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Enogastronomia

Ristorante Du palle... fantasticissimo

sabato, 11 agosto 2018, 11:17

di annalisa ercolini

A segnalarla è stata una signora in piscina. Avevo chiesto un posto dove la cucina fosse tradizionale. Volevo assolutamente mangiare della carne come si deve. Desiderosa di ciccia toscana, la giusta compensazione alla mia dieta di insalatine e contro il logorio della vita moderna. Un degno pasto e una festa per il colesterolo e poi avrei ricominciato il lunedì con frutta e verdura a gogo.

Il locale è in un punto preciso, in via del Tiro a segno a Lucca, collocato all’interno del circolo sportivo nel quale si gioca sia a tennis che a calcetto. Esattamente in quel punto c’è Du palle.

Non è una parolaccia, anche se i benpensanti potrebbero affermarlo bensì il nome del ristorante. “In un momento di noia – riferisce il proprietario Davide - ho optato per questo nome. Eravamo stanchi di cercare e così ho deciso per questo e poi è adatto al luogo.”

Ad accogliermi in un giardino munito di zampironi, camerieri efficienti e cordiali. Da queste parti in qualunque ristorante entri, cadi più o meno bene, ma qui c’è un motivo in più per addentrarti in questo posto. Qui, vale la pena venire per mangiare la carne con le patatine fritte e una “fantasticissima pizza”.

In sala c’è Davide, il proprietario, una garanzia. Ha un lungo grembiule e un cavatappi penzoloni alla cintura. E’ il ritratto del classico oste: barbetta e baffi, sguardo attento e furbo. Veloce come una gazzella. Discreto con le coppie, si intrattiene con alcuni clienti se capisce che hanno voglia di due parole, con altri ci beve un bicchiere di vino. E’ sempre gentile e sorridente: “D’estate si mangia in giardino – esordisce Davide - e d’inverno dentro. Parola d’ordine: fantasticissimo.” Chiede cosa desidero mangiare. Famelica rispondo carne. E lui controbatte con l’atro motto della ditta Du Palle: “Ci penso io.” Davide dirige un altro locale a Pontedera dove delizia i suoi clienti con piatti di pesce.

Durante la serata il proprietario oltre ad essere amichevole con tutti, è un ottimo cameriere e un allegro intrattenitore, stemperando con qualche parola carina anche in quei tavoli dove a metà settimana sono già nervosetti. Se capisce che non è aria, prende la comanda e gira sui tacchi. Non è invadente. Il top è quando si ferma al tavolo di alcuni clienti che insistentemente lo invitano e lui, cortese, si siede a bere mezzo dito di vino.

Nell’attesa sbircio fra i tavoli. Tutto è semplicemente curato: tovagliolini di carta con i fiori, tovaglie a scacchi, posate e bicchieri puliti. Il menu arriva con pane tagliato fresco, acqua naturale e una bottiglia di vino della casa precedentemente ordinato. Dopo poco giunge un vassoietto con prosciutto. “C’è un errore – mi rivolgo a una cameriera. No risponde lei sorridente: “I nostri clienti aspettano le pietanze mangiando un po’ di pane e prosciutto.”

L’accoglienza, i primi piatti, i secondi di carne e le pizze sono all’altezza delle lodi tessute dai clienti che bazzicano questo posto da tanto tempo. Il conto è super onesto. Vade retro nouvelle cuisine, con quelle porzioni tristi evviva le parole sante di Davide: “Il menu genuino è una scelta. I prodotti sono tutti di qualità compresa la carne che scelgo personalmente come il resto dei prodotti. Ovviamente arrivano anche dei fornitori a portare le materie prime ma adoro andare a fare la spesa per stupire i miei clienti.”

Dove eravamo rimasti? Al carrello dei dolci accompagnato da un marsala: irresistibile. Addio prova costume.

Fine serata voto dieci, come i punti della felicità.


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nicoladeg


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