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Cronaca

Processo Cipollini, parla Marco Landucci: "Ho avuto e ho ancora paura per mia sorella Sabrina"

mercoledì, 15 luglio 2020, 15:26

di aldo grandi

E' ripreso questa mattina, poco prima delle 13, il processo, presso il tribunale di Lucca, che vede sul banco degli imputati l'ex campione del mondo di ciclismo Mario Cipollini accusato di violenza, maltrattamenti e minacce verso la ex moglie Sabrina Landucci. Il giudice Felicia Barbieri ha sentito le testimonianze di coloro i quali sono stati chiamati a deporre dall'avvocato di parte civile, la dottoressa Susanna Campione.

Il processo ha vissuto momenti di tensione e di intensità notevoli. Sia quando ha parlato Marco Landucci, ex portiere professionista ed attuale componente dello staff che affianca il tecnico Massimiliano Allegri, sia quando è stata chiamata sul banco dei testimoni la governante di casa Cipollini.

In particolare, in quest'ultimo caso, ci sono stati momenti imbarazzanti, visto che la testimone è caduta a più riprese in contraddizioni suscitando, addirittura, quattro "ammonizioni" con le quali è stata invitata a ricordare con attenzione ciò a cui aveva assistito. 

In aula anche i legali delle parti coinvolte, a cominciare dall'avvocato difensore dell'ex campione del mondo, Giuseppe Napoleone, all'avvocato della parte civile Susanna Campione, e al legale che assiste il compagno attuale di Sabrina Landucci, l'ex giocatore della Lucchese Silvio Giusti. 

Per Marco Landucci, classe 1964, ex portiere di Fiorentina, Inter, Brescia, Lucchese, nonché allenatore in seconda di Cagliari, Milan e Juventus, quella di oggi è stata la "prima" assoluta in un'aula di tribunale. Vestito con un abito blu, camicia bianca e mocassini carta da zucchero, ha fatto il suo ingresso nell'aula abbronzatissimo e molto determinato. Sedutosi sul banco dei testimoni, dopo aver sciorinato le proprie generalità, ha risposto pazientemente, ma senza indugi, alle domande dell'avvocato Campione, partendo da molto lontano, addirittura dal 1988, quando incontrò per la prima volta Mario Cipollini in occasione della nascita della primogenita, quando il campione di ciclismo era appena agli inizi della propria carriera e da poco fidanzato con la sorella Sabrina.

Landucci ha ammesso, senza esitazioni, di avere avuto paura, in passato, ma anche adesso, per la sorella, a causa delle reazioni improvvise ed incontrollate, oltre che incontrollabili, dell'ex cognato. Il fratello della parte lesa in questo processo ha spiegato come in più di una circostanza abbia tentato di condurre a più miti ragioni Cipollini, ma senza esserci, evidentemente, riuscito. Ha provato a farlo telefonicamente, una decina di anni fa, ottenendo, però, in cambio soltanto minacce e una frase di per sé emblematica: "Spello vivi te e la tua famiglia".

"Ho sempre avuto paura delle reazioni di Cipollini - ha detto Landucci - e anche ora. Quando gli si chiude la vena c'è poco da fare. Una volta, nel 1995, eravamo nella sua casa a San Giusto di Compito, io con la mia ex moglie e le bimbe, e Sabrina stava facendo step nel giardino di casa. All'improvviso, durante una discussione, perché lui aveva fatto tardi la sera precedente, si avventò verso mia sorella e le sferrò un calcio fortissimo su una gamba, facendole molto male. Un'altra volta, ricordo, stava venendo via dalla casa dei miei genitori, quando lui la fermò e cominciò a prendere a calci la carrozzeria della macchina".

A questo punto l'avvocato Campione gli ha domandato come mai non avesse mai denunciato questi episodi. Landucci le ha risposto: "Perché mi ha sempre detto che ci avrebbe pensato lei. Tutti noi eravamo preoccupati, mia mamma soprattutto. Lui le disse di andarsene di casa con le figlie perché si era innamorato e fidanzato con una soubrette, Magda Gomes, con la quale voleva andare a vivere nella villa di Monte San Quirico. Sabrina se ne andò dalla mamma, salvo poi andarsene di casa. Successivamente, dopo un breve ritorno, l'abbandonò definitivamente".

Marco Landucci ha concluso la sua deposizione raccontando che, dopo l'aggressione avvenuta all'interno della palestra di Sant'Alessio, ingaggiò una guardia del corpo per proteggere la sorella per la durata di due mesi. Alla domanda di quale fosse il rapporto tra Cipollini e le figlie, Landucci ha risposto che entrambe, conoscendo il carattere del padre, ne hanno sempre avuto timore. 

