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Cultura e spettacolo : Speciale "I Teatri del Sacro 2013"

Dalla parte di Maddalena: la fragilità e l'amore

domenica, 16 giugno 2013, 12:17

di valentina passigni

Alcuni la ritengono una semplice meretrice, altri hanno fondato su di lei veri e propri culti, riconoscendo nella sua persona una figura estremamente vicina a Cristo nei momenti più bui della sua vita: quel che è certo è che Maria di Magdala è stata spesso motivo di accese discussioni teleologiche sulla sua natura, fino a essere considerata una delle figure più controverse della tradizione cristiana. Lo spettacolo Memorare, approdo di Maddalena, scritto e diretto da Tiziano Panici e Ilaria Drago, si assume l'ardimentoso compito di delineare la figura della donna, al fine di rivelare al pubblico riversatosi nella stretta sala del Teatro San Girolamo le più varie sfaccettature del suo essere. Maddalena (Ilaria Drago) è la regina assoluta del palco, unica presenza accentratrice e sovrana: entra in scena gettando rose per poi iniziare a narrare la sua storia, offrendo la propria versione dei fatti che l'hanno vista protagonista. Si muove suadente e, nel suo corpo come nella sua voce, si riscoprono i segni di un'antica bellezza ormai sfiorita e vinta dalla sofferenza. Il contesto muta rispetto al piano rigidamente storico: quella che appare in scena è una Maddalena del nostro tempo, ma che, della donna contemporanea a Gesù Cristo, condivide storia, passioni e disgrazie. Costretta a prostituirsi per necessità, la giovane combatte contro i pregiudizi che la schiacciano come macigni, fino al giorno in cui conoscerà il suo "cantastorie", quel giovane figlio di Maria del quale si innamorerà perdutamente. La performance scenica si alimenta di danze, colori e musica, impreziosita dagli accattivanti movimenti di luce e dalle sofisticate proiezioni sullo sfondo che s’intrecciano con la presenza fisica dell’attrice in scena. Maddalena ora grida, ora piange, con fare deciso procede nella propria disperata apologia, cercando conforto negli occhi di chi la sta ascoltando: occhi che da sempre la guardano con sospetto e malevolenza. Solo alla morte dell'uomo che ama, inizierà un percorso che la condurrà a spogliarsi della maschera con la quale si nasconde da sempre: ed è qui che si mostra la vera Maria Maddalena, una donna estremamente fragile, le cui vesti sono state calpestate in nome di quel Dio che lei, forse, amava più di tutti. L'idea alla base della rappresentazione è intrigante, ma dopo un buon segmento di esibizione si ha quasi la sensazione che lo spettacolo si sfaldi, dilatandosi eccessivamente, perdendo parte di quel pathos di cui si era arricchito sin dalle prime battute. Ciononostante l'attrice denota una grande intensità interpretativa, arginando con abile professionalità pure i problemi tecnici d'audio che rischiano di compromettere la comprensione del testo (una delle costanti, purtroppo, dell’intero festival). Nel complesso, quindi, l'esibizione risulta comunque ricca di interesse, sperando che possa crescere (siamo sempre dinanzi a una prima assoluta) di replica in replica.

 


Compagnia Ilaria Drago/Argot Studio

Memorare, l’approdo di Maddalena

di e con Ilaria Drago

drammaturgia e regia Tiziano Panici e Ilaria Drago

progetto visivo Andrea Giansanti

musiche ambienti sonori luci Marco Guidi

organizzazione Katia Caselli

promozione Isabella Di Cola

 


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