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Cronaca

Vincenzo De Luca, la Star del Lockdown: sì, ma da 'na sega

domenica, 10 maggio 2020, 19:36

di antonello rivalsa

Ora che il lutto per le migliaia di morti, soprattutto tra i nostri vecchietti, si è attenuato, stiamo ritornando a interessarci dei bagni al mare, delle passeggiate sotto il sole, dei futuri pranzi al ristorante, del lavoro e dei soldi e se continua a morire qualche centinaio di persone al giorno ora è marginale.

E i politici, nell’attesa di decidere se far ripartire o meno il calcio, si giocano l’ennesima partita elettorale sul tema riaprire/non riaprire schierando le rispettive squadre. Casualmente tutte le Regioni governate dal centrodestra vogliono riaprire e tutte le Regioni governate dal centrosinistra sono molto prudenti.

Per la destra giocano in attacco Lombardia, Veneto, Bolzano, Liguria, Friuli, Calabria e per la sinistra Campania, Lazio, Puglia, Toscana con una collocazione in campo esattamente contraria alla diffusione del Coronavirus (escluso la Calabria), cioè dovrebbero scambiarsi le casacche.

E sempre nel delirio di questi mesi anche i lettori meno attenti avranno notato il Campione assoluto tra gli Amministratori locali nella lotta al Covid-19 tanto da essere battezzato dal Corriere della Sera come “Star del Lockdown”. Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Peraltro, e lo dico senza ironia, un signore che a 71 anni ha capito tutto di come funzionano le cose ai giorni nostri tanto da votarsi in tarda età anima e corpo alla politica via Facebook. Comunicazione, slogan e frasi ad effetto per conquistare la ribalta.

De Luca è stato eletto nel 2015 e qualche mese fa ha appreso, come molti, che il Pd voleva cedere il feudo campano al M5S non ricandidandolo alle elezioni regionali di quest’anno, ma la cosa non lo avrà lasciato sorpreso perché sa di non essere amato nel suo partito guidato da fighetti, sia perché è un po’ grezzotto e non abita ai Parioli, sia perché, quando è stato chiamato a incarichi nazionali, ha fatto parecchio casino. Diciamo che è sopportato.

E quando Vicienz ha sentito parlare del Coronavirus gli sarà sembrata la stella cometa arrivata apposta per guidarlo alla ricandidatura e alla rielezione e ha cominciato a invadere quotidianamente l’Italia, e Roma, con comunicati e dirette via Facebook tutti centrati sul Covid-19.

E a parte i toni folkloristici che ha sempre usato - lanciafiamme, buttare il sangue, occhiali color pannolino - non ci sarebbe stato nulla di male se una volta tanto un amministratore avesse dato segno di grande dedizione al lavoro. Ma il problema è che la star del lockdown ha combattuto e sta combattendo una solitaria battaglia contro il nulla e per se stesso, infatti la Campania, una regione di 5,8 milioni di abitanti:

  • è la quart’ultima Regione italiana per incidenza del Covid con 3,4 contagiati ogni 10.000, una malattia men che rara, e lo era anche nei mesi precedenti

  • ha da mesi una percentuale di nuovi positivi, in relazione ai tamponi effettuati, sempre intorno all’uno per cento e negli ultimi 15 giorni i valori sono stabili intorno allo 0 virgola qualcosa che la pone agli ultimissimi posti tra tutte le Regioni;

  • al 13 aprile (poi vi dico il perché della data) in tutta la Regione c’erano 80 persone ricoverate in terapia intensiva e oggi ce ne sono 26;

  • ha avuto in circa tre mesi 388 decessi per covid-19 con una incidenza di mortalità dello 0,7 ogni 10.000 abitanti contro il 14,8 della Lombardia

e questi dati sono stati giudicati dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Istat talmente confortanti da far inserire la Campania tra le regioni a Bassa Diffusione Covid-19.

In questo scenario tutto sommato molto moderato il Presidente ci ha comunicato che

(http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Reparto-Covid-19-costruito-in-30-ore-Napoli-time-lapse-risposta-di-Napoli-emergenza-71490c3b-f22e-4dc2-9576-96b88c3ffa1c.html#foto-1)

il 13 aprile ha fatto costruire a Napoli, in 30 ore, un nuovo reparto di terapia intensiva per Covid-19 da 72 posti letto. Ma la protezione Civile ci dice che in quel periodo c’erano 80 persone in terapia intensiva in tutta la Regione e con un trend in netto calo già da un mese. Il picco con 181 pazienti in terapia intensiva si era avuto il 24 marzo, picco mai più neanche sfiorato.

Avendo solo 80 persone in terapia intensiva in una Regione di 6 milioni di persone come la Campania con circa 18.000 posti letto e più di 500 posti in terapia intensiva nella normalità, che ci avrà fatto con quei 72 posti in più e senza malati?

Il tutto resta difficile da comprendere anche se devo dire che il filmato girato in time laps sulla costruzione del prefabbricato, che potete vedere al link di Rainews, pubblicato con il logo della Regione Campania, è molto bello e scenografico come uno spot pubblicitario.

Ancora meno comprensibile è come abbia potuto la Star del Lockdown, tra un lanciafiamme e un buttare il sangue, non accorgersi che la Sua Regione insieme con la Puglia sia l’ultima Regione d’Italia per tamponi fatti alla popolazione (1,90% in relazione alla popolazione), misura che a detta di tutti i medici ed esperti era la prima iniziativa di prevenzione e controllo da attuare a tutela della salute dei cittadini.

 


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