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Enogastronomia

Alimentazione e qualità dei prodotti: maggiore esigenza di tutela del consumatore

mercoledì, 22 marzo 2017, 20:50

Oggi la tendenza del bio sta conquistando una fascia sempre più larga di consumatori, soprattutto alla luce delle mille possibilità concesse dal nostro territorio. Eppure, non sempre è facile stabilire se un prodotto proviene realmente da una coltivazione o da un allevamento biologico: sia per i tanti pensieri e dubbi che animano la mente degli italiani, sia per le etichette degli alimenti che non sempre sono di facile lettura. Ma pare che qualcosa si stia muovendo, con diverse iniziative volte a garantire una maggiore tutela del consumatore in merito alla provenienza e alla qualità dei prodotti alimentari che giungono presso le nostre tavole. 

Italiani e alimentazione: i timori delle famiglie 

Gli italiani temono di trovare elementi chimici all’interno degli alimenti. Questo è quanto emerso dalle indagini condotte da Survey Nielsen, che ha rilevato una percentuale del 66% di consumatori che non si dimostrano mai tranquilli quando fanno la spesa, temendo di acquistare generi alimentari alterati da conservanti, coloranti, Ogm, ormoni e quant’altro. Parliamo di paure fondate anche sulla presenza di diverse allergie e intolleranze alimentari che, in caso di etichette poco chiare, possono mettere a repentaglio la salute di chi acquista. Ed ecco spiegato perché il 21% dei consumatori vorrebbe trovare nei supermercati molti più prodotti legati alle proteine vegetali, come alternativa alla carne. Un riflesso di una filosofia detta “back to basics”, che vede gli italiani sempre più spesso orientati ad una spesa priva di qualsiasi elemento non presente naturalmente nei cibi. 

Produttori e consumatori: crescono le esigenze di chiarezza 

Va comunque premesso che molte aziende produttrici, ristoranti e supermercati stanno rivolgendo un’attenzione sempre maggiore nei confronti del biologico: nonostante questo – giustamente – i consumatori chiedono di essere più tutelati rispetto al recente passato. Ed ecco spiegate iniziative del calibro di “Apertamente”, voluta da Federalimentare: un vero e proprio tour all’interno delle fabbriche dell’industria agroalimentare, che consente ai consumatori di vedere con i propri occhi tutti i processi che portano la lavorazione delle materie prime, senza aggiunta di additivi chimici. Infine, come non citare tutte le associazioni che stanno nascendo con l’obiettivo di informare e tutelare i consumatori a riguardo della qualità alimentare e della tutela del ciclo produttivo? A tal proposito occorre citare la cooperativa Alleanza 3.0 nata lo scorso anno nel quadro del marchio Coop, una rete di supermercati che da oltre 150 anni è in prima linea per la tutela delle esigenze delle famiglie italiane. 

Normativa e sicurezza alimentare: i piani di Bruxelles 

Era dal 2009 che le autorità europee operanti nel settore alimentare non agivano in modo così deciso per tutelare i consumatori: il 1 marzo, infatti, a Bruxelles sono state ridiscusse le normative riguardanti le percentuali massime di BDM (dose scientifica di riferimento) che potranno essere contenute nei prodotti alimentari. In altre parole, verrà fissato un limite per legge del residuo di sostanze chimiche nei cibi, insieme ad una serie di norme che interverranno direttamente sul ciclo produttivo. L’obiettivo della FAO, dell’OMS e dell’EFSA, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, infatti è quello di proteggere i consumatori non solo dalle sostanze artificiali, ma anche da quelle portatrici di allergie.


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