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Cultura e spettacolo

Giuseppe Pambieri inaugura le "Conversazioni in San Francesco"

giovedì, 10 ottobre 2019, 12:15

Giuseppe Pambieri  con il  monologo L’Infinito Giacomo. Vizi e virtù di Giacomo Leopardi, scritto e diretto da Giuseppe Argirò, inaugura sabato 12 ottobre, alle 21.00, la sesta edizione delle Conversazioni in San Francesco, promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dedicata quest’anno – a trent’anni della caduta del Muro di Berlino – al tema‘Conquiste. Rivoluzioni oltre i muri’.

Si ricorda che l’ingresso e gratuito. Ci sono ancora biglietti disponibili che, da quest’anno, sono prenotabili online, fino ad esaurimento dei posti, sul sito www.fondazionecarilucca.it.  Sarà quindi sufficiente presentarsi all’ingresso della chiesa entro le 21.00 con una stampa della prenotazione (o con il biglietto visualizzato su smartphone) dove sono indicati numero e posizione dei posti prenotati.

Il grande attore Giuseppe Pambieri reciterà, nella Chiesa di San Francesco, il genio e la sregolatezza del poeta di Recanati in uno spettacolo, firmato da Giuseppe Argirò, sulla vita del cantore per eccellenza dell’umana disperazione, ma anche interprete appassionato dei suoi sentimenti più profondi. È un Leopardi totalmente inedito e privato, ritratto attraverso le pagine dell’Epistolario e dello Zibaldone. “È la storia di un uomo innamorato della vita che nelle sue opere ha sempre reclamato un grande bisogno di amore” commenta lo stesso Pambieri. Argirò ci propone una biografia romanzata e affettuosa che, senza alterare il senso dei brani proposti, ribalta l’immagine di un Leopardi «pessimista cosmico» e ne suggerisce un’altra, quella di un poeta della speranza, aperto verso qualcosa di inimmaginabile ma possibile, anzi, necessario alla sopravvivenza, ovvero il Mistero. Un uomo fragile, ansioso, spesso chiuso in se stesso e scostante, ma sempre pervaso da un inesauribile desiderio di vita e di amore.

“Leopardi, affettuosamente Giacomo, nel nostro viaggio, non appare così distaccato e lontano dai piaceri terreni, non ci sembra affatto disinteressato a ciò a cui aspira la gente comune”, racconta il regista. “Giacomo è vulnerabile, ansioso, riservato, schivo, eppure è pervaso da un desiderio inesauribile di vita. Giacomo è goloso, non può fare a meno di dolci, cioccolata, paste alla crema e gelati. In questo ricorda Mozart, altra creatura divina nella sua sregolatezza. Non a caso alcune delle sue più scandalose composizioni, fanno da contrappunto agli aneddoti più divertenti della vita di uno dei massimi autori italiani.”

La mise en scène si conclude con la declamazione commossa della poesia leopardiana più famosa, L’Infinito, di cui si celebrano i 200 anni dalla composizione. La celeberrima ‘siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude’ descrive il muro per antonomasia e il desiderio umano, da sempre, di superarlo e di guardare oltre.

Fanno da sottofondo alla lettura di Giuseppe Pambieri musiche di Mozart, Bach, Beethoven, Chopin e Rachmaninov.

Giuseppe Pambieri è un attore, regista teatrale e doppiatore italiano. Inizia a frequentare giovanissimo la Scuola del Piccolo Teatro di Milano, dove matura la propria formazione di attore.

Allievo di Giorgio Strehler, di cui interpreta agli inizi l'Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni e Il gioco dei potenti, è subito primo attore nel ruolo di Oreste nell'unica messa in scena italiana delle Mosche di Sartre. Ottiene successo e popolarità con il personaggio di Remo nello sceneggiato televisivo Le sorelle Materassi (regia di Mario Ferrero), alternando nel corso di tutta la sua carriera costellata di successi cinema, teatro e televisione. 

Tra le regie prestigiose, quella di Franco Zeffirelli ne La città morta di Gabriele D’Annunzio del 1976.

Le Conversazioni in San Francesco, volute e promosse dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, sono realizzate da una piccola ‘task force culturale’ con l’obiettivo di proporre un programma ricco di contenuti e prospettive differenti, e, come sempre, di fare rete. E proprio in quest’ottica, anche quest’anno, si rinnova la collaborazione con la biennale d’arte fotografica Photolux Festival, che dedica questa edizione al tema dei ‘muri e, più in generale, dei confini e delle barriere.


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