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Cronaca

Grande successo per la nona edizione del Terre di Canossa

domenica, 14 aprile 2019, 19:20

Dall’11 al 14 aprile 2019, fra le incantevoli strade di Emilia, Liguria e Toscana, si è svolta la IXa edizione del Gran Premio Terre di Canossa, caratterizzata come sempre dall’inimitabile miscela di sport, passione, turismo, cultura, enogastronomia e serate uniche, tutto nel rispetto dell’ambiente.

L’imponente macchina organizzativa di Canossa Events e Scuderia Tricolore, ha marciato per un anno con l’obiettivo di realizzare una manifestazione ai massimi livelli ed i risultati sono stati sotto gli occhi di tutti: piazze gremite, partecipanti entusiasti e paesaggi incantevoli per 4 indimenticabili giorni di gara.

Anche il meteo quest’anno ha dato il meglio di sé, facendo godere agli equipaggi ogni stagione: dal caldo estivo, alla prorompente primavera fino allo spettacolo del candido manto di neve sul Passo del Cerreto. Uno spettacolo per gli occhi e una sfida ulteriore per i concorrenti…

La Gara e il Podio

Ben 65 prove a cronometro e 6 prove di media hanno acceso la sfida tra i 103 equipaggi iscritti, tutte di notevole difficoltà tecnica e di ogni tipologia: su strada e in pista, in salita e in discesa, alcune veloci, altre panoramiche come al Passo del Vestito e del Cerreto, altre ancora uniche e suggestive come quelle nei centri cittadini.

Impegnativi anche il “Trofeo Forte dei Marmi” nell’anello di Piazza Marconi e il “Trofeo Tricolore” con le prove disputate in piazza del Duomo, nel centro storico di Reggio Emilia.

Sul terzo gradino del podio della classifica finale assoluta sale l’equipaggio 19, Mario Passanante e Anna Maria Pisciotta su Fiat 1100/103
del 1955, secondo l’equipaggio numero 3: Andrea Vesco e Andrea Guerini su Bmw 328
del 1939, mentre si aggiudica la vittoriacome primo assoluto l’equipaggio numero 7: Juan Tocnonogy e Barbara Ruffini, su Bugatti Type 40
del 1927 che si aggiudica anche la coppa riservata alle ante guerra.

La classifica speciale per le prove di media va all’equipaggio 89, Luigi Costa e Bruno Strigini su Porsche 911 S del 1969.

Il Team Brescia Corse si aggiudica la prima posizione nella classifica delle scuderie.

La Coppa delle Dame va all’equipaggio 47, Himara Bottini e Carolina Toia, su Triumph TR3 del 1957.

La classifica riservata alle Ferrari moderne vede primo l’equipaggio Marco Serventi ed Eduardo Andrade, su una Ferrarri California T, seguito dagli equipaggi Franco Serventi e Daniela Maccini e da Cesare e Chiara Carabelli.

Il premio speciale per il driver più giovane va ad Andrea Vesco.

Un premio speciale anche ai partecipanti che hanno fatto tutte le edizioni del Terre di Canossa: Eugenio Piccinelli, Marco Gatta, Peter Straub e Nadia Bazhenina.

La folta presenza straniera accende la sfida per le coppe internazionali che viene vinta dall’equipaggio argentino numero 7 Juan Tocnonogy e Barbara Ruffini.

Grande sfida anche per i due trofei riservati ai piloti non prioritari, caratteristici del Terre di Canossa: il Trofeo Forte dei Marmi, vinto dall’equipaggio 57, Astori-Astori su Aston Martin DB4 del 1960, e il Trofeo Tricolore che va all’equipaggio 94, Finster - Finster, su Fiat Dino 2400 del 1971. 

