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Cultura e spettacolo

Nasrin Sotoudeh: il filo rosso degli avvocati passa anche da Lucca

venerdì, 19 aprile 2019, 09:16

di daniela nardi

Toccante rappresentazione quella messa in scena ieri pomeriggio al teatro di S. Girolamo dalla compagnia teatrale “attori e convenuti”: “Nasrin Sotoudeh, una vita per difendere” organizzato dalla commissione pari opportunità dell’ordine degli avvocati di Lucca.

I legali attori (Paola Belsito, Patrizia De Luca, Grazia Doni e Nicoletta Manetti con la direzione artistica di Gaetano Pacchi), accompagnati al piano dall’avvocato Michele Salotti, hanno offerto una coinvolgente lettura delle lettere scritte dal carcere da Nasrin Sotoudeh ai suoi figli, al marito, ed ai vertici della magistratura iraniana che l’hanno condannata duramente per aver svolto in modo leale e corretto la sua professione di avvocato, mettendosi al servizio degli attivisti, delle donne, delle minoranze.

Nasrin Sotoudeh è un’avvocatessa iraniana di 56 anni laureata in diritto internazionale, attivista per i diritti umani, vincitrice di due importanti premi letterari: il Premio per la Scrittura per la Libertà di Barbara Goldsmith, vinto nel 2011 e nel 2012 il Premio Sakharov per la libertà di pensiero.

Nasrin si è sempre occupata della difesa legale di attivisti, giornalisti e di donne iraniane arrestate per essersi tolte il velo in pubblico. Ha anche difeso il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi.

Nel marzo 2019 è stata condannata da un tribunale di Teheran - con un processo in contumacia svoltosi nel dicembre dell’anno scorso - a 33 anni di carcere e a 148 frustate. Questa condanna si somma a quella di 5 anni emessa nel 2016 per un totale di 38 anni di carcere. L’avvocatessa è rinchiusa, dal giugno 2018, nel carcere di Evin, tra i più duri del paese e le è impedito di ricevere le visite dei suoi figli. Le accuse che le sono state riconosciute sono quelle di propaganda contro il sistema, incontri ai danni della sicurezza nazionale, partecipazione al movimento contro la pena di morte, incitamento alle donne a togliersi il velo e ad azioni immorali.

In passato, nel 2010 era già stata condannata a 11 anni di carcere, poi ridotti a sei in appello ed aveva scontato la pena detentiva in carcere sino al settembre 2013.

Nasrin Sotoudeh si era di recente schierata contro l’applicazione di una nota aggiuntiva all’articolo 48 del codice penale iraniano, in base alla quale le persone imputate di determinati reati, tra i quali quelli contro la sicurezza nazionale, non hanno diritto di nominare un proprio avvocato di fiducia, ma possono sceglierlo soltanto in una lista - ristretta - di avvocati approvata dal Capo del potere giudiziario.

La pena inflitta a Nasrin Sotoudeh è la più dura comminata in tempi recenti in Iran contro i difensori dei diritti umani.

Questa nuova recente condanna ha suscitato clamore, sconcerto e sdegno in tutto il mondo, in particolare tra le associazioni a tutela dei diritti umani, Amnesty International ha espressamente parlato di “vergognosa ingiustizia” riferendosi al caso di Nasrin, per la liberazione della quale ha indetto una petizione mondiale.

Anche il Parlamento Europeo, nella persona del presidente Antonio Tajani, ha espresso totale solidarietà all’avvocatessa iraniana, condannando la sentenza “assolutamente oltraggiosa” del governo iraniano.

In Italia, l’ordine nazionale forense ha invitato gli avvocati italiani a “firmare l'appello rivolto alle istituzioni italiane ed europee affinché compiano ogni passo politico e diplomatico verso il governo iraniano volto ad ottenere al più presto la liberazione della nostra collega Nasrin Sotoudeh». Lo hanno dichiarato il segretario generale dell'Associazione nazionale forense Luigi Pansini e Giulia Schiavoni di Non c'è Pace Senza Giustizia. Gli avvocati italiani sono stati invitati ad appuntare sulle toghe – simbolo universale di tutela dei diritti dei cittadini - un filo rosso sino alla revoca della misura detentiva inflitta dal regime di Teheran a Nasrin Sotoudeh ed al suo collega Amir Salar Davoodi.    

La rappresentazione è stata davvero molto sentita dal pubblico in sala, interamente composto da avvocati e dunque particolarmente sensibile alle vicende della collega iraniana.

Il fatto poi che le toccanti lettere scritte da Nasrin siano state interpretate con passione da avvocati italiani (attori e convenuti è infatti una compagnia teatrale amatoriale fiorentina composta da avvocati e notai), che con la loro compagnia teatrale perseguono, proprio come lei, il fine di diffondere nella società una figura di avvocato che lotta - non soltanto  dentro le aule di un tribunale - per conquistare il riconoscimento dei diritti fondamentali  quali il diritto al dissenso, la libertà di pensiero e di espressione, la tutela delle minoranze, ha reso particolarmente emozionante questo momento che nasceva come evento formativo per gli avvocati.


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