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Cronaca

G5 a Lucca, non è un summit, ma una sventura: petizione dei lucchesi contro la sperimentazione

lunedì, 21 ottobre 2019, 20:23

Con una petizione trasmessa al sindaco un gruppo di cittadini lucchesi ha chiesto spiegazioni a Tambellini in merito all’attivazione a Lucca in via sperimentale della rete Internet di quinta generazione, meglio nota come 5G, nell’ambito di un progetto europeo che coinvolge anche le città di Bristol e di Barcellona, finanziato a giugno 2017 tramite il programma Horizon 2020 e sarà realizzato da una partnership di aziende leader fra cui Italtel, H3G, Nec, Rai.

Lucca infatti, come si legge in una nota sul sito del Comune, è stata scelta come città campione europea ideale, capace di rappresentare le circa 1400 città dell’Unione europea che contano fra 40mila e 200mila abitanti, per il centro storico medievale, per le esigenze di decoro urbano e rispetto dei vincoli architettonici e ambientali, per l’esistenza di manifestazioni che attirano, in determinati periodi dell’anno, decine di migliaia di persone; quindi problematiche simili e soluzioni possibili da applicare in tutto il continente.

Le perplessità nascono però dal fatto che l’avvio del 5G, o internet delle cose, che consentirà una diffusione velocissima di dati e di contenuti multimediali, non è ad oggi supportato da adeguata documentazione che dimostri che le micro onde di cui si avvale tale tecnologia non siano nocive per l’uomo o per l’ambiente. Al momento sono disponibili infatti solo studi scientifici commissionati e finanziati dai grandi operatori di telefonia.

Per queste ragioni in numerose città d’Europa e italiane (tra cui Bruxelles, e, in Italia, tra gli altri, Pompu, Segariu, Noragugume, Cogne, Ricaldone, Solonghello e Scanzano Jonico) la sperimentazione è stata sospesa, bloccata o vietata sino a che nuovi studi indipendenti dimostrino in modo scientifico la non nocività del 5G.

A Lucca invece la sperimentazione è stata attivata in sordina, anche se esiste da tempo una pagina Facebook che denuncia i possibili rischi del 5G (stop 5G a Lucca), fino alla petizione presentata al Sindaco in questi giorni, in cui viene chiesto al primo cittadino se sia adeguatamente informato dei gravi possibili rischi a cui potenzialmente potrebbe aver esposto la cittadinanza, di esibire gli studi scientifici sulla cui base ha assunto la decisione di rendere i lucchesi delle cavie, per di più inconsapevoli. Nella petizione infatti viene fatto notare come una simile scelta avrebbe dovuto essere preceduta da un ampio dibattito a cui avrebbe dovuto essere invitata tutta la cittadinanza e che invece è mancato.

La discussione sul 5G e sui possibili danni da esso derivanti è approdata di recente anche in Parlamento e il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) ha intrapreso sul tema una vera e propria battaglia. Il presidente Carlo Rienzi sottolinea infatti come "Allo stato attuale le evidenze scientifiche non sono in grado di assicurare con assoluta certezza l’assenza di rischi suo fronte sanitario per i cittadini. In tali situazioni si applica quindi il principio di precauzione che pone come interesse primario la tutela della popolazione, anche perché i sindaci sarebbero i primi soggetti chiamati a rispondere di eventuali danni prodotti da strutture tecnologiche autorizzate dalle amministrazioni".

Le stesse motivazioni di tutela di salute pubblica sono espresse anche nell’ordinanza n. 27 emessa il 9.08.2019 dal Sindaco di Torreglia con cui le compagnie telefoniche Iliad Italia S.p.A. e Wind S.p.a. sono state diffidate dall’intraprendere qualunque attività di installazione di tecnologie 5G sino all’ intervenuta emissione del parere sanitario sull’ a sicurezza delle esposizioni elettromagnetiche da parte dell’Istituto Superiore della Sanità e dell’INAL ed è stato loro ordinato di sospendere immediatamente la sperimentazione o diffusione del 5G sul territorio comunale in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer, applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea, prendendo in riferimento i dati scientifici più aggiornati, indipendenti da legami con l’industria e già disponibili sugli effetti delle radiofrequenze, estremamente pericolose per la salute dell’uomo.

Nelle premesse dell’ordinanza si legge ancora che “il 5G si basa su microonde a radiofrequenze più elevate dei precedenti standard tecnologici, anche dette onde millimetriche, che comportano due implicazioni principali: maggiore energia trasferita ai mezzi in cui le radiofrequenze vengono assorbite (in particolare i tessuti umani) e minore penetrazione nelle strutture solide, per cui vi è la necessita di un maggior numero di ripetitori (a parità di potenza) per garantire il servizio; le radiofrequenze del 5G in quanto inesplorate, mancando qualsiasi studio preliminare sulla valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivabile da una massiccia, multipla e cumulativa installazione di milioni di nuove antenne che, inevitabilmente, andranno a sommarsi alle decine di miglia di Stazioni Radio Base ancora operative per gli standard tecnologici di comunicazione senza fili 2G, 3G, 4G, oltre alle migliaia di ripetitori Wi-Fi attivi; il documento pubblicato nel 2019 dal Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Commissione europea, affermando come il “5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche” ha evidenziato un chiaro segnale agli Stati membri, soprattutto all’Italia, sui pericoli socio-sanitari derivabili dall’attivazione ubiquitaria del 5G (che rileva gravissime criticità, in parte sconosciute sui problemi di salute e sicurezza dati) confermando l’urgente necessità di un intervento normativo nei riguardi della diffusione di tale nuova tecnologia 5G; nel marzo 2018, inoltre, sono stati diffusi i primi risultati dello studio condotto in Italia dall’Istituto Ramazzini di Bologna (Centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni), che ha considerato esposizioni alle radiofrequenze della telefonia mobile mille volte inferiori a quelle utilizzate nello studio sui telefoni cellulari del National Toxicologic Program, riscontrando gli stessi tipi di tumore. Infatti, sono emersi aumenti statisticamente significativi nell’incidenza degli schwannomi maligni, tumori rari delle cellule nervose del cuore, nei ratti maschi del gruppo esposto all’intensità di campo più alta, 50 V/m. Inoltre, gli studiosi hanno individuato un aumento dell’incidenza di altre lesioni, già riscontrate nello studio dell’NTP: iperplasia delle cellule di Schwann e gliomi maligni (tumori del cervello) alla dose più elevata”.

Senza scendere nell’allarmismo, nel complottismo e senza scadere nel qualunquismo, sarà interessante attendere la doverosa risposta del Sindaco di Lucca, anche considerato che l’amministrazione ha più volte vantato una grande sensibilità all’ambiente, approvando il 15 marzo scorso l’ordine del giorno Global climate strike for future e annunciando proprio oggi la strategia di sostenibilità ambientale 2030 in base alla quale gli arredi di scuole, uffici comunali e del teatro del Giglio dovranno essere ecosostenibili nell’ottica di una riduzione a zero delle emissioni locali nette sul territorio comunale entro il 2030.

 


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