I numeri del Terre di Canossa 2019

  • 103 gli equipaggi al via, che hanno fatto come sempre registrare il tutto esaurito all’evento

  • 15 le Nazioni rappresentate, tra cui molti paesi europei, ma anche paesi lontani come Stati Uniti, Argentina, Qatar, Russia, Canada, …

  • 650 i kilometri di percorso

  • 65 le prove a cronometro

  • 6 le prove di media

  • 2 i Trofei riservati ai Piloti “non professionisti”

  • 9 le edizioni dell’evento

  • 80% la percentuale di partecipanti stranieri

  • circa 40% dei partecipanti sono le donne in gara

  • 350 le persone coinvolte a vario titolo nella gestione della gara: soci della Scuderia Tricolore, team di Canossa Events, personale sportivo, cronometristi, fotografi, cameraman, agenti della Polizia Stradale,...

  • 0 le emissioni residue di C02

  • 28 le case automobilistiche presenti

  • 29 le Scuderie rappresentate

  • 18 le vetture anteguerra in gara 

La IXa edizione

La gara quest’anno si è svolta su un percorso di circa 650 km con ben 65impegnative prove a cronometro e 6 prove di media con rilevamenti segreti. Il Terre di Canossa non è però solo gara, ma è soprattutto una combinazione vincente di auto meravigliose e di gentlemen drivers che arrivano da tutto il mondo per questa opportunità unica di vivere l’Italia in un modo speciale, combinando l’adrenalina della competizione con il piacere della buona cucina italiana e della scoperta dei territori attraversati dal percorso. La fatica della guida è infatti magistralmente intervallata da momenti conviviali.

Confermate per questa nona edizione alcune delle proposte più gradite degli anni passati: la partenza da Salsomaggiore Terme, splendida città liberty, il passaggio nel cuore di Pisa e di Lucca, il Trofeo Forte dei Marmi e il Trofeo Tricolore, la “Pre-War Cup” dedicata alle auto anteguerra e l’imperdibile beach party al tramonto a Forte dei Marmi, perla della Versilia.

Molte anche le novità che l’organizzazione ha disegnato per stupire come sempre gli affezionati partecipanti. Tra tutte ricordiamo la cena del venerdì nella maestosa cornice del Palazzo Ducale a Massa, con la sua suggestiva grotta dedicata a Nettuno, il pranzo del venerdì nella raffinata location offerta dalla Villa del Ferlaro e il passaggio nel centro di Carrara. Grande spazio è stato dato quest’anno agli impegnativi tratti montani con un nuovo percorso tra le tortuose e boscose strade della Garfagnana, tra le bianche cave di marmo delle Apuane e sullo spettacolare Passo del Vestito.

La gara si è chiusa come sempre a Reggio Emilia, ma per la prima volta il Trofeo Tricolore si è disputato nel cuore della città, culla della bandiera italiana.

Sempre in crescita gli stranieri che approfittano della manifestazione per visitare l’Italia e che quest’anno rappresentano l’80% degli iscritti, collocando così Terre di Canossa come la gara Italiana con la percentuale più alta di stranieri. 

“Le protagoniste” della gara

Tra le moderne Ferrari del Tributo al Cavallino Rampante e le auto più antiche in gara, sono sfilati sul percorso Terre di Canossa, oltre 90 anni di storia dell'automobile.

Vogliamo citare, tra tutti i gioielli a quattro ruote presenti in gara, alcune vetture peculiari. Tra le auto più vecchie, una Amilcar CGSS del 1926, una Bugatti Type 40 del 1927, una Bugatti Type 37°, un’Alfa Romeo 6C 1500 SS e una Om 665 Superba S del 1928. Del resto sono state molte le auto preziose che hanno partecipato a questa edizione del al Terre di Canossa 2019. Ricordiamo anche la Triumph TR3 A guidata dal Senatore Filippo Berselli del 1958, che venne utilizzata nelle riprese del famoso film “La Dolce Vita”. E poi molti altri rari esemplari…

Una menzione speciale va fatta anche agli agguerriti concorrenti che, sfidando meteo, kilometri e difficoltà, hanno voluto rendere ancor più unica questa edizione guidando le loro storiche auto su strada direttamente da tutta Europa… Questi sono i Gentlemen Drivers del Terre di Canossa! 

