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Cultura e spettacolo

Franca Maria Vanni racconta un pezzo inedito di storia intorno a Elisa Bonaparte Baciocchi

lunedì, 4 marzo 2019, 09:18

Una banca fantasma e i debiti di un pizzicagnolo mettono in subbuglio un’intera città. Da un debito di gioco agli interessi di uno Stato. Non è la trama di un noir a sfondo politico ma la traccia di una recente scoperta, un altro pezzo inedito di storia di Lucca, che ha per protagonista l’Archivio di Stato di Lucca e i documenti lì conservati, nonché una esperta di numismatica, Franca Maria Vanni. Racconterà quanto ha trovato nell’incontro “Una storia complicata alla fine del principato di Elisa”, sabato 9 marzo alle 17 a Palazzo Ducale (sala Tobino), a ingresso libero, organizzato dall’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana” con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Provincia di Lucca.

“L’esame della documentazione archivistica spesso porta a conoscere episodi del tutto sconosciuti della storia del nostro paese o che riguardano la nostra città – racconta Franca Maria Vanni -. Ed è così anche in questo caso, in cui conducendo ricerche su tutt’altro, sono spuntate ‘strane’ banconote recanti il bollo della Banca di Lucca. Con il solo, evidente problema, che i documenti erano gli atti di un processo per debiti di gioco del 1814, protagonista un pizzicagnolo e l’incartamento delle sue merci, mentre la Banca di Lucca è nata nel 1850. Quale storia si nasconde dietro a tutto questo?”

Dopo i saluti della presidente dell’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”, Roberta Martinelli, la racconterà Franca Maria Vanni, che ha appena allestito la sezione Numismatica e di Carta Moneta della Fondazione Ivan Bruschi di Arezzo, direttore scientifico del Museo Medagliere dell’Europa Napoleonica di Castiglion Fiorentino. Seguendo infatti una traccia del tutto inaspettata, è arrivata a scoprire dell’esistenza di un progetto molto importante per l’economia lucchese, la cui notizia mise però in subbuglio, all’epoca, l’intera città, chiamando in causa Elisa Baciocchi, Napoleone Bonaparte e anche il Governo austriaco.

Tra voci di popolo e bolli a secco, ecco un altro tassello di Storia spuntare intorno alle vicende dei Bonaparte a Lucca e in Toscana.

Franca Maria Vanni  è stata dal 1983 al 1993 collaboratore esterno della Soprintendenza Archeologica di Firenze e partecipando a varie mostre importanti, ha collaborato ai cataloghi delle mostre allestite dal Centro Affari di Arezzo a Tokio e a New York e dal 1994 al 2005 è stata collaboratore esterno della Soprintendenza ai Beni Ambientali, Artistici  e Architettonici di Arezzo. Ha svolto inoltre per il Ministero delle Politiche agricole e forestali la revisione inventariale del patrimonio storico artistico del Monastero e Eremo di Camaldoli. Ha partecipato  a vari congressi internazionali di numismatica sia in Italia che all’estero, curato mostre e inventariato materiali per diversi istituti in Italia.

Info suhttp://napoleoneeilsuotempo.wordpress.com e su www.facebook.com/napoleonidi.

Il progetto “Da Parigi alla Toscana: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa” (http://napoleoneeilsuotempo.wordpress.com) è nato nel 2007 sulla scia del rinnovato interesse verso il periodo napoleonico lucchese e toscano, stimolato dalle mostre e dal lavoro realizzati a partire dal 2002 dalla dottoressa Roberta Martinelli a Palazzo Ducale, e comprende iniziative che si svolgono durante tutto l'anno in diversi luoghi della Toscana (Lucca, Livorno, Elba).

In questi anni ha preso vita una lunga collezione di eventi, tra cui si ricorda la mostra che Roberta Martinelli e Velia Gini Bartoli hanno curato ed allestito al Musée de l’Armée di Parigi, dal titolo “Avec Armes et bagages. Dans un mouchoir de poche” (26 ottobre 2012 – 13 gennaio 2013; 238 oggetti esposti, con la partecipazione di 25 soggetti tra musei, biblioteche internazionali e raccolte private), nata in seguito alla mostra “Mito e Bellezza” (Lucca, 2009-2010), e che ha ispirato un nuovo filone di studi internazionali sul rapporto tra l’Imperatore e il costume.

Grazie agli studi inediti condotti in archivi italiani e francesi, recentemente è stato riportato all’aspetto originario il Palazzo dei Mulini di Portoferraio, reggia imperiale di Napoleone all’isola d’Elba, nella suddivisione degli spazi e nelle facciate che egli aveva voluto. L’intervento è oggetto del volume di Roberta Martinelli e Velia Gini Bartoli “Napoleone Imperatore, imprenditore e direttore dei lavori all'Isola d'Elba”, Gangemi 2014.

È stata presentata nel maggio 2015 all’Archivio di Stato di Lucca una preziosa scoperta tutta toscana: la cravate che l’Imperatore lasciò all’Elba, sul suo cuscino, la notte della fuga, mentre nel 2017 l’associazione ha presentato al pubblico due frammenti di tessuto ricamato del tempo di Elisa e Napoleone, di committenza principesca. Sempre del 2017 la collaborazione con il Centro studi Luigi Boccherini per un omaggio al musicista lucchese e alla sua musica per il ballo del Fandango, e la tavola rotonda in preparazione del VII Forum Consultivo degli Itinerari Culturali del Consiglio D’Europa “I Bonaparte a Lucca e in Toscana: i percorsi napoleonici fra storia, turismo ed enologia”.

Nel 2018 l’associazione ha approfondito gli aspetti legati al costume e all’etichetta nelle feste e nei balli di corte, partecipando alla manifestazione “Il Desco” ed avviando anche una collaborazione con la Fondazione Carnevale di Viareggio.

 


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