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Cultura e spettacolo

Massimo Raffanti: pronto il bozzetto del monumento a Vincenzo Lunardi da collocarsi al Prato del Marchese, a Londra o in Portogallo

venerdì, 3 maggio 2019, 14:54

Dopo l'interessante conferenza del giornalista Massimo Raffanti su Vincenzo Lunardi, svoltasi recentemente alla Domus Romana Lucca, incontro nel quale l'autore ha presentato un suo tematico libro, oltre a un cortometraggio sull'eroe dell'aria lucchese notissimo in Portogallo ed in terra inglese, ecco giungere l'eco di altre iniziative.

L'instancabile fondatore della prima associazione culturale cittadina intitolata a Lunardi, che dal 1984, con varie iniziative, manifestazioni di volo e convegni è riconosciuto quale massimo divulgatore locale del pioniere, ha sul tema avanzato nuove idee.

Raffanti è stato invitato dalle autorità locali portoghesi per il prossimo 225 anniversario dell'impresa aerostatica lunardiana (1794-2109) e, proprio da questo invito, girato fra l'altro a Francesco Battistini, Presidente del C.C del Comune Lucca che lo ha ricevuto, ha colto l'occasione per ribadire la necessità di un maggiore impegno sul tema.

A partire dal cosiddetto "Prato del Marchese" dal quale, Vincenzo Lunardi, diplomatico,inventore e noto a tutte le Corti europee, cercò invano d'innalzarsi col proprio pallone ad idrogeno, si dice sabotato per invidia dai concittadini.

In quel luogo- spiega Raffanti- proprio accanto all'edificio della ristrutturata struttura della Cavallerizza ed a due passi da una Via del Pallone, che qualcosa dovrebbe ricordare alle autorità lucchesi, esiste un prato dal quale, grazie ai piloti dell'A.C. Vincenzo Lunardi Balloon Club (www.luccaballoonclub.it) ed in ricordo del primato di Lunardi, potrebbero elevarsi in volo in pallone i turisti che lo ricordano.

Un Porto Aerostatico lucchese che, in assenza di strutture fisse ed intitolato al grande pioniere, potrebbe costituire per Lucca un ulteriore richiamo culturale, storico, turistico e, perché no, sportivo: nell'unica città deputata a farlo, con un Lunardi finalmente inserito nei percorsi della guide turistiche lucchesi che, almeno al momento, non si fermano neanche un istante sulla targa posta sulla sua ritrovata casa di via Michele Rosi.

Dove fa bella mostra di sé una targa su cui, oltre al volto dell'aeronauta, ci sono due iscrizioni: Comune di Lucca ed A.C Balloon Club (il sodalizio creato da Raffanti)

C'è di più, su un lato della struttura della Cavallerizza potrebbe essere collocata una scultura che ricorda le gesta dell'aeronauta più famoso al mondo, il cui bozzetto è già stato suggerito dallo stesso Raffanti ad un noto scultore d'oltralpe.

Marc Levet che vive e lavora a Pietrasanta l'ha già realizzato in previsione di un monumento di oltre 400 kg in marmo di Carrara e, proprio durante la conferenza di Raffanti al Museo della Domus Lucca Romana, ne ha discusso lungamente con il giornalista lucchese invitato a Lisbona.

Adesso – spiega Raffanti- vedremo se la città di Lucca saprà accogliere questa innovativa idea, ben pronti se a Lucca non fosse possibile, a esportarla in terra portoghese o inglese, dove Lunardi , dimenticato e si dice perfino per invidia sabotato in patria, morì a Lisbona ne 1806.

"La storia sembra ripetersi conclude sorridendo Raffanti, considerato come proprio in questi giorni, una nota istituzione museale cittadina lucchese, si sia presa la briga di consigliare alla città una "censura alle mie iniziative", definendomi "estraneo ad divulgazione lunardiana, che volenti o nolenti, è documentato, ho iniziato nel 1984.

Una guerra culturale è già avvenuta per Puccini e non vorremmo che la storia si ripetesse per Lunardi, ben riflettendo su quando ha avuto ad affermare tempo fa alla stampa un grande uomo di cultura: il maestro Herbert Handt.

"A Lucca, città che rifiutò il Festival dei due Mondi", ma in genere in Italia si considera di più la presunta appartenenza politica degli operatori culturali piuttosto che la loro competenza, fantasia, impegno e bravura: solo dopo, si decide sulle esecuzioni e produzioni, quasi sempre condizionate dai cambiamenti politici".

Una domanda: dove va la cultura a Lucca, non è solo dunque un problema di spazi e men che meno "un piatto di allegre sardine su cui "i soliti noti della ultima ora", sono soliti gettarsi.

 

 

 


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