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Cultura e spettacolo

I Luoghi di Modigliani tra Livorno e Parigi

lunedì, 1 dicembre 2014, 10:04

di silvana iannaccone

Luca Dal Canto ha presentato, nel salotto della libreria Ubik di Gina Truglio, I Luoghi di Modigliani tra Livorno e Parigi edito Erasmo. L’incontro è stato mediato da Michele Cecchini, mentre l’attore Marco Conte ha pregiato gli ospiti presenti della lettura di alcune pagine. E’ un libro biografico che racconta con scatti fotografici la vita del grade pittore del ‘900.

“ La fotografia è verità” e le immagini permettono di esprimere un sentimento o raccontare una storia anche se il protagonista non è presente. Luca Dal Canto classe 1981 è nato a Livorno, ha una personalità creativa e utilizza l’immagine come forma espressiva per raccontare la realtà. I suoi scatti diventano narrazione, egli eredita dalla città in cui è nato, le storie della vita turbolenta di Amedeo Modigliani e decide di farne un lavoro biografico con 56 fotografie, raccontate. E’ una sequenza d’immagini che, riportando i luoghi in cui ha vissuto l’artista, rendono bene l’idea come questi abbiano potuto influenzare la sua vita.

La poetessa Anna Machtova racconta che Modigliani amava passeggiare declamando Baudelaire e Mallarmè. Nel 1906 l’artista si trasferisce a Parigi, che all’epoca era la culla avant-garde, anche se lui si è sempre rifiutato di far parte di qualsiasi movimento artistico. Va ad abitare in Monmartre, quartiere degli artisti dove amava passeggiare di notte recitando poesie. Uomo affascinante, intrigante ma sfortunato, da sempre malato, muore giovanissimo a trentacinque anni e solo dopo la sua morte è riconosciuto il suo genio artistico. “Un’artista maledetto” che, tormentato dai dolori della vita, esprime la sua disperazione nascosta nell’arte, con stile inequivocabile. Figure dai colli allungati con occhi spenti, dai quali traspare un animo triste, anche se il suo stile di vita bohème, piuttosto esuberante, faceva pensare il contrario.

Molti sono gli aneddoti su Modigliani dovuti soprattutto al fatto che faceva uso di alcool e droga e forse per lenire i dolori della malattia. Nonostante si fosse trovato spesso di fronte a situazioni di miseria e povertà aveva sempre uno stile dignitoso. Luca Dal Canto ha sempre avuto la passione per Modigliani e ama la sua città. Nel suo libro ha documentato i luoghi in cui ha vissuto l’artista, anche se nel tempo qualcuno non è come all’epoca. Dal Canto fotografa la casa, dove l’artista è nato in via Roma 38, oggi divenuta un museo. Il caffè Bardi in Piazza Cavour che fino al 1921, anno della chiusura, fu ritrovo di artisti post – macchiaioli. Modigliani dopo aver frequentato la scuola di belle arti a Venezia si trasferisce a Parigi a Le Bateau-Lavoir, una comune per artisti squattrinati di Montmartre. Inizia il suo percorso artistico vero e proprio, dove si distingue per lo stile e carattere. E’ un periodo in cui si dedica anche alla scultura, che abbandona presto a causa delle polveri di marmo che non poteva respirare. Nel 1909 per un breve periodo ritorna a Livorno e fu proprio al caffè Bardi che ha origine la leggenda di quando Modigliani, mostrando ad alcuni amici delle teste scolpite, è deriso e gli consigliano di gettarle nel fosso. Da questa leggenda nel 1984 ha origine la beffa delle tre teste ritrovate nel canale, che si rivelano poi, opera di quattro studenti burloni.

Le immagini di Luca Dal Canto sono raccolte in modo cronologico in relazione ai luoghi frequentati da Amedeo Modigliani. Si percepisce la miseria che ha dovuto affrontare in giovane età e la sregolatezza del pieno periodo artistico. Sembra quasi assurdo come Dal Canto riesca a far “parlare” un freddo edificio. Viene da sé sfogliare il libro lentamente e soffermarsi per qualche minuto su ogni immagine. I luoghi parlano e raccontano.

 

 


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