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Cultura e spettacolo

Inaugurata la mostra personale dell’artista Massimo Podestà

domenica, 2 settembre 2018, 10:01

di annalisa ercolini

“Nel corso degli anni ho visto il percorso eclettico, poliedrico di Massimo. Rivoluzione intesa come sperimentazione.” Esordisce con queste parole Maurizio Vanni curatore della mostra personale dell’artista Massimo Podestà tenutasi nel tardo pomeriggio di ieri presso Lu.C.C.A. Lounge&Underground e che resterà fino al 16 settembre.

Non sempre nell’arte si riesce a fare ciò che ci piace piuttosto si fa quello che ci porta profitto. Massimo Podestà è in controtendenza. Dopo la laurea nel 1976 presso la Facoltà di Architettura a Firenze continua quello che aveva rimandato dalla sua infanzia. “Quando ero piccolo – racconta il maestro Podestà – giocavo dentro la cucina e per mescolare i colori utilizzavo l’olio della frittura della mamma.” Riparte proprio da qui, amalgamando un percorso di ricerca artistica, di vita e spirituale. Intraprende l’attività di designer ideando oggetti che lo porteranno a partecipare a mostre rilevanti in Italia e all’estero. Nel 1980 nascono i quadri con riferimento al design e anche con queste opere viaggerà molto, esponendo a Parigi, New York e Londra. Proseguiranno gli anni di studio e nuove elaborazioni fino a giungere al 2000 con Le modelle cosmiche.

Il curatore Maurizio Vanni scompone l’opera del maestro Podestà in un gioco di termini: “Il codice espressivo atipico significa non convenzionale e non convenzionale vuol dire fantasioso che si traduce in nuovo.”

Le opere di Massimo Podestà sono tutto fuorché facili, oltre alla materia composta da sabbia, pigmenti, polveri oltre ai colori decisi: blu, rosso, oro c’è qualcosa di più. Le figure femminili sono atteggiate con eleganza, i corpi sono armoniosi anche senza volto e proprio per questa mancanza assieme allo sfondo ipnotizza il fruitore. La luce non è luminosità come il sole piuttosto è luce come lo spirito. “Superficie, luce e colore. Non è un lavoro scontato e semplice – continua Vanni – non istintivo. Quando pensate di aver compreso qualcosa l’artista aggiunge elementi creando il caos nello stesso fruitore.”

Gli elementi hanno ragione di esistere?

“Sì, – risponde il curatore. - E’ sorprendente come un elemento apposto nell’opera non ha bisogno di un dizionario di simbologia per essere compreso. Quel determinato oggetto ha un valore all’interno della composizione.”

Maestro Podestà cosa significa per lei il cosmo?

“Il cosmo è fuori e dentro di noi. In sostanza il tutto è dentro di noi e tutto è in noi.”

Quando entrano i mondi cosmici nella sua vita?

“Forse da sempre. Si torna indietro per andare avanti. Pratico la meditazione da almeno 50 anni. Ho pratico molte strade pur creando una mia via. Sperimentazione in ogni senso.”

Come lavora?

“Alle volte lavoro su più opere contemporaneamente. Mai in serie. Il caos è il mio elemento, è creativo, non sono ordinato. Non parto da un unico elemento per creare le mie opere piuttosto sono tante cose insieme.”

Ogni lavoro è differente proprio come i sogni che l’essere umano produce per vivere.


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