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Cultura e spettacolo : Speciale "I Teatri del Sacro 2013"

La santa e il musical

domenica, 16 giugno 2013, 12:10

di mara giammattei

Il penultimo giorno della rassegna I Teatri del Sacro ha per protagoniste le donne con le loro storie. ora. È così anche per il musical Ildegarda Von Bingen - la luce dei secoli bui, prodotto dalla compagine amatoriale Apluvia Small Orchestra e dal corpo di ballo Equilibrio Dinamico. In un Teatro del Giglio abbastanza gremito, viene messo in scena quello che può essere ritenuto un coraggioso (e probabilmente strabordante) esperimento che mescola narrazione, canto solista, musica dal vivo e danza, a conseguire uno spettacolo composito, ambizioso, non facile da essere rappresentato.

La storia è quella della monaca visionaria Ildegarda Von Bingen, vissuta nel XII secolo in Germania, narrata attraverso gli eventi fondamentali della sua vita, dalla giovinezza fino alla morte. L’attrice e cantante che la interpreta, Laura Legrottaglie, si presenta in abito bianco, con un lungo triangolo nero all’altezza del petto, scarpe da ballerina, capelli sciolti e una rosa rossa in mano. A narrare gli eventi è Jacopo Dipasquale che rimane nascosto fino all'ultimissima scena, quando compare per prendere per mano la monaca (incarnando forse la parte di un possibile Dio). Ad accompagnare l’allestimento sono le note di un’orchestra di fiati, tastiere e percussioni che, insolita situazione, non si trova nella buca adibita, in ambito operistico, ai musicisti, quanto, piuttosto, in fondo al palco, con gli strumentisti accomodati in fila per due, voltati di profilo verso la quinta di sinistra.  A danzare sulle loro musiche, otto ballerini della compagnia Equilibrio Dinamico, vestiti in abiti contemporanei in bianco e in nero. È con loro che si apre lo spettacolo: a sipario chiuso l’orchestra inizia a suonare mentre i danzatori entrano in sala dalla platea muovendosi convulsamente e a scatti sinuosi. Salgono sul palco, il sipario si alza e ci si trova davanti una scenografia composta esclusivamente di una lampada triangolare sorretta da una costruzione che può ricordare un ramo nodoso.

Entra Ildegarda: subito si capisce che non si tratta di un’opera lirica (come annunciato nel programma del festival), bensì di un musical dalle canzoni non troppo azzeccate e dai contorni disomogenei. I brani cantati, infatti, paiono poco indovinati, soprattutto per la discutibile qualità della versificazione e delle scelte testuali, ma costituiscono l'unica ragione di intervento della monaca in scena, rendendone ogni apparizione un evento sconclusionato e privo di reale peso drammaturgico. L'Ildegarda di Angelica di Franco (autrice dei testi dello spettacolo) anziché tracciarsi come una complessa e intensa figura di monaca (e artista) medievale, diventa qui una giovane carina e pulita, dal fare gioioso, sorta di Alice sognante, ma forse fuori luogo. Canta o gorgheggia (a tratti ricorda la Sirenetta di disneyana memoria) brevi interventi che, purtroppo, non sembrano arricchire l'impianto narrativo della messinscena né approfondiscono l'emotività del personaggio, col risultato di risultare pure esibizioni individualistiche. Senza contare il fatto che, visto lo stile della scenografia, della musica e delle scelte coreografiche, l'atmosfera complessiva si avvicina più a Nightmare Before Christmas, o una qualsiasi altra creazione di Tim Burton, che a un'opera su una figura tanto complessa e affascinante della storia del cristianesimo. Come se non bastasse, a un’idea di cui sfugge il senso già in partenza, s’accompagna un’esecuzione non esente da errori, anche considerando di trovarci dinanzi a uno spettacolo amatoriale.

L’allestimento finisce per essere, quindi, la brutta copia d’una produzione Disney ed è davvero un peccato per ballerini, musiche e musicisti, elementi anche apprezzabili, ma penalizzati da una ricerca di grandiosità che, se non viene colta, rischia di rovesciarsi paradossalmente nel suo contrario,  là dove non vi sono i mezzi per raggiungere lo scopo prefissato.

 

Apluvia Small Orchestra ed Equilibrio Dinamico

Ildegarda Von Bingen – La luce dei secoli bui

con Laura Legrottaglie, Jacopo Dipasquale libretto e regia Angelica Di Franco coreografie Roberta Ferraramusiche Silvestro Sabatelli


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