Anno XI

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Cronaca

E' morto Roberto Davini, l'intelligenza è in lutto

martedì, 6 aprile 2021, 08:53

di aldo grandi

Non ricordiamo, con precisione, la prima volta che ci incontrammo. Noi eravamo, sicuramente e a quel tempo, giornalisti al quotidiano La Nazione e lui consigliere di amministrazione della Lucchese Calcio 1905 targata Fouzi Hadj su insistenza e consiglio dell'ex sindaco Pietro Fazzi. Probabilmente, però, ci eravamo già visti da qualche parte anche se non c'era mai stata alcuna frequentazione, ma, solo, qualche scambio di idee in piedi, sotto la sede della redazione, in piazza del Giglio. Si ragionava, generalmente, del più e del meno e questo signore che aveva qualche anno in più sapeva non soltanto il fatto suo, ma era anche un uomo scevro da pregiudizi e prevenzioni, una sorta di spirito libero che aveva girato il mondo o una buona parte per motivi di lavoro e conosceva la natura dell'essere umano indipendentemente dal politicamente corretto già allora molto in voga.

E' stato all'indomani della nostra dipartita dal quotidiano fiorentino, però, ma, forse, anche un po' prima, che la simpatia e, presumibilmente, stima reciproche si andarono via via rafforzando al punto che si cominciò anche a parlare delle proprie esperienze, della vita affettiva e dei desideri che ci contraddistinguevano. Non saremo mai grati abbastanza a quest'uomo per averci raccontato del suo amore per la Costa Azzurra e per la città di Cannes dove aveva avuto modo di soggiornare più volte frequentando alcuni tra i più lussuosi e meravigliosi hotel sulla Croisette. E quando lo chiamammo al telefono per chiedergli un consiglio su dove alloggiare nella nostra prima vacanza nella città del festival del cinema, ci rispose senza ombra di dubbio: Hotel Martinez. Lo ringraziammo sia prima, sia dopo esserci stati. Aveva ragione, era un uomo intelligente, ma non perché amava le belle cose della vita, quanto perché, della vita, sapeva molto più di tanti personaggi di questa città che la vita l'hanno letta, al massimo, sui libri di testo delle scuole di... partito.

Il suo sorriso era buono, dolce, non ci appariva uomo fazioso né ipocrita, ma aperto al dialogo e al confronto, forte e ricco dell'unica cosa che accomuna gli uomini che hanno l'intelligenza dell'anima, l'aver vissuto e compreso che la vita non è un percorso stabilito in partenza, ma una gimkana quotidiana nella quale sapersi districare è la vera chiave per sopravvivere. 

Era, lo scoprimmo dopo, un massone, uno dei tanti, ma uno dei pochi, anzi, l'unico con l'amico Giorgio Serafini, ad ammetterlo candidamente senza paura o vergogna e anche per questo lo abbiamo sempre apprezzato. Intellettualmente onesto, indipendente nel giudizio e autonomo nel pensiero, Roberto Davini è venuto a mancare ieri sera nella sua casa di Massarosa dove viveva con la sua compagna. Aveva 73 anni essendo nato nel 1948. Ci ha chiamati la figlia Claudia che, con la sorella Roberta, si erano precipitate dal genitore che, purtroppo e, ormai, non avrebbe potuto salutarle. Lo ha ucciso un infarto fulminante, di quelli che non lasciano scampo né tempo per rimediare.

Ci sentivamo spesso, ogni qualvolta scrivevamo un articolo di quelli, cosiddetti, provocatori, glielo giravamo su wapp perché sapevamo che lo avrebbe gradito e lui, puntuale, commentava. "Articolo super, senza mai eccedere in provocazioni o parole no correct, hai centrato il sentimento degli uomini liberi". Così ci aveva scritto dopo che gli avevamo inviato, il 20 marzo, il nostro Un anno vissuto pericolosamente. Le sue parole, per noi, non erano mai sprecate. Aveva il raro dono che spetta soltanto agli Uomini, di non essere mai superficiale, di non fermarsi mai ai discorsi da scompartimento ferroviario, di saper ascoltare e sentirsi parte della conversazione. Era, appunto, una persona intelligente e per questo, cari amici miei, se non Lucca perché di intelligenze, a queste latitudini, ce ne sono sempre di meno, ma l'intelligenza in quanto massima espressione dell'essere umano, oggi è in lutto.

Un grande abbraccio Roberto.

I funerali si terranno lunedì alle 15 a Sant'Anna, ovviamente saranno contenute le presenza come da regolamentazione Covid-19.

 


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