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Economia e lavoro

MIAC 2017: il saluto del presidente di Confindustria Toscana Nord Giulio Grossi

mercoledì, 11 ottobre 2017, 17:48

Il presidente di Confindustria Toscana Nord Giulio Grossi porge i ringraziamenti da parte di Confindustria Toscana Nord alle Autorità e a tutti gli intervenuti per la loro presenza della 24° edizione del Miac

Buongiorno,

un cordiale benvenuto e un ringraziamento da parte di Confindustria Toscana Nord alle Autorità e a tutti gli intervenuti per la loro presenza. Siamo alla 24° edizione di questa manifestazione, diventata segno distintivo della nostra città in tutto il mondo.

Il Miac si organizza qui a Lucca dove il settore cartario, comprendente tissue ed ondulato, rappresenta, come noto, il comparto più importante della nostra provincia che, insieme alla produzione realizzata a Pistoia, conta circa 180 aziende con 8000 addetti e oltre 4,4 miliardi di fatturato. Numeri ancora più importanti se consideriamo il comparto meccanico, l’indotto e tutto quello che ruota intorno a questo settore: 20 aziende con oltre 2000 addetti, 800 milioni di fatturato e 750 milioni di export nel 2016.

Come ogni anno, il Miac rappresenta l’occasione per:

- presentare gli ultimi dati sull’economia del distretto cartario;

- richiamare l’attenzione sulle sue maggiori problematiche in ambito ambientale

- fare alcune riflessioni sul sistema delle relazioni industriali.

 

Partendo dall’analisi economica del distretto LU – PT realizzata dal Centro Studi di Confindustria Toscana Nord, emerge che il settore cartario e cartotecnico delle province di Lucca e Pistoia nel 2017 ha visto proseguire la fase di crescita dei volumi prodotti del 2016. Tuttavia, nella parte finale dello scorso anno, la crescita ha perso slancio; tendenza, questa, proseguita in quello corrente.

La produzione è cresciuta dello 0,8% nel primo semestre del 2017, sull'analogo periodo del 2016. La componente estera degli ordinativi (+3%) ha inciso maggiormente di quella interna; quest'ultima peraltro in lieve crescita (+0,7 %).

Le vendite all’estero di prodotti cartari e cartotecnici (in prevalenza articoli igienici e sanitari rivolte principalmente ai mercati europei), sono aumentate, nel primo semestre dell’anno, dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (517 milioni di Euro).

Permane, tuttavia, la difficoltà delle imprese di coprire da una parte i forti aumenti dei prezzi delle materie prime cellulosiche, sia vergini che a base macero, dall’altra la lieve risalita dei costi energetici che nel settore hanno un’elevata incidenza sui costi di produzione.

Vi sono inoltre una serie di vincoli che minacciano la competitività del settore, per la cui rimozione, non solo a livello nazionale, ma soprattutto a livello locale, è necessario un forte impegno.

 

In merito, la gradita presenza in sala oggi dell’Assessore regionale Fratoni, ci dà l’occasione di riportare alla vostra attenzione alcune delle questioni ancora irrisolte, che rientrano nella sfera di competenza regionale e che ci auspichiamo vengano affrontate quanto prima.

 

Prima fra tutte quella inerente la carenza di infrastrutture per lo smaltimento dei “rifiuti speciali”.

Le esigenze di smaltimento di detti rifiuti, provenienti dalle attività produttive stanno aumentando, a fronte, purtroppo, di una oggettiva carenza di infrastrutture a livello regionale, di cui chiediamo di tenere conto nell’urgente attività di programmazione.

La nostra Associazione è, da molti anni, a fianco delle aziende che utilizzano carta da riciclare, e lavora a progetti di recupero di materia e di energia dal c.d. “scarto del pulper”.

Purtroppo, a differenza di ciò che accade nei paesi dei principali competitor, dove questi scarti vengono bruciati per produrre energia, senza costi di smaltimento e con abbattimento dei costi energetici, a livello locale non è mai stato possibile portare avanti interventi di valorizzazione energetica.

E alcuni progetti di recupero di materia che le cartiere stanno sperimentando, come ad esempio Eco.Pulp.Plast, non potranno comunque da soli risolvere in modo completo il problema della gestione di questo scarto.

Grazie anche all’impegno dell’Assessore Fratoni, su questo tema è già attivo in Regione un tavolo di lavoro, che speriamo possa dare qualche risultato

- nell’individuazione di impianti disponibili tra quelli già esistenti

- nell’agevolazione dell’iter autorizzatorio di nuovi.

Desta preoccupazione anche l'evoluzione della vicenda giudiziaria del sequestro della discarica del Cassero di Pistoia, approdata, dopo la Cassazione, addirittura alla Corte di Giustizia Europea, sia per i tempi lunghissimi che si prevedono, sia perché è dimostrazione di come un impianto, strategico per il territorio, si trovi bloccato per interpretazioni giuridiche discordanti. In questo senso occorre che anche la Regione, così come sta facendo Confindustria, si adoperi per un sistema normativo lineare e chiaro.

