa Chiarenza infine ha rivelato in anteprima quelli che sono i primi esiti dei saggi preventivi alla realizzazione del sottopasso ciclo pedonale in piazzale Boccherini. Il saggio è stato effettuato, per ora, sugli spalti delle Mura in prossimità della futura ubicazione del sottopasso ove, a quasi tre metri di profondità, è emerso quello che pare un fossato di età romana. Tale scoperta renderà necessario che la soprintendenza segua tutto lo scavo che verrà effettuato, per verificare la presenza di eventuali ulteriori rilevanti reperti.

Ha chiuso il convegno il professor Nardi con un simpatico aneddoto legato ai suoi ricordi d’infanzia in piazza Bernardini, ove, all’incirca nel 1940, venne creato un orto di guerra in cui si coltivava grano.

Il Presidente Pera a conclusione del convegno ha chiesto se, anche alla luce di tali importanti scoperte, non sia possibile effettuare non soltanto archeologia preventiva ma anche di ricerca. La dottoressa Chiarenza ha risposto che la ricerca viene svolta principalmente dalle università, che di solito operano fuori dai centri urbani, e ha evidenziato che in ogni caso i costi sono notevoli e che non ci sono fondi, anche se è apparsa possibilista su eventuali future ricerche a Lucca.

Quello che sicuramente dispiace è che queste meraviglie siano state tutte ricoperte sia per motivi di pubblica sicurezza, che per non creare intralci nel centro abitato, ma anche per motivi economici legati alla mancanza dei fondi necessari per renderle almeno in parte visibili.

La Lucca segreta meriterebbe infatti senz’altro di essere conosciuta, vista ed apprezzata da tutti i cittadini.

 


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