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Cultura e spettacolo

La casa delle bambole

giovedì, 23 gennaio 2014, 01:08

di giacomo mori

"Imago e ombra - La bambola tra gioco, costume e sogno". E’ questo il titolo della mostra di bambole d’antiquariato, allestita negli splendidi saloni monumentali dell’archivio di Stato in piazza Guidiccioni.

L’esposizione, che mette in mostra oltre 100 bambole della prestigiosa collezione privata appartenente all’antiquaria lucchese, nonché curatrice della mostra Renata Frediani, spazia dall’antico Egitto fino ai giorni nostri, partendo per l’appunto da alcuni pezzi egizi, primi veri esemplari di bambole primitive forniti dalla professoressa e studiosa di antico Egitto Edda Bresciani, fino ad arrivare alle vere e proprie bambole di legno e cartapesta del primo seicento e alle magnifiche bambole ottocentesche di porcellana di fattura francese e tedesca, per finire con le rarissime bambole della casa torinese Lenci, che negli anni ’20 e ’30 del novecento realizzò le celeberrime bambole in panno Lenci.

All’interno della collezione, sono poi incluse moltissime bambole che hanno fatto la storia di questo oggetto provenienti da ogni parte del mondo, come quelle della casa manifatturiera francese Jumeau, o quelle delle case tedesche Heubach e Recknagel, senza poi dimenticare quelle di produzione italiana, delle ditte Alma di Cremona e Bonomi.

Vero e proprio pezzo forte della mostra è però la numerosa schiera di Barbie vintage appartenenti alla collezione privata della Frediani, esemplari di valore eccezionale sul mercato collezionistico ma soprattutto interessanti da un punto di vista sociologico e del costume.

L’esposizione, aperta ad ingresso gratuito fino all’ 8 marzo, non è dunque una semplice mostra, ma un vero e proprio viaggio attraverso i colori e i significati di un oggetto che, spesso e volentieri nel corso della sua storia, ha fedelmente ricalcato i paradigmi e i costumi di intere società.


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