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Cronaca

Marco Simonetti, il dentista della... porta accanto

domenica, 14 luglio 2019, 15:06

di aldo grandi

Dottor Simonetti è appena tornato da un convegno internazionale tenutosi a Modena presso il museo Enzo Ferrari sull'estetica dentale. Può spiegarci, alle soglie del ventunesimo secolo, che cosa si intende per
estetica dentale?

Il congresso a cui ho partecipato lo scorso fine settimana è stato un evento straordinario. Erano riuniti i maggiori esponenti a livello mondiale dell’odontoiatria ricostruttiva estetica in una cornice, il museo Ferrari di Modena, degna di tutto il nostro stile ed ingegno italiano. La parola estetica deriva dal greco e significa percepire una sensazione. Per me questa sensazione a livello odontoiatrico significa naturalezza. Da quindici anni il modo di lavorare del dentista è cambiato tantissimo e la ricerca dei materiali e di tecnologie sempre più avanzate ha portato ad una evoluzione incredibile dei risultati che possiamo ottenere. Oggi un professionista aggiornato ha a disposizione computer che lo supportano nella previsione, progettazione e realizzazione del lavoro che sta eseguendo. Impronte digitalizzate (non più paste siliconiche o similari), software dedicati, e fresatori (stampanti 3D) ci permettono di ottenere restauri che fino a poco tempo fa erano impensabili.

Marco Simonetti come può definirsi professionalmente? Un medico dentista o qualcosa di più ampio e significativo?

Medico dentista mi piace molto. L’odontoiatria oggi però ricopre tante ultra-specializzazioni. All’interno dello studio mi occupo principalmente di odontoiatria ricostruttiva estetica. Si intende cioè quella branca che si pratica per restaurare e ridare una integrità anatomico, funzionale ed anche naturale a tessuti dentali andati danneggiati per carie, traumatismi o problemi parodontali. Dalla ricostruzione diretta di un dente singolo, alla corona in materiale ceramico, a riabilitazioni complete di entrambe le arcate di tutta la bocca. Provengo da una famiglia di artisti, mio papà e mio nonno erano scultori, qualche gene mi deve essere stato tramandato. Mi piace pensarmi un po’ artista/artigiano del dente. Spesso utilizzo spatoline e pennelli che mi ricordano molto il loro lavoro.

Lei è il titolare del centro medico-dentistico Santa Apollonia di Porcari. Si tratta, per la nostra realtà, di una sorta di eccellenza. In che cosa consiste l'attività a 360° dello studio?

All’interno dello studio ci occupiamo di tutte le branche dell’odontoiatria. Ho sempre pensato che la multidisciplinarietà nella nostra professione fosse la chiave di volta per ottenere risultati eccellenti e duraturi da poter offrire ai pazienti. Ecco quindi che la nostra squadra è composta da tanti colleghi, ognuno dei quali si occupa della propria specializzazione. Ortodonzia dell’adulto e del bambino, pedodonzia, conservativa ed endodonzia, chirurgia, implantologia, protesi fissa e mobile, cosmesi dentale, igiene. Ogni professionista può cosi essere sempre aggiornato ed avere a disposizione gli ultimi materiali e le ultime tecnologie specifiche per la propria branca. Da qualche anno, grazie alla Dott.ssa Sommariva abbiamo anche sviluppato una vera e propria Clinica del Sonno che si occupa, con esperti del settore, di risolvere le problematiche legate alle apnee ostruttive del sonno.

Sia sincero: l'estetica dentale è un dono di natura o una obiettivo da perseguire ed, eventualmente, da raggiungere?

Come dicevo prima, per me estetica equivale a naturalezza. E’ chiaro poi che c’è una oggettività ed una soggettività dell’ estetica. Un bel sorriso è sempre un ottimo biglietto da visita. Oggi possiamo intervenire per ottenere risultati eccellenti in tantissimi modi. Dal semplice sbiancamento dentale professionale, ad ortodonzia invisibile con mascherine trasparenti, attacchi linguali o in ceramica, a faccette in ceramica con materiali di ultima generazione, precisissime e resistenti.

Una volta e anche fino a poco tempo fa si andava dal dentista quando si sentiva male a un dente. Oggi l'accezione è molto, ma molto più vasta. Quando è che si può e quando, invece, si deve andare dal medico che si occupa di curare la bocca?