Un’edizione ‘tecnologica’

Terre di Canossa ha utilizzato anche quest’anno la piattaforma Racelink, la prima soluzione per il monitoraggio satellitare dedicata alle competizioni automobilistiche su strada, utilizzata nel corso degli anni dalle più importanti manifestazioni del settore e ora rinnovata con un sistema di smartphone e un software dedicato davvero performante sia per la direzione gara che per gli equipaggi.

"Mantenere una leadership tecnologica è per noi essenziale per offrire servizi sempre nuovi ai nostri clienti - afferma Luigi Orlandini, fondatore e CEO di Canossa Events - per questo sin dallo scorso anno abbiamo avviato un percorso di riprogettazione completa della piattaforma, che posso dire ora è davvero performante e continuamente aggiornata. Ancora una volta è infatti concepita tenendo presenti soprattutto le esigenze dei tanti nostri clienti stranieri che vengono con le proprie belle auto a godere delle bellezze del nostro meraviglioso Paese. Altro importante aspetto sempre presente nei nostri obiettivi è la sicurezza: Racelink consente infatti alla nostra Centrale Operativa di monitorare continuamente la posizione delle auto partecipanti e dei mezzi di servizio, riducendo drasticamente i tempi di intervento e la precisione dei soccorsi in caso di necessità. Inoltre è possibile in ogni momento comunicare con tutti i partecipanti in gara fornendo le informazioni necessarie alla svolgimento. Quest’anno ad esempio è stato fondamentale poter comunicare in tempo reale dando aggiornamenti precisi sui percorsi e sulle improvvise modifiche del meteo…. Il Passo del Cerreto con la neve è stata un’ottima sfida per tutti. E anche questa volta, come già anni fa, tutta la piattaforma è stata sviluppata da Italiani, in Italia". Sicurezza e innovazione: temi di cui tanto si parla, per Canossa Events sono punti di forza, parte integrante del “DNA” aziendale. 

Un’edizione ‘rosa’

Un numero in particolare spicca su tutti: quasi il 40% dei partecipanti sono donne, e senza bisogno di “quote rosa”! Terre di Canossa realizza infatti il sogno di essere allo stesso tempo una gara impegnativa e un’occasione di piacevole turismo, apprezzata sia dai più agguerriti piloti, sia da chi è in cerca di una vacanza un po’ speciale. 

Un’edizione ‘verde’

Confermata l’attenzione all’ambiente da parte dell’organizzazione, che anche quest’anno ha adottato volontariamente il protocollo CarbonZero e compenserà completamente le emissioni residue di CO2 mediante piantumazione di nuovi alberi nell’Appennino Tosco-Emiliano. Il Terre di Canossa si riconferma l’unico evento del settore a ‘emissioni zero’. 

I commenti ‘a caldo’

“Il Terre di Canossa si è ormai stabilmente affermato come un evento di riferimento tra le grandi gare di regolarità nel mondo e come un punto di ritrovo per gli appassionati del settore”, afferma Luigi Orlandini, presidente della Scuderia Tricolore e visionario fondatore di Canossa Events. “E’ un piacere sentire i partecipanti dire: “Ci rivediamo a Canossa!”. Un successo dovuto soprattutto all’entusiasmo sincero dei partecipanti e alla passione dell’affiatato team che ogni anno, per 12 mesi, lavora sodo per costruire un evento sempre più bello. Per quanto riguarda l’accoglienza, Terre di Canossa è certamente la punta di diamante nel calendario della regolarità.

