Anno XI

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Cronaca

The United KingColomb

martedì, 4 maggio 2021, 12:16

di aldo grandi

Può essere fascista uno che, appesi alle pareti, ha due splendidi ritratti, con tanto di dichiarazioni, di Winston Churchill? Può essere fascista uno che, nella sede della sua associazione, conserva come delle reliquie, migliaia di originali pezzi da collezione provenienti da quel United Kingdom che sin dalla più tenera età ha amato di una passione senza confini? No, non può esserlo se non nella mente bacata di coloro i quali, tutti marcatamente di Sinistra e con il cervello votato all'ammasso, vedono anche quello che è impossibile vedere.

Fino a qualche tempo fa, al di là di qualche critica, Andrea Colombini era un imprenditore musicale oltreché un musicista, che non soltanto portava in giro per il mondo il nome di Giacomo Puccini, ma che le istituzioni tenevano in palmo di mano per via di quella indiscussa capacità di attirare migliaia di turisti in piazza San Giovanni ad ascoltare le sue arie e i suoi concerti organizzati dall'associazione Puccini e la sua Lucca Festival.

Poi è arrivato il Covid-19 altrimenti detto anche Coronavirus e le cose sono cambiate. Colombini, che non è uno stupido e non accetta le Verità Rivelate senza averle prima passate al vaglio della propria autonomia di pensiero, ha, sin dall'inizio e in nostra compagnia, cominciato a dubitare della effettiva portata di questa presunta pandemia senza ritorno e dei suoi virologi o infettivologi che dir si voglia. Così, stando attenti ai numeri e alla realtà, fatta non solo di vittime, ma anche di devastazione sociale, economica e psicologico-affettiva, piano piano ha preso a ribellarsi ai diktat del Pensiero Unico Dominante e alle mascherine indossate come se fossero una caratteristica, ormai, definitiva e discriminante di un modo di vivere e di un essere esseri umani. 

E' diventato, così, un influencer suo malgrado, in grado, in tempi di social da tutti criticati, ma, poi, ricercati e ambiti, di raccogliere oltre 100 mila followers. Le sue dirette su Facebook sono seguitissime e nel giro di qualche mese si è procurato une esercito di fedelissimi che, secondo alcuni soloni dell'informazione locale che ne hanno scritte e dette di cotte e di crude, per non parlare di politicanti e amministratori, sarebbero, in realtà, degli irresponsabili, untori e psicopatici da chiudere in cella gettando via la chiave. E noi, ovviamente, pensandola sul Covid allo stesso modo, saremmo tra quelli.

Il Regno Unito di sua maestà Colombini si trova non oltre il c anale della Manica, bensì molto più vicino, nel quartiere San Concordio, un tiro di schioppo dalle mura cittadine. E' la sede della sua associazione, una sorta di Paradise Lost tanto per restare in tema anglosassone citando John Milton, al quale tiene più di ogni altra cosa e dove si rifugia costantemente in cerca di serenità e ispirazione.

Per la prima volta, almeno ufficialmente, questa United KingColomb è stato aperto non soltanto e non solo ad un giornalista, ma ad un fotografo, Ciprian Gheorghita, che ha potuto, così, immortalare in una splendida rassegna di immagini quello che se non è un museo - perché molto vivace - è senza dubbio un piacere visitare. Ecco, se noi fossimo l'amministrazione comunale, invece di perdere tempo a togliere patrocini e a minacciare chissà quale cataclisma, faremmo di tutto per riuscire a organizzare dei tour ad hoc per chi vuole, realmente, conoscere un po' di storia e di cultura anglosassoni, ma non soltanto.

Varcata la soglia di ingresso e piombati nel giardino della struttura, appare subito evidente che Puccini recita un ruolo preponderante. Il furgone dipinto di blu con tanto di palco semovente ne è l'esempio più classico. "Sarebbe bastato - spiega Colombini - se avessi voluto fare una manifestazione al campo Balilla, portare il furgone col palco e pronunciare un proclama. Invece quella del 25 aprile non solo non era una manifestazione, ma nemmeno una no-mask o no vax. Semplicemente un invito tra amici che si sono ritrovati. E' un problema? Ci hanno accusato di voler contagiare tutta la città. Bene, dove sono i contagiati per colpa nostra? E a Milano cosa dovrebbe accadere? E a Bologna il 1 Maggio?".

Al campo Balilla il 25 aprile c'erano, tra gli altri, dice Colombini, una trentina di medici, nove avvocati e due magistrati. Questo tanto per ricordare ad alcuni colleghi o presunti tali che la follia e l'imbecillità albergano sì, ma ad altre latitudini. 

Ma torniamo al nostro tour. Colombini è uno dei pochi, pochissimi sembra, addirittura, tre che in tutto il globo possiedono una collezione così prestigiosa di soldatini di piombo appartenenti alla storia militare del Regno Unito. Molti li ha custoditi in bacheche di plexiglass appositamente realizzate ed altrettanti  nelle scatole ancora da mostrare per motivi di spazio. Complessivamente, circa 17 mila pezzi, roba da far invidia anche alla famiglia reale. 

Si respira la Storia tra queste pareti. Divise, cappelli, berretti, uniformi, bandiere, stendardi, pennacchi, ritratti, dipinti, immagini, fotografie d'epoca. C'è di tutto, di più, c'è quello che non trovi nelle scuole sfasciate di questa città, che non respiri durante le lezioni di docenti che nemmeno sanno di cosa parlano, c'è passione qui, verso un Paese, certo, ma anche verso la musica e verso Puccini. Oltre 30 mila cd e una infinità di volumi dedicati ai più grandi compositori e alle opere liriche. 