Vogliamo, inoltre, sottolineare anche la difficoltà nello smaltimento dei fanghi di depurazione, che interessa tutti i nostri depuratori consortili e, trasversalmente, numerose aziende di vari settori. Anche qui il problema è dato dalla carenza impiantistica e dai conseguenti necessari spostamenti dei rifiuti in altre regioni, che fanno lievitare i costi di depurazione sia per le aziende che per i cittadini.

In tema di acque vogliamo invece ricordare l’importante accordo di programma relativo alle acque della piana di Lucca, diventato finalmente definitivo dopo anni.

In base a tale accordo saranno effettuati con soli fondi privati delle aziende, interventi di potenziamento ed ampliamento del depuratore consortile di Casa Del Lupo a Porcari, gestito dalla Società Aquapur, per un importo complessivo di 21.000.000 euro; mentre con fondi pubblici, saranno effettuati i necessari ed urgenti interventi di adeguamento della rete fognaria che attraversa i comuni di Capannori, Porcari, Altopascio e Montecarlo e la copertura completa del cosiddetto “tubone”, che porterà acqua dal fiume Serchio alle aziende collegate, in modo da alleggerire i prelievi dalla falda.

Confidiamo che la Regione attui i dovuti controlli affinché gli interventi pubblici attesi vengano concretamente realizzati nei tempi previsti dal cronoprogramma dell’accordo.

Sempre in tema di acque, segnaliamo che, dopo aver partecipato con soddisfazione, nel mese di luglio, alla concertazione per la modifica del Regolamento sui canoni idrici, ci troviamo oggi con una delibera, approvata ad agosto, in base alla quale gli importi previsti per il sistema produttivo continuano ad essere molto alti e non giustificati da un vero e proprio impatto ambientale. Chiediamo, ancora una volta, che i canoni idrici siano commisurati all'effettivo impatto ambientale, riducendo significativamente il carico sulle nostre imprese, e che si tenga conto dell’impegno che molte imprese si sono assunte ai fini di un utilizzo più razionale delle acque, nell’ambito di un percorso di crescita rispettoso anche degli aspetti ambientali.

Chiudo il mio intervento con un breve cenno al tema del rinnovo del contratto e alcune riflessioni sul sistema delle relazioni industriali.  

Il 30 novembre 2016, dopo un anno e mezzo dalla scadenza del precedente CCNL, è stato sottoscritto l’accordo di rinnovo. Tra i punti qualificanti:

-  la durata dell’accordo, di fatto quadriennale;

- la parte economica in linea con le intese degli altri comparti e con l’inflazione programmata;

- il rafforzamento delle politiche di welfare;

- il miglioramento ulteriore di alcuni strumenti di flessibilità del lavoro, anche mediante il pieno recepimento, senza deroghe, delle normative del Jobs Act.

Occorre, tuttavia, evidenziare come la trattativa sia stata particolarmente complessa, lunga ed articolata, per le aspettative di parte sindacale che non potevano trovare pieno accoglimento sui vari temi, in particolare dell’inquadramento economico, ma anche per le difficoltà che si sono registrate in termini di coesione all’interno della stessa delegazione di parte datoriale.

Per quanto concerne il nostro distretto cartario, di più ci si aspettava da questo rinnovo sulla definizione di un impianto sanzionatorio per il mancato rispetto delle norme contrattuali. 

In questo senso, coese sono state le istanze delle Aziende del territorio di Lucca affinché vi fosse, nel rinnovo contrattuale, un completo recepimento di quanto previsto dal Testo Unico su Rappresentanza e Rappresentatività del 10 gennaio 2014 in termini di esigibilità delle norme e della previsione di specifiche sanzioni a carico del sindacato per il mancato rispetto delle stesse.

Parimenti siamo consapevoli che non tutte le soluzioni possono venire dal contratto nazionale, ma, anzi, occorre che sia fatto uno sforzo maggiore da parte delle nostre aziende nelle negoziazioni di secondo livello nel contrastare, pretese sindacali del tutto inappropriate.

 Occorre, infine, che almeno la dinamica delle relazioni sindacali, sia più adeguata ai tempi attuali che sono in rapidissima evoluzione.

Pensiamo a ciò che sta avvenendo a livello di investimenti in tecnologie “industria 4.0” e come queste potranno modificare l'organizzazione del lavoro; le relazioni industriali dovranno tener conto di questi cambiamenti che sono velocissimi in quanto imposti dal mercato e dalla competizione.

Pertanto abbiamo bisogno di decisioni rapide, ma allo stesso tempo certe nella loro esigibilità.

In conclusione, auspichiamo nel prossimo futuro di superare le difficoltà riscontrate al fine di indirizzare lo sviluppo delle relazioni industriali verso competitività aziendale.

Obiettivo da raggiungere in modo coeso, con reciproci sforzi, con la rinnovata richiesta da parte delle nostre aziende di essere maggiormente ascoltate a livello nazionale, proseguendo proprio con Assocarta un confronto costruttivo in questo senso.

Un sentito ringraziamento e buon lavoro a tutti".

 


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