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Cronaca

Monsignor Giulietti, mezzanotte di fuoco

venerdì, 13 settembre 2019, 18:40

di aldo grandi

Dicono che, appena arrivato a Lucca e durante un incontro in una scuola, interrogato da una bambina celiaca che gli aveva chiesto se anche i bimbi come lei avrebbero potuto prendere l'ostia fatta apposta per celiaci, monsignor Paolo Giulietti, vescovo di Lucca e apostolo dell'Imam Bergoglio, abbia risposto: "No, costa troppo". Davvero un tipo tosto il Giulietti, che ribadisce il Neue Kurs della Chiesa lucchese. Dopo aver annunciato di voler portare avanti la teoria e la pratica dell'accorpamento delle parrocchie con tanti saluti a chi accorparsi non può per ragioni di varia natura, eccolo, adesso, a poche ore dall'inizio della Luminara, inviare a tutte le testate una breve mail con cui informiamo gli organi di stampa locali che in occasione della Festa della S. Croce non è previsto l’invio sia del discorso dell’arcivescovo al termine della Luminara (stasera) sia dell’Omelia del Solenne Pontificale di domani 14 settembre (ore 10.30 in Cattedrale) Festa della santa Croce. Chi desidera apprendere i contenuti espressi dall’arcivescovo S.E. Mons. Paolo Giulietti è invitato a partecipare ai due momenti liturgici.

Grande Giulietti, questa volta non possiamo non dargli ragione. Eravamo, infatti, abituati troppo bene dai suoi predecessori. Ci spedivano la copia del discorso e dell'omelìa e tutti noi o quasi evitavamo accuratamente di inoltrarci per i meandri della città e di S. Martino per ascoltare la parola di dio. Peccato, soprattutto, per i quotidiani cartacei, che non potendo restare aperti all'inifinito, faticheranno un po' più del dovuto per raccontare ciò che sarà detto.

Noi, caro monsignor Giulietti, riteniamo giusta la sua decisione. Chi vuole sapere, che ascolti dal vivo. Troppo comodo stare seduti al Pc e ricevere tutto senza fatica.

Chi scrive farà seguire, come è giusto e rispettoso verso i molti fedeli, ciò che lei, questa sera, dirà sperando che, almeno questa volta, non ci infili, magari cogliendo l'occasione della presenza di tanti lucchesi nel mondo, il solito discorso a favore delle frontiere e dei porti aperti, quando se c'è qualcuno che i portoni e i muri ben chiusi e invalicabili è proprio la sua Città del Vaticano divenuta, ormai, una ong buona per tutti i gusti (financo sessuali), per tutte le età, per tutti i colori e per tutte le religioni.

Quando, però, al sottoscritto, eviterà di seguire il suo discorso così come non ascolterà, domattina, l'omelìa dell'Imam a lei tanto caro. 

Una volta, caro Giulietti, la differenza tra chi credeva e chi, come noi, molto meno o, addirittura, niente, stava proprio nella fede ossia nell'essere convinti di tutto ciò che, apparentemente e al vaglio della ragione, sembrava inconciliabile. Oggi, non c'è più alcuna differenza perché non c'è più la necessità di credere e di avere fede per essere cattolici e andare d'accordo con la Chiesa attuale, più somigliante a una associazione di volontariato che non ad una entità sacrale.

Lei ci è apparso, nella nostra intervista, molto pragmatico e, ci perdoni la parola, laico, diremmo, quasi, un 'gesuita' perfetto, a suo agio tra le cose politiche e non della società secolare. Non l'abbiamo mai sentita prendere posizione contro alcuni dei veri mali del nostro tempo, mai difendere i dogmi della Chiesa, nemmeno quelli che, una volta, venivano visti con il fumo negli occhi da coloro che, oggi, vi stendono tappeti rossi. Sapete soltanto parlare di accoglienza indiscriminata e senza limiti e accusare chiunque non sia d'accordo di avere paura, una paura, a vostro avviso, ingiustificata. Ma non è paura, è consapevolezza. 

Comunque sia prendiamo atto che abbiamo di fronte un vescovo con gli attributi e vediamo già che numerosi colleghi, come accade sempre con chi detiene il potere qualunque esso sia, si guardano bene dal contestare, ma si sdraiano supini al servizio dei potenti. Quanto a noi, continueremo a dire che questa Chiesa e questo papa stanno conducendo i cattolici al macello e la peggior cosa è che quelli, i cattolici, non se ne rendono conto.

P.S. Ci saluti i componenti di questa amministrazione comunale, sindaco in testa. Incredibile che oggi, anno di (dis)grazia 2019, i più fedeli sostenitori della Chiesa siano proprio gli ex marxisti e coloro che, una volta, la religione consideravano alla stregua dell'oppio dei popoli o quasi. Il mondo, caro arcivescovo, va davvero alla rovescia e i nemici di ieri sono diventati, improvvisamente e dio sa quanto interessati, i (falsi) amici di oggi.

 

 


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