Il nostro obiettivo è offrire a chi partecipa una gara impegnativa sul piano tecnico, ma allo stesso tempo anche un’esperienza memorabile, capace di regalare emozioni anche nei momenti conviviali, studiando al meglio l’equilibrio tra i tempi della gara e quelli del relax. Ovviamente tutto questo è possibile grazie all’entusiasmo degli equipaggi, a un team unico e al coinvolgimento di partner d'eccellenza come Ruote da Sogno e Lavor. Ingredienti questi che, ogni anno, rendono speciale il Terre di Canossa”.

Il Presidente Luigi Orlandini, a nome di tutta l’organizzazione, ringrazia inoltre di cuore tutti coloro che hanno reso possibile il successo dell’evento: in primo luogo i partecipanti, e poi tutte le città che hanno ospitato il passaggio della manifestazione, gli ufficiali di gara della CSAI e tutti i collaboratori, senza il cui supporto tutto questo non sarebbe stato possibile.

Un ringraziamento infine alla Polizia Stradale, il cui prezioso supporto è stato riconosciuto anche dai partecipanti che durante le premiazioni hanno accolto gli agenti della scorta con una lunghissima “standing ovation”.

Il percorso e il programma

La lunga opera di ricerca e le tante ricognizioni hanno portato a tracciare un percorso come sempre nuovo e vario, lungo strade panoramiche e ogni paesaggio tipico dell'Italia, dalla pianura fino al mare, attraverso verdi colline e spettacolari montagne.

La bellezza dell’Italia è infatti lo scenario che tradizionalmente accompagna le splendide “opere d’arte a quattro ruote” del Gran Premio Terre di Canossa. 

Il resoconto giorno per giorno

Giovedì 11 aprile: verifiche e serata di gala

Nel cuore del fasto liberty di Salsomaggiore Terme, la nona edizione del Gran Premio Terre di Canossa ha acceso i motori. Molte le auto storiche esposte nelle vie centrali della città e davanti alle Terme Berzieri. Mentre i piloti verificano le auto e registrano gli strumenti, il pubblico ammira e commenta le vetture in gara. Fulcro della serata è il Palazzo dei Congressi, gioiello liberty inaugurato nel 1901 come Grand Hotel des Thermes. Il benvenuto ufficiale è dato dal presidente della Scuderia Tricolore Lugi Orlandini che accoglie con calore tutti i partecipanti e le molte autorità presenti in sala. Un ringraziamento speciale va al comune che ha accolto questa nuova edizione e alla polizia stradale, come sempre presente per scortare gli equipaggi in sicurezza. Dopo i saluti e il briefing piloti nella Sala delle Cariatidi, la cena si svolge nella spettacolare cornice del Salone Moresco, voluto nel 1925 come salone delle feste e che ricorda nello stile la sensualità misteriosa dell’Alhambra. Non a caso fu scelto dal regista Bernardo Bertolucci per girare alcune scene del film premio oscar “L’Ultimo Imperatore”.

La cena, come da tradizione, è stata firmata dallo chef Massimo Spigaroli, premiato con la Stella Michelin. 

Day 1: Venerdì 12 aprile

Prima tappa: da Salsomaggiore Terme a Massa

Sotto un cielo nuvoloso, ma non minaccioso e tra ali di folla, parte la prima tappa del Terre di Canossa.

Dalle 9.30 la piazza Berzieri di Salsomaggiore Terme si anima con la voce del presentatore dell’evento che illustra le macchine al pubblico riunito. Tante persone in piazza a salutare i partecipanti al rally e molti i bambini delle scuole che, sventolando il tricolore, dettano il ritmo della partenza.

Alle 10 in punto il via alla prima auto che passa sotto l’arco in direzione dell’autodromo Riccardo Paletti di Varano dove si svolge il primo gruppo di prove speciali della giornata.

I tornanti del passo della Cisa accolgono gli equipaggi in gara con un verde da inizio primavera e con un percorso ricco di fascino e di curve a gomito. I piloti hanno la possibilità di sfidarsi interpretando il tracciato in base alle prestazioni dell’auto e alla loro abilità, pianificano le strategie per la gara.

