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Cultura e spettacolo

Atomica Robbie

venerdì, 24 luglio 2015, 00:30

di aldo grandi

La più felice di tutti, nemmeno a parlarne, è Francesca. Già, ma Francesca chi? Francesca la ragazza dai capelli raccolti a cipolla in piedi in prima fila, dalla mattina ad aspettare il suo idolo, tatuata ovunque, canotta e pantaloncini, estasiata di fronte alla dedica, unica e irripetibile, della canzone She's the one. Non solo. Il cantante inglese, dopo averla ripetutamente chiamata, l'ha fatta salire sul palco e, dopo averla fatta entrare nel suo letto in verticale sul quale scorrevano le immagini di una ipotetica coppia senza testa - le teste erano quelle di Williams e di Francesca - l'ha baciata con tenerezza ringraziandola per la partecipazione. 

Del resto era o non era Let Me Entertain You il titolo dello spettacolo, unica data in Italia, andato in scena in una serata micidiale dal punto di vista climatico, ma organizzata alla perfezione nonostante l'afflusso incredibilmente alto di esseri umani sulla piazza che ospita il monumento a Elisa Baciocchi Bonaparte. E Robbie Williams, l'ex Take That, ha saputo intrattenere il pubblico, affascinato, estasiato, entusiasta e che gli ha saputo anche perdonare senza nemmeno farglielo notare il ritardo di quasi un'ora sulla tabella di marcia.

Un Robbie Williams tonico, prima in pantaloni lunghi neri di cotone e, poi, visto il caldo e il sudore che gli grondavano un po' da tutte le parti, in kilt nero e scarpe da ginnastica mostrando, in una circostanza, il suo slip. Spalle scoperte come suo solito, anche lui tatuato da cima a fondo, ha dimostrato di essere in un ottimo stato di forma al punto che il concerto non solo non ha avuto momenti di calo, ma, addirittura, è stato un crescendo di esplosività e coinvolgimento. Partito in sordina, ma era evidente, Robbie Williams, alla sua prima uscita al Summer Festival, è andato via via catturando l'attenzione di una folla che aspettava solamente di essere posseduta e di sentirsi trasportare sulle rotte del sogno e della musica. Bravo lui a duettare con il pubblico e bravo il pubblico a seguirlo in ogni suo movimento vocale anche quando, con linguaggio tutt'altro che edulcorato, faceva capire che il... volume era troppo basso. Ad un certo punto persino nella compassata tribuna Vip alle spalle della piazza numerose spettatrici sono scese dai posti a sedere e hanno cominciato a ballare. 

Coinvolgente dicevamo e così è stato, una esibizione che ha frantumato anche i ricordi più lontani di chi, il Summer Festival, segue da sempre, dal suo esordio, 18 anni fa. Williams, in rigoroso inglese e lasciandosi andare soltanto un paio di volte a qualche frase in italiano maccheronico o quasi, ha esordito con la canzone che dà il titolo al tour. Musica molto ritmata all'inizio che ha trovato un uragano di consensi quando è stata intonata Come Undone, quindi ancora rock e la canzone duettata col padre Better Man nel corso della quale più volte la popstar britannica ha appoggiato la mano sulla spalla del genitore, guardandolo con amore e tenerezza aumentate, probabilmente, dal fatto che Williams è diventato padre da poco. Non sono mancati i tributi, fuori scaletta, ad alcuni dei gruppi più famosi della scena musicale internazionale, come i Queen con I will rock you, gli Oasis con Wonderworld e anche gli U2.

Infine i brani che tutti attendevano e che lui, seduto in mezzo alle due coriste prosperose e generose, ha intonato una dopo l'altra: da Candy a Feel con una scenografia, quest'ultima, al laser e fantasticamente futuribile. Quindi un omaggio alla musica sinfonica con la Bohemian Rhapsody e, per concludere, una versione stratosferica di Angels che ha condotto i 15 mila fans in deliro e con il padre del cantante che si è commosso fino alle lacrime. Nessun bis, ma, seduto accanto ad un piccolo video che ne rimandava il testo scritto, la mitica My Way di Frank Sinatra. 

Una serata per la quale ogni ulteriore aggettivo sarebbe sprecato e riduttivo, una serata da brivido e che Mimmo D'Alessandro, sigaro in bocca, si è gustato, nell'ultima parte, in tribuna Vip, sorridente, ma non sguaiato, felice, con gli occhi lucidi, la consapevolezza di aver regalato ancora una volta, alla gente di Lucca, un momento di straordinatia follia.

 

 

 

 

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Fotofiorenzo Sernacchioli


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