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Cultura e spettacolo

Si presenta il nuovo libro di Paolo Del Debbio: "Friedman 32 persone? Noi almeno 33"

venerdì, 13 dicembre 2019, 19:39

Paolo Del Debbio a Lucca per presentare, in collaborazione con Gina Truglio della libreria Ubik, il suo ultimo libro 'Cosa rischiano i nostri figli'. Qualche giorno fa Alan Friedman ha presentato il suo all'auditorium del Boccherini. Si prevedevano centinaia di presenti vista la location e la manifestazione delle sardine di qualche giorno prima, ce n'erano solo 32. Paura che accada lo stesso anche a lei? 

Boh non lo so, almeno 33.

Il suo libro non si scatena contro Salvini come Friedman, ma affronta una tematica sociale e culturale ancor più che politica. Del Debbio sia sincero fino in fondo: cosa rischiano, veramente, i nostri figli?

Rischiano un’assuefazione ad Internet, soprattutto ai social. Ma quello che rischiano ancora di più è di fare la fine dei circa 300 mila adolescenti che si sono ammalati dell’IAD (Internet addiction disorder). Questa malattia, ormai riconosciuta dalla comunità scientifica, porta con sé un distacco progressivo dalla realtà della vita quotidiana a favore del modo virtuale. Porta con sé, come nel caso dell’alcool e della droga, vere e proprie crisi di astinenza anche in presenza di un momentaneo distacco dalla Rete.

Lei mette nel mirino i social eppure noi tutti, bene o male, più o meno, ci abbiamo a che fare. Perché?

Perché i social rappresentano un vento fortissimo a fronte del quale le piante, che siamo noi, devono avere radici ben profonde, altrimenti vengono portate via. La domanda è: gli adolescenti e i giovani di oggi, soprattutto quelli nati dopo il 2000, hanno queste radici?

Vista la sua età anagrafica, lei ha passato la sua infanzia e la sua adolescenza a contatto con la natura e con la realtà molto più di quanto fanno le giovani generazioni di oggi che vivono il virtuale più del reale. Che cosa regalerebbe di quei tempi ai giovani di oggi?

Regalerei nell’ordine le seguenti cose: il bar, il muretto, le partite a pallone per strada, le arrampicate sugli alberi e sulle gru dei cantieri (sono vivo per miracolo), la parrocchia, il C.T.G. (Centro turistico giovanile), il gruppo degli amici, lunghe ore di studio, i cineforum, il teatro.

Perché secondo lei, i lucchesi, sabato pomeriggio alle 17.30 al provveditorato agli studi in piazza Guidiccioni, dovrebbero venire ad ascoltarla? 

Perché io penso che bisogna essere coscienti di cosa sia il proprio tempo e spero che questo libro aiuti a farlo. In altri termini: avere maggiore consapevolezza dello spirito del nostro tempo.

 

Aldo Grandi


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