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Cultura e spettacolo

Si è chiusa a IMT la Conferenza sui sistemi complessi

venerdì, 26 settembre 2014, 19:45

Si è chiusa oggi all’Istituto di Alti Studi IMT Lucca la 14ma Conferenza Europea dei Sistemi Complessi (European Conference on Complex Systems, ECCS’14), con l’assegnazione di tre premi a due giovani scienziati, Giovanna Miritello e Filippo Radicchi, e un riconoscimento “alla carriera” a Eugene Stanley, già Medaglia Boltzman e membro della U.S. National Academy of Sciences. Una settimana di lezioni, incontri e seminari di dimensioni ben più che europee: tra i circa 800 partecipanti, solo 50 avevano un’affiliazione italiana, circa 200 gli Europei, e tutti gli altri provenienti da Sud America e Messico, Giappone, Stati Uniti e Canada, Cina, Corea del Sud, Israele e Singapore. La Complex Systems Society, promotrice dell’evento annuale, ha annunciato infatti che l’anno prossimo l’evento si chiamerà “Conference on Complex Systems”, non più “European”, e si terrà negli Stati Uniti, in Arizona.

 

È la prima volta che la Complex Systems Society, una società scientifica giovanissima, nata appena 6 anni fa, decide di attribuire dei premi. «Ora che il campo scientifico è consolidato - spiega il Presidente della CSS Alessandro Vespignani, Docente di Scienze Computazionali alla Northeastern University di Boston, interpellato in questi giorni dai media per i suoi studi sulla propagazione del virus Ebola - possiamo iniziare a costruire una nostra “hall of fame”, incoraggiando giovani ricercatori, con il premio Junior, e accogliendo come membri onorari della Società studiosi che con il proprio lavoro hanno lasciato un’eredità che ha costituito le basi della Scienza dei Sistemi complessi».

 

La premiazione finale è stata uno degli eventi più seguiti, come quello dello scorso mercoledì organizzato nell’ambito della Conferenza dallo “Young Researchers Network on Complex Systems”, in cui i giovani ricercatori si sono confrontati con i docenti e i “big” della Scienza dei Sistemi Complessi. Consigli per la carriera e lo studio, scambi e opportunità, sono uno dei motivi per cui tanti giovani studiosi accorrono in queste occasioni: altro importante appuntamento è stata la “Job Fair” di giovedì sera, un vero mercato per chi offre e cerca lavoro, nei giorni in cui l’Italia celebra la “Notte dei Ricercatori” ricordando l’emorragia di cervelli e la cronica mancanza di finanziamenti e di connessioni con il mondo imprenditoriale.

 

Per la prima volta, proprio nell’edizione lucchese della Conferenza annuale sui Complex Systems, si è avvertito il passaggio dagli aspetti concettuali della teoria dei sistemi complessi all’impatto sul mondo concreto: come le informazioni si propagano sui social network, percorsi descritti nella lezione di Lada Adamic, consulente di Facebook; come avviene il contagio tra malattie finanziarie o virus epidemici; come si possono riorganizzare i flussi di traffico in relazione all’evoluzione urbanistica; come si quantifica e si recepisce il successo, oggetto della lezione di Albert-László Barabási, il “guro delle reti”, accolto come una rockstar nella gremita Chiesa di San Francesco lo scorso martedì.

 

«Tutta la scienza dei sistemi complessi ha dei risultati tangibili», sottolinea Guido Caldarelli, coordinatore scientifico e organizzativo della conferenza e docente di reti all’IMT, tracciando un bilancio di questi densissimi 5 giorni, riferendosi anche all’evento serale aperto al pubblico della città, in cui uno studioso di mercati finanziari, un fisico teorico esperto di reti, un ingegnere elettronico noto per i suoi studi sull’ottica e la propagazione della luce, un sociologo che studia i cambiamenti climatici, un docente di scienze computazionali che studia le epidemie, un neuroscienziato che analizza le mappe mentali e i processi decisionali dell’uomo tra emozione e ragione, un biologo che sta costruendo un computer imitando la perfetta struttura degli organismi vegetali, hanno discusso insieme a Gianni Riotta e a Monica Maggioni di come gli scienziati possano e debbano avere un impatto ancora più forte sui processi decisionali, grazia alla profonda conoscenza di fenomeni complessi di dimensioni globali.

 

Consolidato il campo di indagine, riagganciata la realtà, ora la comunità dei sistemi complessi deve codificare un linguaggio comune: per farlo si dà appuntamento il 28 settembre dell’anno prossimo a Tempe, in Arizona, per la Conference on Complex Systems 2015.

 


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