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Cultura e spettacolo

A Palazzo Ducale la mostra "Giro giro tondo gioca il mondo"

sabato, 4 dicembre 2021, 12:20

Cos'altro può rappresentare agli occhi del visitatore di una mostra di giocattoli e fotografie antiche se non un salto indietro nel tempo ricco di ricordi, velato di nostalgia ed intriso di sogni d'infanzia?

La mostra intitolata "Giro giro tondo, gioca il mondo" allestita nella sala Tobino di Palazzo Ducale, a Lucca, è molto di più di un mero déja vu, di un ritorno al passato che dura una manciata di minuti, ma è un vero percorso emozionante e struggente tra immagini di bambini, foto di giocattoli d'epoca, giochi e oggetti ludici di un tempo. Una mostra che scava idealmente nel rapporto che c'è tra il dono e il Natale, tra il senso dell'attesa e il desiderio di ricevere un regalo inaspettato o tanto agognato, tra l'effetto sorpresa e la curiosità che è un istinto umano tipico dei bambini ma ascrivibile anche ai comportamenti adulti.

L'esposizione - promossa dalla Provincia di Lucca e dalla Fondazione Paolo Cresci per la storia dell'emigrazione italiana - è curata da Pietro Luigi Biagioni con il progetto scenico firmato da Alessandro Sesti e sarà aperta al pubblico da domenica 5 dicembre fino al 9 gennaio 2022 (con orario 10-13 e 15-18). L'iniziativa aderisce al Sistema museale territoriale della provincia di Lucca e vede, oltre al patrocinio del Comune di Lucca, il contributo della Regione Toscana e delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Lucca e Banca del Monte di Lucca.

L'allestimento ha anche una "colonna sonora" del compositore lucchese Gianmarco Caselli il quale ha composto appositamente "Ambarabà", un brano allegro, con suoni di trombe, tamburi e grida di bambini che s'ispira all'atmosfera delle feste popolari paesane, ai divertimenti semplici di una volta che riempivano le strade e le piazze coinvolgendo intere comunità rappresentando, per esse, un momento non solo di svago ma anche di rito.

Il consigliere provinciale con delega alla valorizzazione di Palazzo Ducale Patrizio Andreuccetti sottolinea i motivi di interesse della rassegna. "Al di là delle mostre, bellissime, di Lucca Comics and Games accolte ad ottobre nelle sale monumentali – dichiara – torniamo ad ospitare dopo quasi due anni nel complesso del Palazzo del Governo una mostra degna di nota che rappresenta molteplici motivi di interesse e di approfondimento, anche storiografico. Una mostra sulle foto dei bambini di un tempo e sui loro giocattoli si sposa perfettamente con il clima natalizio che ci stiamo accingendo a vivere. Compatibilmente con le doverose accortezze per l'emergenza sanitaria mi auguro che la rassegna della Fondazione Cresci catalizzi l'attenzione non solo dei lucchesi ma anche dei visitatori e dei turisti che soggiorneranno a Lucca per le festività natalizie".

LE FOTO.

La documentazione dedicata al gioco dei bambini dell'archivio Cresci è costituita da foto, lettere, documenti, articoli di giornale, manifesti, cataloghi e molto altro ancora; e rappresenta il frutto della lunga e minuziosa ricerca negli archivi familiari, nelle librerie e nelle raccolte dei collezionisti stranieri.

Quanto messo insieme da Paolo Cresci si integra con molti documenti dell'archivio sull'emigrazione, tema primario delle sue ricerche, perché spesso i due percorsi si incontrano: molte delle immagini mandate dall'estero ai parenti in Italia ritraggono bambini coi giocattoli, nei carteggi familiari e, in occasione del Natale, dei doni desiderati.

Il materiale collezionato da Paolo Cresci sui giochi è stato incrementato in questi ultimi anni con l'acquisto in librerie antiquarie, di fotografie d'epoca provenienti sia dall'Italia, sia da vari paesi europei e dall'America.

La raccolta, costituita da oltre 200 fotografie antiche, è originale e rara sia per il tema che per i luoghi di provenienza. L'arco temporale del materiale raccolto va dalla metà del secolo XIX alla Seconda Guerra Mondiale e corrisponde al periodo italiano dei grandi flussi migratori.