Prima di Landucci, era stato ascoltato Renato Malfatti, proprietario della palestra dove lavora Sabrina Landucci e dove sono avvenuti gli episodi oggetto del processo e di quello che vede come parte lesa l'attuale compagno di Sabrina, Silvio Giusti. "Sabrina Landucci lavora da 12 anni presso la mia attività ed è un punto di forza. E' una persona affidabile, precisa, ben voluta da tutti. Ci tengo a sottolineare questo aspetto. E, sia pure con riservatezza, ci siamo accorti che, in più di un'occasione, viveva momenti di paura. Il 6 gennaio 2017, quando avvenne l'aggressione nel corridoio della palestra, io arrivai solo nel pomeriggio, e quando la vidi mi resi conto che era stravolta. Aveva il segno visibile sul collo che lei aveva cercato di mascherare con un po' di trucco, ma che si vedeva nitidamente. Si sentiva in imbarazzo a parlarmi e io evitai di calcare la mano perché, ripeto, la vidi completamente stravolta". "Questa volta - disse - Mario hai esagerato aggredendomi sul posto di lavoro". Noi vedevamo che non era tranquilla, ma, trattandosi anche di una donna, ho evitato sempre di essere invadente. Solo successivamente, dopo l'aggressione e la denuncia, mi ha raccontato il clima di intimidazione nel quale era costretta a vivere".

L'avvocato Campione gli ha chiesto se conosceva Silvio Giusti, così come, prima, gli aveva chiesto se conosceva Mario Cipollini. Malfatti, ad entrambe le domande, ha risposto affermativamente, spiegando che l'ex campione del mondo, essendo un vip, frequentava la palestra a modo suo, senza pagare la quota: "E' un po' una consuetudine, per le palestre, avere ospiti campioni dello sport o personaggi vip, i quali beneficiano di un trattamento particolare. Ma mentre altri, magari, fanno il gesto simbolico di "saldare" la propria quota, Cipollini non se n'è mai preoccupato. Anzi. Ci sono stati alcuni episodi, un paio almeno, e uno di questi ha visto come protagonista mia cognata, nei quali Cipollini, fermato all'ingresso, e evidentemente non riconosciuto, alla richiesta di presentare o fare la tessera come tutti gli altri, si è inalberato arrabbiandosi perché, addirittura, non era stato riconosciuto".

E' stato chiesto, a proposito di Silvio Giusti, a Marco Landucci, per quale motivo, come lui stesso ha detto, Mario Cipollini non volesse che la ex moglie lo frequentasse, tantomeno che lo incontrassero le figlie. Landucci, dopo una iniziale incertezza, ha spiegato che Cipollini riteneva Silvio Giusti un elemento poco raccomandabile e non un buon esempio.

Eppure, le tre testimoni ascoltate a inizio dibattimento - Chiara Tofanelli, Josephine Giuliani e Letizia Del Bianco - hanno dipinto l'attuale compagno di Sabrina Landucci come una persona scevra da ogni comportamento, non solo aggressivo, ma anche reattivo di fronte alle minacce, alle offese ricevute in più occasioni dall'ex campione del mondo. Sembra che Cipollini abbia un debole per frantumare le ossa degli altri visto che sia a Marco Landucci, ma soprattutto a Silvio Giusti, glielo aveva promesso più volte. Proprio Chiara Tofanelli, allieva delle lezioni in piscina di Sabrina Landucci, ha raccontato l'episodio avvenuto nel parcheggio della palestra nel maggio 2017 quando, mentre stava parcheggiando la sua auto, ha sentito delle grida e ha udito, nitidamente, Cipollini minacciare Silvio Giusti: "Ti frantumo le ossa".

In un'altra circostanza, ha raccontato Josephine Giuliani, addetta al bar-caffetteria, Cipollini si avvicinò a Silvio Giusti, seduto al tavolo, che stava mangiando, e, dopo averlo apostrofato di stare attento, gli andò sul muso e gli disse: "Ti spacco tutto". In entrambe le circostanze, Silvio Giusti, sia pure, a quanto ricordano le testimoni, piuttosto impaurito, evitò accuratamente ogni tipo di reazione sia fisica che verbale per non esasperare Cipollini il quale, non ricevendo soddisfazione, se ne andò.

Attualmente, e da quel 6 gennaio 2017, Mario Cipollini, come ha spiegato Renato Malfatti, è stato allontanato dalla struttura di Sant'Alessio.

L'udienza è stata aggiornata al 18 novembre 2020.


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