La sosta vede le auto schierate nell’immenso parco sul giardino all’inglese dinnanzi alla Villa del Ferlaro, uno splendido edificio del 1808 dall’inconfondibile profilo neoclassico parmense.

Ci si rilassa, si ritarano gli strumenti e poi di nuovo via, sulle strade dell’appennino verso Berceto e Borgo Val di Taro, che come sempre accoglie con calore il Terre di Canossa aprendo il centro storico e offrendo la tipica ospitalità a base di sorrisi e “amor”.

Si svalica poi attraverso il panoramico Passo della Cappelletta, teatro di altre prove a cronometro, con le sue inconfondibili pale eoliche e le sue spettacolari e impegnative curve a gomito.

Il paesaggio cromatico è surreale: si passa dal bianco e dai grigi delle nuvole al marrone della terra e al verde dei prati sconfinati. Ogni curva è uno scorcio su un territorio magico e il sole accende i riflettori sulle carrozzerie lucenti, invitando ad aprire le capotte.

L’arrivo di tappa è al tramonto nella bellissima Piazza degli Aranci a Massa, dove le auto vengono presentate al pubblico e salutate dai rappresentanti del comune e si schierano per farsi ammirare.

La città, dominata dallo splendido profilo del Castello Malaspina, accoglie poi i partecipanti per la cena nelle sale del Palazzo Ducale, detto anche Palazzo Rosso per volere di Teresa Panfili, nipote del Papa Innocenzo X che lo fece dipingere con i colori pontifici: rosso e bianco. Significativo lo stupore dei partecipanti che, entrati nel chiostro del palazzo per l’aperitivo, rimanevano folgorati dalla bellezza della Grotta del Nettuno, piccola perla incastonata nel cuore dell’edificio e progettata da Alessandro Bergamini.

Durante tutta la giornata la sfida per il podio è stata sempre accesa e i gli aspiranti ai primi tre gradini hanno gareggiato a suon di centesimi di secondo. Alla fine della prima tappa, dopo l’ultimo gruppo di prove della Cappelletta, la classifica è così composta: l’equipaggio argentino numero 7 Tonconogy-Ruffini è al primo posto, seguito dall’equipaggio 3: Vesco-Guerini e dall’equipaggio 19, Passanante-Pisciotta. 

Day 2: Sabato 13 aprile

Le città d’arte della Toscana: Pisa, Lucca, Carrara e Forte dei Marmi

La seconda tappa del Terre di Canossa parte con il sole dall’anello di Piazzale Marconi a Forte dei Marmi, la città di mare preferita da Gabriele D’Annunzio.

Molti i sorrisi, le battute tra gli equipaggi e le previsioni sulla variazione delle posizioni in classifica.

Il via alla prima vettura viene dato alle 9.15 e le auto partono verso le città d’arte della Toscana.

Prima tappa a Pisa, che accoglie le vetture con gli spettacolari lungarni e poi nel centro storico per il doveroso passaggio nella suggestiva Piazza dei Cavalieri, sede della prestigiosa università “Scuola Normale” e per il passaggio sotto l’arco dell’edificio intitolato al Conte Ugolino di memoria dantesca.

Un saluto alla torre pendente più famosa del mondo che sembra inchinarsi al passaggio delle “vecchie signore” e poi via, per un gruppo di prove a cronometro spettacolari tra gli ulivi, in una stradina che sembra disegnata apposta per immergersi nello splendido paesaggio toscano.

E’ poi la volta di Lucca ad accogliere gli equipaggi nelle vie del centro gremite di gente che applaude e fotografa il “museo a quattro ruote”. Si passa Piazza Anfiteatro, la chiesa di San Michele e poi Lucca si schiude in una splendida Piazza Napoleone con gli sbandieratori che fanno da cornice alle auto schierate.