I GIOCATTOLI.

La mostra si arricchisce di numerosi giocattoli d'epoca, proprio quelli che si vedono nelle fotografie, rare testimonianze esposte grazie alla generosa disponibilità di alcuni collezionisti, in particolare della famiglia Iardella di Pietrasanta che conserva la raccolta di giocattoli antichi messa insieme con grande passione dal defunto antiquario Carlo Iardella, una rara testimonianza ricca di manufatti preziosi che, nella rassegna espositiva, propone il gioco come un importante aspetto della storia della nostra società.

Ogni balocco, al di là dei valori estetici, dei materiali e della raffinatezza costruttiva, ha un profondo significato: rappresenta un oggetto prezioso perché nasce da un gesto di amore, un dono offerto ad un bambino, che tanto l'ha desiderato ed atteso e che, nella nostra tradizione, finalmente a Natale l'ha ricevuto.

"L'esposizione di Palazzo Ducale ci costringe, almeno a noi adulti, a riaprire i cassetti della memoria e quindi a rinnovare ricordi di momenti e persone care – dichiara Ave Marchi, presidente della Fondazione Cresci -. Avvicinarsi alle fotografie d'epoca di bambini che giocano con i balocchi di una volta suscita un senso di nostalgia perché ci fa tornare alla mente l'infanzia. Ma suscita anche rammarico perché sappiamo che questi giocattoli parlano di un mondo lontano anni luci da quello attuale. Le immagini di questi bambini coi loro trenini e le bambole potranno suscitare solo la divertita curiosità delle nuove generazioni orientate verso giochi dalle tecnologie sempre più sofisticate. Rispetto ai giocattoli d'oggi quelli di un tempo, poveri per i materiali costruttivi ma ricchi di ingegnosità e fantasia, possono raccontarci molte cose sull'evoluzione del gusto e della cultura della nostra società. Per questo motivo riproporre attraverso i giochi e le immagini d'epoca un aspetto così importante dell'infanzia, significa tramandarne il ricordo e costituisce un invito per i giovani a comprendere il mondo dei loro coetanei di un tempo, nella consapevolezza che il progresso della scienza e della tecnica sia figlio del passato e giunga fino a noi anche attraverso balocchi sgangherati e vecchie fotografie dai colori sbiaditi, ma illuminate dal sorriso dei bambini".

I curatori della mostra Pietro Luigi Biagioni e Alessandro Sesti, invece, sottolineano il ruolo dei bambini nelle foto d'epoca e quello dei loro giocattoli: "i bambini – aggiungono - entrano da protagonisti nella comunicazione per immagini fotografiche: vi sono ritratti sin dalla nascita seguendo l'itinerario che documenta eventi significativi della vita: nascita, cerimonie religiose, successi scolastici e ovviamente uno spazio importante è dedicato ai giochi. Negli studi fotografici si mettevano a disposizione degli uomini abiti, cappelli, catene da orologio di finto oro, bastoni da passeggio e sigari; per le signore: cappelli, accessori, acconciature e mazzi di fiori. Nella zona destinata alle foto dei bambini era disponibile un ampio corredo di giocattoli, oggetti con cui stupire e affascinare i piccoli e ottenerne l'immobilità per il tempo necessario allo scatto. Qui troviamo grandi cavalli a dondolo, monopattini, tricicli, macchine a pedali, bambole, secchielli, orsetti e molti altri balocchi".

La mostra "Giro giro tondo, gioca il mondo" è visitabile nella sala Tobino di Palazzo Ducale, al piano terra con accesso da Cortile Carrara, tutti i giorni fino al 9 gennaio dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. La rassegna sarà chiusa, invece, il giorno di Natale e il 1° gennaio 2022.

L'ingresso è libero, ma nel rispetto delle normative anti Covid19 l'accesso è consentito al massimo a 25 persone contemporaneamente; occorre la presentazione obbligatoria del Green Pass, oppure rientrare nelle categorie escluse per legge dalla campagna vaccinale. All'ingresso sarà misurata la temperatura, sanificate le mani e verificata la presenza della mascherina. E' obbligatorio indossare la mascherina.


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