Ma c'è anche il cinema: c'è il costume che indossò, nel film Barry Lindon di Stanley Kubrik, Ryan O'Neal. Una delle pellicole più straordinarie della cinematografia moderna. Ma ci sono anche i ritratti alle pareti di alcune delle star della musica rock più famose su pannelli fotoimpressi, primo esempio grafico realizzato in Italia, con il club dei 27 ossia gli artisti morti all'età di 27 anni: da Janis Joplin a Kurt Cobain, da Amy Winehouse a Brian Henderson, da Jim Morrison a Jimi Hendrix.

Che a volte sia un po' sopra le righe è indubbio. Che nelle sue dirette non vada tanto per il sottile, vero, ma in un'epoca in cui tutti stanno al di qua per paura e viltà, forse, qualcuno che va al di là e dice quello che tutti hanno sulla bocca, ma non hanno il coraggio di dire non ci sta male.

In realtà se Andrea Colombini avesse apertamente dichiarato di appoggiare Alessandro Tambellini e la sua giunta anche alle prossime elezioni, probabilmente, nessuno avrebbe detto alcunché o, magari, nessuno avrebbe richiesto di metterlo in mutande e in mezzo alla strada. Invece Colombini ha dichiarato senza dubbi che avrebbe appoggiato Mario Pardini e, allora, apriti cielo. Tutti contro di lui. Dopo Barsanti, additato come il Nemico numero 1, ora tocca a Andrea Colombini. Prepariamoci a sentirne e vederne delle belle. 

Invece mister Tambellin Man che va in giro dimenticandosi che dovrebbe rappresentare tutta la città e non solo quella pro Lgbtq, si fa, addirittura, dipingere sul palmo della mano la sua approvazione per il Ddl Zan verso il quale noi non manifestiamo giudizi perché, altrimenti, questa volta invece di querelarci o denunciarci, ci deporterebbero direttamente in un Gulag di sovietica memoria. Questo, però, va bene.

La campagna elettorale, è bene dirlo subito, sarà terribile e non perché il centrodestra, Pardini, Barsanti o Colombini sono fascisti, bensì perché il centrosinistra ha paura di perdere e non ci vuole stare per cui si inventerà di tutto, di più. 

Winston Churchill, uno che il comunismo e la Sinistra li vedeva, giustamente, come il fumo negli occhi da sincero democratico qual era e da unico grande vincitore morale della Seconda Guerra Mondiale contro un certo Hitler, mica Andrea Colombini o Fabio Barsanti. E quando in una casa o nella sede di una associazione vedi un ritratto dell'uomo col sigaro in bocca, non puoi non provare un senso di orgoglio e di ammirazione. Questa è l'Europa che ci piace, non questa degli organismi sovranazionali  pieni zeppi di ipocriti burocrati che decidono della vita delle persone in base ai loro parametri assurdi.

E alle pareti, oltre a Churchill, i maestri del cinema italiano neorealista, da Vittorio De Sica a Sophia Loren. E vogliamo dire due parole degli ombrelli e dei cappotti rigidamente English Style? E delle carte da parati che raffigurano Regent Street o i Double Decker? Ma la Londra degli anni Settanta ve la ricordate o preferite quella multietnica e made in Arabia di adesso?

Colombini il 25 aprile ha avuto la colpa di appropriarsi di un giorno simbolico monopolizzato dagli antifascisti che dopo 90 anni ancora hanno bisogno dei loro morti per sentirsi vivi. Eppure ha soltanto letto la Costituzione italiana e rivendicata la libertà di espressione e di movimento di fronte a tanti amici che la pensano come lui. Tutto qua. Colombini ha un difetto che per noi è un pregio: dice sempre quello che pensa. Quindi, anche quando sbaglia, sappiamo che è sincero. Non come gli ipocriti di questa città candidati alle prossime Olimpiadi per lo sport più seguito, quello di godere delle disgrazie altrui e di mangiarsi il fegato per i successi degli altri.

Andrea Colombini, inoltre, parla e conosce l'inglese lingua che tutti, oggi, dicono di sapere, ma che appena aprono la bocca ci si rende conto che non sanno alcunché. Il 25 aprile in piazza c'era gente sorridente, che aveva voglia di vivere e che non crede più a chi urla al lupo al lupo. Invece di essere orgogliosi che ci sia ancora qualcuno che sfida l'ottusità di regime, tutti a dargli addosso. E qualcuno che li ha anche offesi. E Colombini non ha fatti altro che rispondere per le rime.

Il popolare influencer ha appena tirato fuori dal frigo una bottiglia di champagne e ne versa sia per noi sia per Cip. A noi! è l'augurio, ma sappiamo che qualcuno, Boldrini in testa, potrebbe querelarci per apologia di reato e di fascismo. Chissenefrega. Azz... anche qui rischiamo lo stesso la denuncia per gli stessi reati. 

A proposito: ma come mai dal centrodestra non c'è stata una sola persona che abbia solidarizzato con Colombini dopo gli attacchi, alcuni davvero ai limiti della decenza, cui è stato sottoposto non solo come influencer, ma anche e soprattutto come operatore culturale?

Qui gatta ci cova. Che abbiano paura di una sua eventuale discesa in campo? O di essere additati dalla maggioranza rossa al pubblico ludibrio? O di urtare la suscettibilità dei lucchesi benpensanti dal portafoglio pieno?

 

Foto Ciprian Gheorghita


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