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Enogastronomia : Al real collegio

Assaggi all'Anteprima Vini, dal 2007 al futuro della costa Toscana

domenica, 7 maggio 2017, 11:16

di Marco Bellentani

Sedicesima edizione di Anteprima vini della Costa Toscana ancora in corso, presso il Real Collegio di Lucca. Un lento accrescere di presenze ha pian piano rinfoltito le sale storiche con ben 100 produttori pronti a far assaggiare le proprie anteprime, tra sorprese e conferme. Sempre più interessante il laboratorio Anteprima 10 anni dopo, dedicato ovviamente quest'anno alla vendemmia 2007. Un annata che partì caldissima come ricorda il conduttore Richard Baudains (firma internazionale del mondo del vino), con inverno mite e primavera calda e la temperatura record di 47°C a Foggia a fine giugno. Improvvisamente la calura rallentò in estate. Chi ha saputo gestire, nell'approccio più naturale possibile, questa frenata ci regala un ricordo sovramaturo, non eccessivamente acido e con tannini morbidi. A dimostrarlo sono un po' tutti i vini della degustazione mattutina: Avvoltore (Moris Farma), Dulcamara (I Giusti e Zanza), Il Fortino (Tenuta del Buonamico), Merlot (Fattoria di Montechiari), Grattamacco Rosso (Grattamacco - Collemassari), Caiarossa. Montechiari e Buonamico dimostrano come la provincia di Lucca abbia patito più di tutte il rallentamento. Si tratta, tuttavia, di vini longevi, un po' corti in bocca. Più espressivi del 2007 sono gli ultimi quattro con un Dulcamara in difficoltà, un po' scomposto e una versione in stile biodinamico 100% per Caiarossa. Il vino pisano sovramatura e cede una nota di ossidazione, caratteristica naturale che non inficia la piacevolezza di un grande vino da beva. Lavoro certosino per Grattamacco: equilibrio, longevità in divenire, bouquet ammaliante. Davvero eccelso, come anche l'Avvoltore, dritto e fiero nella sua impressionante regolarità, pulizia, beva e corposità. Racchiudere i laboratori in orari limitrofi avrebbe aiutato a scandire una più profonda analisi dei vini della costa anche se "di sgamo" abbiamo assaggiato la buona annata del Vis Vitae (Giardini RipadiVersilia) e del Poggio Bestiale (Fattoria di Magliano).

Un secondo, profondo momento, della visita alle Anteprime - nel chiostro sempre valida la sapienza casearia di Francesco Celso con la sua selezione di formaggio - è stato quello dell'assaggio delle novità ai banchini dei produttori. Buona persistenza del blend di Podere Sapaio, il Volpolo 2015 e ancora grandissime soddisfazioni da Caiarossa. Il 2012 omonimo conferma l'estrema freschezza e brillantezza di un vino unico (40 euro, siamo in una fascia alta), così come il sangiovese al 90% detto Pergolaia. Vicino, in Colline di Sopra, si racconta ancora una storia del passato, con il sempre godibile Ramanto 2013, in attesa di vedere gli aggiustamenti della nuova proprietà. La vecchia proprietà degli Agnelli, Fattoria Varramista sublima il piacere soprattutto nel Varramista 2009, due anni di botte e ben 4 di bottiglia e nell'ottimo Frasca 2012 con una selezione di sangiovese, syrah e merlot. Podere Marcampo prosegue il suo bel vestito al sangiovese Severus, seppur il 2014 cede qualcosa in profondità (ovviamente, visto l'annata), cosa che fa e non poco pure il Tenuta di Valgiano 2014 la cui forbice con il Palistorti è notevolmente ristretta rispetto ad annate più felici. Sempre nella nostra provincia, il simpatico Antoine di Pieve di Santo Stefano comincia a ingranare col il suo Lippo (2015) - notevolmente migliorato rispetto al passato. Colle di Bordocheo ha sempre un "base" molto piacevole, di grande e pronta beva e una novità - esempio di collaborazione lucchese - nel Mille968 (2013) realizzato con una selezione di uve dal proprio podere, da quello di Fattoria Sardi e, infine, Fattoria Maionchi. Molto ruffiano ma ben fatto. Più in la i fratelli Svetlich (Giardini RipadiVersilia) presentano una bella novità: la nuova versione di Colli e Mare (2016) realizzata con il nuovo enologo Maurizio Saettini. Il Vermentino (10% malvasia), torna materico e aumenta la sua mineralità senza dimenticarsi dei profumi, floreali, in abbondante spolvero.

Nell'area massese, si parte subito con il Merlo di Vini Apuani e con le notevoli bottiglie di Giorgio Tazzara, difensore della fede anti solfiti e produttore, con Il Monastero dei Frati Bianchi di ottime versioni autoctone: Barsaglina con il Tazzara 2915, Pollera con l'omonimo Pollera (2015 - il migliore) e il Deir che invece sconfina negli internazionali con il 100% di Syrah. Un plauso sanche a Ivan Giuliani di Terenzuola per i Permano, soprattutto il rosso. Nati dalla voglia di unificare il raccolto di alcuni vitigni storici di Luni, Terenzuola agglomera in un solo giorno le uve, le pressa e ce ne da una versione storica. Permano Rosso macera 3 mesi e libera Giuliani da qualsiasi laccio: il vino com'era, come veniva...una macchina del tempo autoctona. Se nel bianco l'Albarola vince un po' troppo la causa con il resto (comunque amabile), il Rosso è un sublime piccolo vino da non farsi scappare. Da Terenzuola a Pascale Francesca c'è un passo, ma proprio un passo, con vigneti attigui. Il buon vignaiolo Gerardo Pascale, quest'anno lancia il suo primo vino vinificato in azienda con l'enologo Claudio Felisso e prepara per l'estate un attesissimo Vermentino Nero. Il Vermentino di Pascale Francesca, detto I Pilastri 2016, ci riporta alla storia dei vermentini di questa zona, con maggior sapidità, presenza materica, Un vino da pasteggio e non da aperitivo, ricolmo di profumo e di una certa lunghezza. Sorpresa.
Chiudiamo con un breve passaggio nei vini della FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti), dove spicca l'incredibile gamma di un'azienda in gran forma: Castel del Piano. Durlindiana è una Pollera vinificata in bianco (!) di piacevole degustazione, Pepenero, il famoso Melampo e Greppolungo sono tutti vini fatti ad arte, eccelsi, suadenti, equilibrati. Davvero un gran momento per la piccola casa di Licciana Nardi (MS). Buoni anche il bolgheresi "non bolgheresi" di Fabio Motta, i vini di Pieve de'Pitti (Ceretello e Tribiana sugli scudi) e, infine, la sorpresa del sangiovese in cemento dei pisani Fattoria di Statiano: una bella versione di come si faceva il buon vino di una volta.

In alto i calici dunque, l'Anteprima è tutta da gustare.


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