Una breve sosta per dare la possibilità al pubblico di riprendere lo spettacolo e poi l’attesa passeggiata sulle antiche mura, patrimonio dell’UNESCO, che si trasformano come da tradizione in una perfetta passerella di eleganza.


La prua viene diretta verso le montagne della Garfagnana e le auto, scortate come sempre magistralmente dalla polizia stradale, affrontano le curve in sicurezza.

Un passaggio a fianco del Ponte del Diavolo e poi il meritato pranzo tra le verdi colline di Barga.

Si riparte verso Castelnuovo Garfagnana con un pittoresco passaggio nell’antico borgo medioevale e poi, attraverso il Passo del Vestito e Isola Santa si percorrono traiettorie curvilinee, sfidanti tornanti, gallerie scavate al vivo nella roccia, immersi prima nelle nuvole e poi lanciati verso la pianura con uno sguardo che spazia a 360° fino alla piana di Carrara, al mare e alle isole del Golfo dei Poeti.

Sullo sfondo le bianche Alpi Apuane che fanno da cornice prima di giungere nel centro storico di Carrara che quest’anno apre per la prima volta le porte agli equipaggi che hanno così il piacere di visitare la città nota nel mondo per i bianchi marmi che hanno dato vita alle più belle opere di Michelangelo. Si sfila in Piazza Alberica, accolti dalla calda accoglienza del pubblico e del comune, che delizia gli ospiti con il tipico lardo di Colonnata e offre un cadeau in marmo creato appositamente per l’evento. L’Italia si riconferma così non solo il “Bel Paese”, ma anche il Paese dell’accoglienza più calorosa.

L’arrivo di tappa è nel cuore della Versilia, con lo sfidante Trofeo Forte dei Marmi nell’anello di Piazza Marconi.

Il tempo per cambiarsi e poi si gode la serata più glamour del Terre di Canossa: l’atteso beach party al Bambaissa Beach Club che delizia tutti con un tramonto da favola e una nottata tra musica e champagne in riva al mare.

La classifica è sempre più combattuta tra i primi equipaggi che si sfidano una prova dopo l’altra, superandosi più volte vicendevolmente. A fine giornata, il podio è così composto: primo è l’equipaggio numero 3, Vesco-Guerini, seguito dall’equipaggio numero 7 Tonconogy-Ruffini e dall’equipaggio numero 1 Giacoppo-Grillone Tecioiu. 

Domenica 14: Da Forte dei Marmi a Reggio Emilia

La partenza dell’ultima tappa è stata data alle 9 dall’anello di Pazza Marconi a Forte dei Marmi.

Sfidanti le previsioni meteo che danno neve sul Passo del Cerreto, e così le vetture vengono suddivise in gruppi e scortate a vista dagli angeli della stradale.

Gli equipaggi salutano il mare della Versilia per dirigersi verso Sarzana e il suo centro storico di pianta medievale identificata in particolare dall’antica Cittadella e dalla Fortezza di Firmafede eretta dal Lorenzo il Magnifico. Un passaggio nel centro per un breve coffe break e poi via, verso la sfida del Passo del Cerreto con i suoi 1261 metri di altezza incredibilmente ammantato di bianco in questo tardivo scorcio di inverno. Ma questo è il Terre di Canossa: la primavera sboccia e si alterna al sole estivo e alla neve dell’inverno appena passato.

Si giunge infine a Reggio Emilia, dove a partire dalle 13 gli equipaggi sfilano in Piazza della Vittoria e vengono presentati al pubblico, sfidandosi poi in Piazza del Duomo per il “Trofeo Tricolore”.

Il pranzo conclusivo e la Cerimonia di Premiazione si svolgono presso la sede di Ruote da Sogno, main partner dell’evento insieme a Lavor. 

E’ possibile scaricare una selezione di foto dal seguente link che verrà aggiornato giornalmente:

https://www.dropbox.com/sh/7nrqna848re4e8i/AAAiLIAiD8rVp3jLQCXIFmv_a?dl=0

 


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