Dal medico dentista come da altri medici specialisti, sarebbe bene andare periodicamente per effettuare i controlli di routine. Spesso, anche a causa di un retaggio culturale antico, ci andiamo solo quando avvertiamo dolore o comunque abbiamo un problema. Oggi fortunatamente questa mentalità sta cambiando. I bambini dai 5 anni in su dovrebbero fare un controllo e cominciare cosi tutte le manovre di prevenzione. Gli adulti devono eseguire una igiene professionale ogni 6/8 mesi, cosi da poter mantenere sana la propria integrità dentale o eventualmente scoprire precocemente ogni tipo di problema.

32 denti ci hanno sempre insegnato. Secondo lei sono tutti egualmente importanti?, ossia, hanno tutti una funzione specifica?

32 compresi i famigerati denti del giudizio. Certo che sono tutti importanti: ognuno ha la propria funzione specifica ed il mantenimento o il ripristino della propria integrità è fondamentale non solo per l’estetica ma soprattutto per la funzione masticatoria, spesso sottovalutata e causa di problematiche articolari e digestive.

Ci hanno parlato, sin da piccoli, dei cosiddetti denti del giudizio. Esistono ancora?

Il terzo molare o dente del giudizio è l’ultimo ad arrivare, tra i 18 e i 24 anni, e spesso causa problemi. Le nostre bocche, nella evoluzione della specie, stanno diventando sempre più piccole e questo dente incontra difficolta nella sua eruzione a causa della mancanza di spazio. Non possiamo però generalizzare. Ogni caso è specifico e va visionato accuratamente.

Lei sa meglio di noi che intorno alla cura dei denti ruota un giro di affari notevole. E ci riferiamo, soprattutto, al di là degli interventi chirurgici, a tutti quei prodotti che dovrebbero conservare, migliorare, proteggere l'integrità del sorriso. Ma a voler essere concreti e onesti, che cosa serve dottor Simonetti e che cosa basta per possedere un sorriso smagliante e una bocca sana? 

Come dicevo prima la prevenzione riveste il ruolo fondamentale per il mantenimento della salute dentale. Prevenzione domiciliare, lavarsi accuratamente 3 volte al giorno, e prevenzione professionale, con igiene periodica e controlli specialistici. Quasi tutte le patologie odontoiatriche sono su base batterica: placca e tartaro.

Sfatiamo un mito: il colluttorio fa male o bene alle gengive? 

Sicuramente è un ausilio alla pulizia della bocca. Ne esistono poi di specifici ad esempio disinfettanti o antinfiammatori.

Lei ha due figli. Come li ha cresciuti sotto il profilo della prevenzione odontoiatrica? 

Igiene domiciliare, fluoroprofilassi, controlli periodici, cioè tutto ciò che da sempre professo ai miei pazienti. Poi entrambi per un periodo hanno eseguito una terapia ortodontica con la Dott.ssa Sommariva, mia bravissima collaboratrice da sempre.

Da quando lei andava al liceo e all'università, come e quanto è cambiata la professione del dentista?

Tantissimo! Fino a quando frequentavo l’università l’odontoiatria era rimasta più o meno quella di 100 anni fa. Poi c’è stata una impennata. La ricerca dei materiali e delle tecnologie hanno portato ad una evoluzione incredibile. I pazienti sono sempre più informati, attenti ed esigenti. Questo è molto positivo perché ha creato anche una bella selezione. Oggi, fortunatamente, bisogna essere preparati, aggiornati ed avere a disposizione le avanguardie tecnologiche per poter offrire terapie eccellenti e durature.

Una volta si associava automaticamente il dentista al dolore. Oggi del dolore non si parla quasi più. Cosa è successo? Avete esorcizzato un mostro?

Fortunatamente il dolore dal dentista oggi non esiste più! Gli anestetici locali ci permettono di eseguire le nostre terapie, anche le più complesse od invasive, in assoluta tranquillità, sia per l’operatore che per il paziente.

Tornasse indietro farebbe ancora questo mestiere?

Già dalla seconda media volevo fare il dentista… sono sempre stato molto determinato nelle mie cose. Rifarei 100 volte il mio mestiere. Lo adoro!

 

 


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