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Cultura e spettacolo

Aperto il nuovo museo del Risorgimento

domenica, 17 marzo 2013, 13:48

E’ stato inaugurato, questa mattina (domenica 17 marzo) a Palazzo Ducale, il Museo del Risorgimento, vera e propria “casa della memoria” del processo storico che ha portato alla formazione del nostro Stato nazionale.

La cerimonia inaugurale si è aperta con i saluti del presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, che ha ricordato la scomparsa del professor Vittorio Fosella. Sono intervenuti poi il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Arturo Lattanzi, il presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Lucca Ettore Francesconi, il presidente di Assoarma Filippo Marchini, il coordinatore scientifico del Museo del Risorgimento di Lucca Luciano Luciani. A portare i saluti, tra gli altri, anche il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini.

 

L’INTERVENTO

I lavori sono stati realizzati dalla Provincia di Lucca grazie ai 180mila euro messi a disposizione dalla Regione Toscana e ai 95mila euro di contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e grazie anche alla collaborazione delle associazioni combattentistiche e il supporto di Promo PA Fondazione.

 

LA COLLEZIONE

Il Museo del Risorgimento ospita rilevanti cimeli storici, opere d’arte, significativi materiali documentari, preziose testimonianze che rappresentano la memoria di un periodo fondamentale nel contesto storico nazionale e del contributo ad esso fornito dalla città e dall’intera provincia di Lucca. Nelle sale del museo è esposta, infatti, la bandiera dei Carbonari, prezioso reperto risalente agli anni Trenta dell'Ottocento, portata a Milano dai volontari lucchesi, detta anche delle Cinque Giornate per la scritta che compare sulla bandiera (“Italia libera, Dio lo vuole”), scritta che si ritrova anche sulla monetazione del governo provvisorio lombardo instauratosi dopo le Cinque Giornate. Si trova poi il carteggio di Garibaldi, che consiste, oltre ad una serie di cartoline, in un autografo dell'eroe risorgimentale spedito quando si trovava a Caprera, alcune camicie garibaldine e le bandiere della Guardia Nazionale. E ancora, fotografie, armi (moschetti e fucili di varie epoche e fatture, alcuni anche di origine araba, sciabole risalenti al Seicento e al Settecento, mortai, bombe a mano, elmetti, diverse pistole, maschere antigas), divise e attrezzature da campo, oggetti di uso quotidiano e preziosi documenti che costituiscono un archivio storico di notevole interesse sulla storia italiana tra il 1821 e la Prima Guerra Mondiale. Da ricordare le numerose testimonianze dei valorosi episodi e dell’eroico sacrificio dei quali è stata protagonista la popolazione del nostro territorio. Alcuni cimeli importanti sono quelli appartenuti all’eroe lucchese Carlo del Prete.

 

LA GENESI DEL MUSEO

Le radici di quel patrimonio che è oggi il cuore del Museo vanno ricercate nell’opera della Federazione Provinciale Combattenti, reduci della Prima Guerra Mondiale, che per primi si impegnarono nella raccolta dei materiali storici che documentavano la partecipazione della comunità lucchese al processo risorgimentale. Questi documenti, grazie anche alle donazioni e alle attività del colonnello Giuseppe Ambrogi, di Orlando Cheli e di Alessandro Belli, andarono a costituire la collezione del Museo della Guerra ubicato presso la fortificazione di Porta San Donato. Quattro anni più tardi, nel 1929, fu inaugurata la nuova sede di Villa Guinigi, dove l'esposizione rimase fino al 1951, quando la Soprintendenza acquistò Villa Guinigi dal Comune. Trent’anni dopo, grazie all’attenta e paziente opera dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci la prestigiosa collezione trova nuova collocazione e nuova denominazione: nel 1989 viene infatti inaugurato il Museo del Risorgimento in Cortile degli Svizzeri.

Si apre dunque una fase ulteriore in cui si intende valorizzare al massimo i temi della memoria e della storia nazionale, come hanno dimostrato le partecipate manifestazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, un percorso che, dopo un’impegnativa opera di rivitalizzazione del Museo, culmina oggi con l’inaugurazione e con l’apertura alla cittadinanza di questa “casa della memoria”.

 

IL MUSEO OGGI

Obiettivo del nuovo allestimento è condurre il visitatore in un viaggio alla
scoperta delle origini della Nazione e delle proprie radici, in un’escursione
nella storia tra fatti locali e avvenimenti nazionali. Una sala “immersiva”, che introduce alla  visita del museo, è stata pensata per coinvolgere e interessare soprattutto i giovani e i ragazzi delle scuole. L’esposizione è articolata lungo la linea del tempo, personaggi ed eventi della storia risorgimentale locale trovano uno spazio dedicato, mentre l’area didattica conclude l’itinerario museale. Il percorso di visita è inoltre caratterizzato da un'attenzione particolare all'accessibilità, per garantire a tutte le categorie di utenti la piena e soddisfacente fruizione del Museo.

