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Enogastronomia

Una serata agli Orti con leggende e sapori lucchesi

venerdì, 2 dicembre 2016, 08:42

di eliseo biancalana

Prendete un ristorante del centro storico che più centro storico non si può, aggiungete un mix di salumi e prodotti tradizionali e slow food della Garfagnana e della lucchesia, mescolate con canzoni di diavoli e linchetti, accompagnate il tutto con vini premiati. Avrete così un'idea di cosa è stata "Leggende e Sapori Lucchesi", degustazione all'insegna del territorio che si è svolta presso il ristorante "Gli Orti di Via Elisa" giovedì primo dicembre.

Il tutto è stato organizzato in collaborazione con "L'Antica Norcineria" e con la cantina "Torraccia del Piantavigna". "Lo spirito di questa serata – ha spiegato alla Gazzetta il ristoratore Samuele Cosentino - lo dice il titolo stesso: la valorizzazione del territorio attraverso i profumi e i sapori dei prodotti locali, alleggerita e resa più interessante e piacevole dalla musica di Joe Natta, che io stimo molto, perché ha avuto l'idea di riscoprire il nostro patrimonio folcloristico. È una serata di riscoperta." Il cantante lucchese ha infatti creato un progetto musicale ispirato alle tradizioni locali, "Leggende Lucchesi", che è anche il nome del trio di musicisti che interpreta i brani: lo stesso Natta, Fabio Rapatmax e Ylis. Hanno già all'attivo tre album, a febbraio-marzo dovrebbe uscirne un quarto.

Ma torniamo ai sapori. In piedi dietro a un tavolo, Bruno Bellandi e Giuliano Banducci de "L'Antica Norcineria" hanno passato la serata ad affettare salumi e prosciutti. "La nostra ditta cerca di fare i prodotti come li facevano i nostri vecchi una volta" hanno spiegato. Tra le specialità offerte durante la degustazione, ha spiccato il Bazzone, certificato presidio slow food, di cui sono prodotti solamente 240 prosciutti l'anno e che può costare sui 47 euro al kg. I clienti hanno anche potuto apprezzare il Biroldo e il pane di Petrognola (anche questi presidi slow food), il manzo di Pozza, il salame al fungo porcino di Coreglia, quello prosciuttato e il Linchetto. Nel menù anche una caciotta a chilometro zero, ricoperta da uno strato di lardo con rosmarino e pepe rosa. Finita la degustazione dei salumi, è stata servita una zuppa alla frantoiana. Tutto questo trionfo della lucchesità culinaria è stato accompagnato dai vini della "Torraccia del Piantavigna", portati a Lucca da Antonio Avanzato. Ma perché dei vini novaresi in una serata dedicata ai sapori lucchesi? Perché "il territorio è un valore ma non un limite", ha risposto Cosentino. Ecco allora serviti sui tavoli i rossi La Mostella, al 100% vespolina (vitigno autoctono dell'alto Piemonte) e soprattutto il Ghemme, che da ben nove anni è premiato dalla guida del Gambero Rosso con "tre bicchieri". La degustazione si è conclusa con il lucchesissimo castagnaccio con ricotta, accompagnato da un liquore alla nocciola.

Il clima della serata è stato disteso e rilassato, la clientela variegata. Prossimo appuntamento a San Valentino: a far da compagnia agli innamorati sarà la musica di Meme Lucarelli.


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