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Cronaca

Le Idi di... Cipollini

sabato, 21 novembre 2020, 19:22

di aldo grandi

Il 22 marzo 2021 sarà l'ora di Mario Cipollini. Questa volta toccherà a lui essere interrogato dal giudice e dal pubblico ministero nell'ambito del processo a cui è attualmente sottoposto per le accuse rivoltegli dalla ex moglie Sabrina Cipollini e dal compagno di quest'ultima l'ex calciatore rossonero Silvio Giusti. L'udienza è stata aggiornata al termine di quella svoltasi mercoledì scorso all'ex Galli Tassi, il tribunale di Lucca, dove è stata ascoltata, come testimone a favore del padre, Gaia Giusti, 27 anni, la quale ha raccontato un episodio che l'aveva vista, suo malgrado, protagonista una sera mentre era a cena in un ristorante lucchese il 10 agosto 2015.

E' stata una udienza particolarmente ed emotivamente avvertita, quella che ha visto la deposizione della ragazza la quale, in più occasioni, è apparsa visibilmente provata. Nel processo che vede imputato Cipollini per lesioni personali e minacce, le cose si sono messe subito piuttosto male per l'ex campione anche a seguito della testimonianza della ex moglie e di quella del suo compagno. Parole dure e pesanti come pietre che hanno raccontato vicende dai contorni indubbiamente poco edificanti per un personaggio così in vista. Nel dibattimento Cipollini è assistito dall'avvocato Giuseppe Napoleone e dal collega Massimo Martini.

Ebbene, Gaia Giusti non ha avuto alcuna remora nel rievocare la sera del 10 agosto 2015 quando, insieme al fidanzato, era seduta nel dehors del ristorante Gosto e Mea di Borgo Giannotti. "Eravamo a cena - ha raccontato la giovane che, all'epoca, aveva appena 22 anni - quando dal locale ho visto uscire un'amica di Sabrina Cipollini con altre persone. Uscendo, hanno incrociato Mario Cipollini che stava arrivando con il suo cane. L'amica di Sabrina si è messa a parlare con Cipollini che le ha raccontato e io sentivo nitide le parole, la vicenda della foto che ritraeva mio padre con la figlia di Cipollini Lucrezia. L'amica di Sabrina, sapendo che c'ero anche io, lo ha invitato a farla finita proprio a causa della mia presenza, ma lui, per tutta risposta, è venuto nello spazio all'aperto e ha chiesto a voce alta chi fosse Gaia Giusti".

"Io in un primo momento sono rimasta in silenzio - ha aggiunto la testimone - poi, il mio ragazzo mi ha dato un calcio sotto il tavolo dicendomi di rispondere e, allora, ho detto che ero io. A quel punto Cipollini è venuto verso di noi e mi ha chiesto se poteva scattare una foto con me. Io gli ho detto che non era il caso e lui mi ha fatto vedere la foto di mio padre con Lucrezia domandandomi se, invece, gli sembrava il caso quella immagine. Io gli ho spiegato che i miei genitori sono separati da 15 anni e che non c'era alcunché di strano".

Dopo questa spiegazione, invece di farla finita lì, Cipollini, come ha raccontato Gaia Giusti, ha alzato ancora di più la voce e la ragazza si è alzata e si è allontanata seguita, però, sia da Cipollini che ha cominciato a rivolgerle brutte parole sia dal fidanzato che ha cercato di dirgli di smettere. Per tutta risposta si è sentito appellare con il termine di 'mezza sega'. Visibilmente scossa, Gaia Giusti ha atteso che il ragazzo pagasse il conto dopodiché se ne è andata terrorizzata. Anche all'interno del locale Cipollini era stato invitato a darci un taglio.

Alla testimone è stato chiesto perché non avesse denunciato il fatto e lei ha risposto che non lo aveva fatto per paura e che anche al genitore non aveva detto nulla per un bel po' di tempo proprio perché aveva il timore di una sua reazione nei confronti di Cipollini. Inoltre, ha detto, "perché con Lucrezia e Rachele ho un bel rapporto e Cipollini è pur sempre il loro papà".

Ormai il processo è agli sgoccioli. In aula anche l'avvocato di Sabrina Cipollini, Susanna Campione e quello di Silvio Giusti, il legale lucchese Letizia Lavoratti.

 

 


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