 

La sala immersiva

Un luogo fisico, che si traduce in una vera e propria esperienza multisensoriale che avvolge il pubblico con immagini, filmati, disegni, quadri, oggetti del museo e una specifica colonna sonora, secondo una logica che parte dal presupposto che il coinvolgimento e l’emozione stanno alla base di una buona comunicazione. In questa sala si racconta il processo di unificazione attraverso alcuni protagonisti ideali. La storia si dipana, infatti, con un pizzico di libertà creativa e un massimo di fedeltà storica, lungo i pensieri, le speranze e i sentimenti di tre figure simboliche: Luigi, il romantico combattente della II Guerra di Indipendenza e della spedizione dei Mille, la sua compagna Maria, portavoce ante litteram della questione femminile e un giovanissimo, anonimo, patriota. Tre figure suggestive, capaci di raccontare alcune delle pagine più intense della nostra storia, arrivando anche al cuore dei più giovani.

 

La linea del tempo

E’ una linea immaginaria che scandisce i principali avvenimenti della storia risorgimentale e si conclude con un accenno alla Prima Guerra Mondiale. La “linea del tempo” ripercorre idealmente luoghi e protagonisti significativi con motti, slogan e frasi celebri attorno alle quali si è costruito il consenso e la partecipazione alla causa italiana. La narrazione delle vicende comprese tra il 1815 e il 1918 si snoda attraverso pannelli con testi illustrativi in italiano e in inglese e strumenti multimediali che rendono i contenuti dello spazio espositivo ancora più evocativi.

 

Focus sul territorio lucchese

Una sezione specifica è dedicata ai personaggi lucchesi che, con la loro opera, occupano un posto di rilievo nella storia risorgimentale. Fin dagli albori del Risorgimento, infatti, il territorio lucchese ha avuto una parte attiva nel processo di unificazione nazionale. A Lucca ha operato in senso patriottico la famiglia Cotenna di Monte S. Quirico, i fratelli Borrini nel Compitese, Antonio Mazzarosa, Luigi Fornaciari, Luisa Amalia Paladini, Matteo Trenta, mentre nuclei orientati in senso nazionale-unitario si costituivano a Barga, Coreglia e Pietrasanta. All’indomani dell’unità del Paese, spiccano le vicende del lucchese Tito Strocchi e del barghigiano Antonio Mordini.

Il museo ospita il seggio e alcune carte di Antonio Mordini, prodittatore di Garibaldi in Sicilia e Senatore nel primo Parlamento italiano, la giubba rossa, il berretto, una pistola e la sciabola di Tito Strocchi, giovane garibaldino che partecipò ai moti insurrezionali dell'epoca. Arrestato nel 1867, partecipò alla battaglia di Mentana. Nel 1870, come capo dell’Unione Repubblicana Universale di Lucca, cospirò, con l'appoggio di Mazzini, per la sollevazione del territorio tra Lucca e Pescia. Ci sono poi alcuni libri di Luisa Amalia Paladini, oltre a oggetti di uso quotidiano risalenti all’epoca.

 

L’area didattica

Il percorso di didattica museale occupa una sala dedicata. Qui sono stati predisposti materiali appositi per le scuole, proposte in maniera semplice e diretta, mirata alla fruibilità da parte degli studenti delle scuole e nell’ottica di fornire ai tutti i visitatori una più chiara comprensione dei processi fondativi della nostra storia nazionale.

 

IL PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE

Il progetto complessivo, elaborato grazie anche alla collaborazione della Fondazione Promo PA, ha visto la ristrutturazione dei locali, al piano terra di Palazzo Ducale, e degli impianti, la ridefinizione del percorso espositivo e la progettazione di strumenti di promozione e divulgazione per far conoscere il museo. Dopo lo smantellamento della precedente esposizione, la collezione è stata trasferita in un deposito dove gli oggetti sono stati conservati per tutta la durata dei lavori sulle strutture. Prima di essere spostati, i cimeli sono stati inventariati secondo quanto previsto dalle direttive della Soprintendenza, presso i cui laboratori si è svolto gran parte del lavoro: si è proceduto alla pulitura dei reperti tessili; agli interventi di restauro sui quadri, sui gessi e sulle sculture maggiormente compromesse. Una volta conclusi i lavori alle strutture e ai locali, è stato ridisegnato il percorso espositivo in base ai criteri della museologia contemporanea.

 

Precedenti interventi

Negli anni passati sono stati effettuati alcuni interventi per restaurare importanti reperti, un’azione svolta in collaborazione con l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, l’Associazione AssoArma, la Soprintendenza, grazie anche ai finanziamenti del Ministero per i beni e le attività culturali e della Fondazione Banca del Monte.

 

ORARIO INVERNALE (1 ottobre - 30 aprile)

9,30-12,30

14,30-17,00

Chiuso il lunedì

 

ORARIO ESTIVO (1 maggio - 30 settembre)

10,00-12,30

15,30-18,00

chiuso il lunedì

 

Visite guidate su prenotazione

tel. Fondazione Cresci 0583 417483

museorisorgimentolucca@provincia.lucca.it


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