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Cultura e spettacolo

Didattica inclusiva al liceo artistico musicale "A.Passaglia"

venerdì, 1 giugno 2018, 09:54

Di fronte a ragazzi che hanno problemi di apprendimento, deficit di attenzione, insicurezze personali , svantaggi culturali e sociali o disabilità la scuola deve dare il meglio di sé, mobilitando tutte le energie disponibili per cercare di portare al successo anche chi sembrerebbe senza possibilità. Al posto della competizione l’aiuto fra pari, invece dell’autoritarismo la discussione. Se le nuove tecnologie sono utilissime per facilitare l’apprendimento, rimane fondamentale l’attenzione del docente verso i problemi dello studente e il lavoro di squadra del consiglio di classe per rimotivare e stimolare allo studio.

Questo succede regolarmente al Liceo Artistico Musicale dove però, oltre ad una didattica inclusiva, vengono progettati interventi specifici. Punta da anni sul laboratorio teatrale la professoressa Nunziatina Parrinello, e sulla capacità dei ragazzi di esprimere meglio se stessi in un contesto non giudicante. Durante gli incontri pomeridiani si impara ad ascoltare il corpo e la voce, ad improvvisare, a rompere schemi mentali ed automatismi per ampliare le capacità creative ed acquisire sicurezza. Vengono lette pagine di autori significativi poi messe in scena con fantasia, creando quadri viventi. Si passa poi alla progettazione di un canovaccio a cui tutti collaborano, alla realizzazione della scenografia e dei costumi. I risultati di quest’anno, raggiunti grazie anche alla collaborazione di due esperti, Stefano Gazzarrini e Angelo Biondi, vanno in scena oggi, nella sede dell’Associazione culturale Fuoricentro a S.Concordio, con l’allestimento di “Eppur…si muove”. “La cosa più bella” dice un genitore “è che, sul palcoscenico, e dopo il percorso fatto, spariscono disabilità e problemi.”

Ha scelto un’altra strada Caterina Mei, insegnante di Educazione Motoria, cercando di avvicinare allo sport ragazzi che, per scarse doti fisiche o poca competitività, sono esclusi dalle società sportive. Imparare ad accettare il proprio corpo, anche se non piace, migliorarlo con una corretta alimentazione ed uno stile di vita sano, superare la poca autostima mettendosi a giocare in squadra sono stati gli obiettivi da realizzare durante gli incontri pomeridiani, oltre ad apprendere i “fondamentali” della pallavolo e del ping-pong. La pratica della pallavolo è stata resa più interessante dall’incontro/intervista con le giocatrici della squadra di serie B Nottolini di Capannori e dalla partecipazione, come spettatori, alla semifinale di Coppa Italia. Anche la conduzione degli allenamenti da parte di una figura esterna, l’ allenatore Alessandro Becheroni , è stato un fattore importante nella motivazione dei ragazzi. La pratica del ping-pong è terminata, invece, con la partecipazione ad un torneo fra scuole, svolto con il supporto dell’Associazione T.T.Lucca. Matteo Marabotti, insegnante di Discipline Multimediali, ha scelto di contrastare l’ansia, le crisi di panico, l’estrema fragilità emotiva di alcuni studenti.

Con il supporto della psicologa Chiara Ferroni ha programmato una serie di incontri in cui, attraverso giochi di relazione e di contatto, i ragazzi venivano indirizzati verso una graduale riappropriazione del proprio corpo. Prima come strumento per comprendere se stessi, poi per relazionarsi con gli altri e, infine, per misurare la propria forza e sfidare i propri limiti. Attraverso la pratica del training autogeno gli studenti hanno poi ristabilito un circolo virtuoso tra pensieri, emozioni e reazioni corporee. Il percorso è terminato con un’uscita di due giorni in un rifugio in montagna, dove, oltre a camminare, è stata condivisa anche l’organizzazione dei pasti. “La regola era: niente cellulari, ma nessuno di noi ne ha sentito il bisogno” dice Margherita. Strano, visto che all’inizio di quest’anno scolastico la studentessa è stata sanzionata perché non consegnava il cellulare all’inizio delle lezioni. “Non è strano, stavamo bene insieme, c’era ascolto, interesse dell’uno verso l’altro. Doveva durare di più.”

Oltre a questi moduli, il progetto , finanziato con i fondi del Programma Operativo Nazionale 2014/2020, ne prevedeva altri tre: due per il recupero delle competenze di base di Italiano e Matematica e uno sull’orientamento degli studenti delle IV e V classi. “Tutti gli interventi hanno registrato un buon numero di presenze” dice molto soddisfatta la Preside del Liceo Artistico Musicale, la professoressa Maria Pia Mencacci, “Cosa non scontata, visto che gli incontri erano tutti di pomeriggio e i ragazzi del Liceo ne hanno già uno di lezioni curricolari. La frequenza dimostra che i docenti e gli esperti che li hanno supportati hanno colto nel segno, sia nelle attività proposte che nel modo in cui le hanno svolte.” Sì, perché per avere una scuola con la “S” maiuscola, oggi, l’ascolto del disagio, di qualunque tipo esso sia, e una risposta adeguata e tempestiva sono fondamentali.


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